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Pacentro ha ricordato Raffaele Santini a 5 anni da sua scomparsa

Scritto da redazione
Raffaele Santini

Pacentro, 1 dicembre -A cinque anni di distanza    della prematura scomparsa del prof. Raffaele Santini, la Comunità di Pacentro, i familiari, gli amici, molti sindaci del territorio,il Vice Presidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia ma anche Daniela D’Alimonte cultrice di “ Dialettologia e linguistica italiana” presso l’Università D’Annunzio e sopratutto il mondo culturale abruzzese hanno voluto ricordarlo con una bella manifestazione che si è tenuta  proprio nella cittadina peligna nella mattinata di ieri, domenica, e che ha visto una straordinaria partecipazione

La cerimonia si e´ tenuta nella sala polifunzionale Pietro Di Nello, con il patrocinio del Comune e gli interventi del sindaco Giuseppe Silvestri, di Rosa Giammarco e Giovanni Ruscitti, che hanno tracciato il profilo umano e intellettuale del poeta proprio nel giorno dell’anniversario della sua morte.

Un’occasione per ricordare l’uomo ,lo studioso, l’amministratore accorto e soprattutto un grande difensore del territorio. Già sindaco del comune pelign per  diversi anni, autore di tante pubblicazioni fra le quali grande successo hanno trovato “ Feste e tradizioni nella cultura popolare abruzzese”, “ Mestieri antichi e attività nell’economia abruzzese”,” Guida ai paesi del parco della Majella:Pacentro”, “ Siamo andati e poi tornati” ( poesia dialettale),” Bugnara,dalle origini ai giorni nostri”.

Pacentro, un momento della manifestazione

L’occasione  è servita anche per presentare la prima edizione del Premio Internazionale Raffaele Santini, un riconoscimento a quanti si sono distinti per il loro impegno culturale ma è stata anche un momento di riflessione   per guardare avanti per costruire un progetto capace di aggregare le nostre comunità sotto  il segno di una diversa coesione territoriale.

” Infatti – è stato ripetuto nel corso dei vari interventi- c’è una nuova e diversa vivacità culturale in molti piccoli borghi del nostro territorio che hanno deciso di credere molto nella cultura quale garanzia per assicurare alle nostre comunità una nuova spinta per crescere e guardare avanti con una rinnovata fiducia ma c’è anche una convinzione diffusa che forse proprio la cultura potrà centrare alcuni obiettivi che la politica non è riuscita a cogliere”.

Da qui anche una bella proposta di cui si parlerà molto nei prossimi mesi: l’idea di unire la cultura popolare di alcuni piccoli centri della zona per valorizzare al meglio storie, tradizioni e uomini che hanno saputo onorare nel tempo l’Abruzzo e la propria terra d’origine

Angela Rosati

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