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La cultura oltre la retorica

Scritto da redazione

L’Abruzzo riscopra il valore del suo grande ed unico patrimonio.

*di Sergio Venditti

Sulmona,24 novembre- L’Agenda 2030, promossa dalle Nazioni Unite assegna un ruolo centrale alle politiche culturali, in primis per il perseguimento degli “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” (Sdg), con l’accrescimento del capitale umano, specie per il valore della “cittadinanza attiva” e della rigenerazione dei diversi territori, a partire da quelli più deboli ed isolati come le nostre “Aree Interne”, più lontane  dalle grandi direttrici di sviluppo socio-economico. 

L’Italia con il suo immenso tesoro storico, letterario, artistico ed ambientale rappresenta nel mondo il brand della”Grande Bellezza”. Questa però va curata, non solo per il suo grande valore aggiunto in campo economico di 104,3 Mld. E. (+5,5%), con oltre un milione e mezzo di addetti. (Rapporto “Io sono Cultura 2024”).

 Oltre tali macro-numeri va evidenziato la sua essenziale ricaduta sociale: “Essere un’infrastruttura  invisibile, ma fondamentale per lo sviluppo umano, sociale e territoriale come motore di sviluppo sostenibile che incide concretamente su competenze, inclusione, partecipazione e valorizzazione delle diversità… La crescente attenzione verso il potenziale trasformativo della cultura sta favorendo anche l’emergere di strumenti finanziari innovativi… quali l’impact financing, un modello di investimento, che misura non solo il rendimento finanziario,ma anche gli effetti sociali generati, come i Social Impact Bond (Sib) già adottati in ambiti come la sanità, l’istruzione e l’inclusione lavorativa”.

 In tal senso la Regione Abruzzo può rappresentare un utile laboratorio di sperimentazioni su tali settori interconnessi tra loro,tra l’altro avendo scelto di coordinarli negli stessi strumenti di  deleghe di governo, come per l’Assessorato ora guidato da Roberto Santangelo

Le risorse fin qui individuate, da rendere tutte operative, provengono da fonti diverse, da coordinare, partendo dai fondi destinati alla Citta’ di L’Aquila “Capitale della Cultura 2026”,oltre quelli per la ricostruzione “post- sisma”,che risultano  necessari per valorizzarne il ricco dossier attuativo, che ufficialmente verrà presentato a Roma, il 3 dicembre 2025 , davanti ad Alessandro Giuli, il  Ministro MIC: “Un Territorio, Mille Capitali”.

Questo titolo dovrebbe però essere coniugato  alla “lettera”, con un programma condiviso, che coinvolga tutte le aree regionali, raccordando e compensando i diversi capitoli finanziari, con i progetti “cantierabili”, piu’ diffusi, valutandone altresi le varie priorità d’intervento, specie verso le aree piu fragili e svantaggiate. Questi quesiti dovrebbero cosi’ essere posti a tutti i soggetti interessati, sia pubblici che privati, a partire dai “decisori politici”, ai vari livelli, per avviare finalmente tale percorso virtuoso, tra l’altro evitando duplicazioni e sprechi, utilizzando al meglio tutti i finanziamenti, come il PNRR, che ricordiamolo è in scadenza e comporta ulteriori debiti per le future generazioni.

 Quindi in conclusione uno sforzo di selezione e di sintesi avanzata, senza le logiche di investimenti “a pioggia” (peraltro limitati), per privileggiare linee di valorizzazione degli strumenti più aperti ed interconnessi a livello nazionale ed internazionale, come i 4 Parchi Letterari, che in Abruzzo portano nomi di eccellenza come  P.Ovidio, I.Silone, B.Croce e G.D’Annunzio, in sinergia con le stesse Fondazioni d’origine bancaria,molto presenti sui territori

Quest’ultimo abbinato con il suo stesso creativo  Festival, dedicato al “Vate”, dal Consiglio Regionale d’Abruzzo e la Città di Pescara, nonché con la “Fondazione del Vittoriale degli Italiani”, a Gardone Riviera, per riunire non solo le nostre due”anime”, quella tradizionale montana e la costiera, più dinamica ed innovatrice, con quella internazionale dello”estetismo decadente”, europeo per eccellenza, che accoglie ogni anno centinaia di migliaia di visitatori.

 *giornalista– Rivista “Tempo Presente” – Abruzzo

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