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(primo piano)- L’uomo che attraversò tre secoli

Scritto da Cesira Donatelli

Sulmona, 16 aprile– La neve, la montagna, i laghi, i parchi e l’aria buona, legano da sempre, la Campania all’Abruzzo. Leggendo L’uomo che attraversò tre secoli l’importanza dei legami è ribadita in continuazione e arriva ad annoverare fra le regioni d’interesse anche il Lazio. In aiuto ad una narrazione, di per sé già fluente e coinvolgente, le descrizioni delle meraviglie monumentali e storiche di Roma. Ad entrare in gioco non sono solo i legami fra persone, sovente rubano la scena le affezioni per i luoghi, per le usanze, per le abitazioni.

Emma de Franciscis focalizza la sua attenzione sulla saggezza della terra, non tralasciando di far compiere azioni e proferire atti di saggezza a molti dei tanti personaggi schierati in campo, i quali per una regola non scritta, ma sancita dalla genuinità del vivere, calpestano zolle comuni e beneficiano delle proprietà nutritive del calpestato. Volutamente, e a ragione, il fulcro di tante famiglie e di tante vicende è Costì, all’anagrafe Costantino de Sanctis e affettuosamente nonnissimo per la piccola Nina.

Questo è un romanzo in cui ci “si nutre!”. Ogni ricorrenza, fausta o accorata che sia, include un banchetto e che banchetto! La portata di questi eventi ha la durata di giorni e coinvolge centinaia di persone, il tutto finalizzato a creare aggregazione a lenire le differenze sociali. Torre sul Lago è un borgo di fantasia, ma per nulla differente dai tanti borghi reali che popolano le pendici della Maiella.

L’artigianato dei luoghi è la filigrana del componimento, senza, nulla sarebbe possibile e caratterizzante.

Un inchiostro lungimirante quello della De Franciscis, i suoi personaggi iniziano ad avere ruoli nel tardo Ottocento e molti di loro sono di mentalità aperte, parlano della donna non come semplice incubatrice, ma come compagna, come avente credito nelle decisioni, spesso è l’eleganza femminile a cavare d’impiccio l’intera famiglia. Sempre delicata la descrizione dei momenti d’intimità la parola sguardo evoca “l’intesa sessuale”.

La motrice di tutto è la piccola Nina, che tartassa zie, genitori e chiunque le capiti a tiro per farsi raccontare particolari della famiglia De Sanctis. Tutto viene tramandato per mezzo di una narrazione orale, una fonte nobile, una fonte che crea vicinanza e appartenenza.   L’autrice non lesina uno scrivere in apparenza nobiliare per non dire arcaico, in verità è la capacità di dare eleganza alla descrizione degli abiti, degli arredi e dei gesti. Meravigliosi i passaggi in cui una delle protagoniste dichiara di essere stata libera di indirizzare il suo destino…

ho sposato l’intelletto e ne vado fiera

Si assiste durante la lettura ad un continuo confronto fra generazioni differenti, la parola lago è frequente, la descrizione dell’altopiano proietta immediatamente all’immensità, al possibile, alla necessità di inseguire i sogni, alla pace. Pace che verrà compromessa dalla guerra, guerra che lambirà il comune di Torre sul Lago e lo risparmierà grazie alla generosità e all’ingegno della famiglia De Sanctis.

…servire la patria faceva parte dei doveri di ogni cittadino tuttavia, la sua partenza era la dimostrazione tangibile che non c’era più rispetto per i padri di famiglia e per gli uomini maturi…

Il bene è protagonista assoluto, la mano tesa verso chi ne ha bisogno, verso i meno fortunati. Significativi e formativi i periodi storici menzionati, spesso inseriti nel contesto nazionale. Una esposizione riconoscente verso la Brigata Maiella, che non può non far ragionare sull’attualità dell’argomento guerra, che mai cade in disuso!

Ogni individuo, per Costì, deve legare la sua esistenza a tre concetti…

…rispetto, conoscenze, e affetti. Tu sei il podestà, devi amministrare e curare la tua gente come se fosse la tua famiglia…

L’armonia in questo romanzo è alla base di ogni giornata, le idee non si colpevolizzano, si mettono a coltura e si beneficia, congiuntamente dei frutti che rendono.

 Anche la bellezza femminile è una costanza, donne molto differenti fra loro, tutte indimenticabili per il loro essere e per il loro sentire, tutte portatrici di una magnificenza, ovviamente esternata in maniera soggettiva, molte mamme di più e più figli, tutto in seno a famiglie allargate e felici.

Nessuno dei principi identificativi del fascismo varca le soglie delle dimore che hanno conosciuto i tanti membri della dinastia De Sanctis, pure questo Emma de Franciscis lo inserirà in maniera dosata nei suoi scritti, tanto il tutto è misurato e capiente, che non mancano accenni alla Costituzione.

La presenza di una cappella nel giardino della casa di Torre sul Lago, già da sola, racconta l’importanza della fede in L’uomo che attraversò tre secoli. Perché si possa comprendere la luce che dona questa lettura si menziona il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia. Data ricorrente e rappresentativa nella storia che l’architetto-autrice ha voluto elaborare nelle sue tavole di progettazione.

Il trascorre del tempo diviene pozzo da cui i giovani posso attingere e formarsi. I legami sono merce rara, tenerli saldi attraverso i secoli è il miracolo di Emma de Franciscis.

Cesira Donatelli

L’UOMO CHE ATTRAVERSO’ TRE SECOLI di Emma de Franciscis

(Edizioni Libreria Dante & Descartes)

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