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(primo piano)- Il silenzio degli invisibili

Scritto da redazione

Sulmona, 3 settembre– Complicato indagare, conoscere e programmare la vita. Questa dama misteriosa e imprevedibile non è posseduta da trama alcuna e per tanto è svincolata e inopinabile.

Autorizza a vivere con lei, praticando lo stesso respiro, attraversa, solca, eppure non la si conosce mai fino in fondo, questa è la ragione per cui ci si trova ad apprezzarla, sempre più spesso, in seconda battuta.

Di vita vissuta, ricordata e indagata Giampiero De Angelis, in Il Silenzio degli Invisibili ce ne ha imbarcata molta e tutta di qualità. Insegna a non essere timonieri di complicati viaggi, non si timona sulle grandi rotte, ma si può ambire a ben altro…

…siamo i padroni del singolo momento che riusciamo a sentire e a percepire…

Attraverso una lettura scorrevole, sempre pregna di un vissuto recente o remoto si approda a ritmi e modi di vita vocati a funzione educativa, propensi al rispetto di ciò che si incontra e di ciò che tange. Il ricordo della nonna e della sua severità, che incitava il babbo a praticare punizioni, nel momento in cui viene descritto è già zucchero a velo e ogni durezza perde le sue componenti e impronta alla comprensione, al fine ultimo che ogni educatore si prefigge, crescere uomini e donne con valori.

Le dimensioni dei luoghi in cui si cresce hanno il loro bel peso nel progetto di evoluzione di ogni essere. Il modo in cui Giampiero De Angelis lo enuncia nei suoi racconti è sempre possibilità e mai limite. Raccontarsi ad un’amica, sfogliare ricordi dopo decenni, crea interesse per i protagonisti e nel lettore, ci si trova a vedere e a sentire un tempo lontano e meno superficiale, che pur fra mille limiti è stato il tempo dei tempi. I giovani meno intossicati dalla tecnologia intraprendevano magici viaggi… 

…le illusioni ci portavano lontano non muovendoci di un passo…

Il Silenzio degli invisibili è un sostenitore del fato, il casuale è la miccia ad un nuovo inaspettato, che porta bellezza e induce a libere interpretazioni. Non mancano gli apostrofi sulle contraddizioni del mondo, la ricchezza che impera sulla povertà come fosse un atto dovuto, i due mondi seppur distinti hanno punti di intersezione forti e sfacciati. Impattante il modo in cui si confessano limiti e forze…

Il dialogo con sé stessi e con gli accadimenti della vita, in questo libro, è perenne. Mai inficiato, sempre posto al di sopra, visto come mezzo, adibito a strumento e fine alto ed altro.

…noi uscimmo in incognito a vedere la realtà…

L’abilità più nobile l’autore la svela, sia nei passaggi in cui esorta ad estrapolare l’infinitesimale e a “succhiarlo” senza sprecarne nulla, che negli intermezzi in cui scuote e ridimensiona   l’uomo padrone del tutto, riconducendolo al ruolo di parte di un tutto e non di proprietario dell’universale tutto.

La specie umana ha bisogno, sovente, di forme semplici di saggezza, di quelle esperienze che solo chi scende in campo matura, questa è una prima forma di humus. L’altro humus lo hanno, originariamente, scavato i padri della filosofia, analizzando strutture della realtà.

 Addizionando il vissuto di ogni singolo, vogando sempre verso i luoghi in cui si è nati, si ottiene “la radiografia” di ognuno. Alla fine è l’insieme che porta al risultato finale, l’unirsi in matrimonio della filosofia “madre ed elevata ” con la  filosofia del quotidiano.

Nulla si distrugge, tutto si custodisce e si trasforma. La cassetta di sicurezza può essere una cantina interiore o altro luogo deputato, sempre preposto a tornare, in forme più o meno lievi. Ripercorre una perdita non è solo doloroso, aiuta a vedere con occhi maturi atteggiamenti ed azioni proprie e di altri. Il ricordo è una forma di nudità priva di erotismo e di desiderio, ricca di bellezza e tatto.

L’importante è non perdersi, bisogna dialogare…

…ti siederai vicino a me, per chiacchierare ancora un po’, anche di nulla. Quel nulla che contiene già tutto…

Si deve essere parte, senza inibizioni, apportando e mai sottraendo, accendendo fuochi composti da legna stagionata, che il tempo ha reso ardente perché depositaria di sole e di pioggia. Le stagionature dei prodotti, come degli animi, hanno bisogno di attenzioni, solo la dedizione innalza e indirizza ad un nuovo andare.

Cesira Donatelli

IL SILENZIO DEGLI INVISIBILI Giampiero De Angelis

(Mauna Loa Edizioni)

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