Home Attualità Il Prof. Carlo Cauti da Ortona a Sao Paulo passando per Bruxelles

Il Prof. Carlo Cauti da Ortona a Sao Paulo passando per Bruxelles

Scritto da redazione

Il successo di un expat abruzzese nel mondo, dopo i suoi stages formativi. 

di Sergio Venditti *

Sulmona, 22 novembre-Un giornalista di talento come Carlo Cauti forse rappresenta la parabola di un abruzzese di successo, che come tanti, ha dovuto costruire il suo futuro all’estero, con tenacia e “senza sconti”, partendo da un Paese come l’Italia dove la meritocrazia spesso resta un “concetto astratto”.

Dagli studi di base nella cittadina adriatica C.Cauti è passato al “College Ravasco” di Pescara, dove si è diplomato, arrivando a Roma, presso la Luiss, laureandosi in Scienze Politiche, con lode, nella Magistrale in: “Relazioni internazionali”.

 Da li l’esperienza esaltante del Programma U.E. Erasmus, all’”Università de Paris X” a Nanterre, nel 2007. Da qui l’esplorazione di un nuovo continente come il Sudamerica, con uno stage gratuito nella sede Ansa, in Brasile, di San Paolo: “il mio battesimo di fuoco con il mondo del giornalismo”, transitato poi all’altra agenzia stampa, AdnKronos, sempre con uno stage, frequentando altresi un Master, con il focus sul commercio internazionalea Roma, senza dimenticare la sua terra, con un incarico nell’area export (per “Il Mercosur“) di un’azienda metalmeccanica. 

Un “turbinio” di impegni, sottolinea Cauti, che comunque ha arricchito la sua formazione, fino all’arrivo di una collaborazione presso la Commissione Europea in Belgio, con l’allora suo Vice Presidente&Commissario, l’On.Antonio Tajani, ora (Vicepremier e Ministro degli Esteri del Governo Meloni)

Questa attività mista pubblico- privata, tenuta aperta con grandi sacrifici, si interruppe nel 2012 quando Cauti venne assunto dall’Ansa nella  metropoli di San Paolo (oltre 27mil. di abitanti), come giornalista in lingua madre portoghese, iniziando anche altre collaborazioni con riviste come Affari Internazionali e la prestigiosa Limes e (LaVoce.info), prima dipassare a VEJA, il settimane più diffuso in Brasile.

Un crescendo di impegni e di soddisfazioni per il nostro giornalista ,che cosi dichiara:”escludo a priori di tornare in patria…e mi piange il cuore dirlo”, essendo ora Presidente della stessa Associazione dei corrispondenti esteri nel Paese carioca, insegnando altresi nella locale Universita’ IBMEC (“Relazioni Internazionali”), nonchénel corso: “Geopolitica de L’Escola de Comando e dell’EstadoMaior do Exèrcito (Eceme)”. 

Carlo Cauti

In più  Il Prof.Carlo Cauti ha affiancato a tutte queste molteplici attività, anche un’immagine di opinionista politico di primo piano,come ponte anche tra il Brasile e l’Italia. In particolare egli è entrato in sintonia con il mondo moderato, se non conservatore internazionale, (parlando oltre il portoghese, l’inglese, il francese e lo spagnolo), in Brasile vicino al “Partito Novo”, legato al già Presidente Jair Bolsonaro (i cui nonni erano originari di Anguillara Veneta) ed ancor più ora referente di FdI, (il partito della Presidente G.Meloni), per la comunicazione nell’intera America del Sud.

Quest’ultima resta un tassello fondamentale nelle relazioni internazionali, per l’Europa e specie per gli Stati Uniti del Presidente D.Trump, che apertamente ha sostenuto la rielezione in Argentina di J.Milei, come nel contrasto durissimo contro il regime “castrista” di Cuba e quello venezuelano, del Presidente N.Maduro, restando molto guardingo verso il “Governo Lula II”, rieletto in Brasile

Un quadro complesso e dinamico, che dalla “politica delle cannoniere“, si spera possa ricondursi al dialogo diplomatico, dando un esempio anche per tutti i tanti, troppi, scenari di guerra aperti nel mondo, dove anche la voce dell’informazione, viene repressa brutalmente, facendo pagare proprio ai giornalisti il prezzo più alto, con la loro stessa vita (la libertà di stampa nel mondo è in pericolo: oltre 550 giornalisti incarcerati, 124 uccisi e 95 scomparsi – dati 2024). 

Intanto il nuovo “Rapporto Italiani nel Mondo 2025” redatto dalla Fondazione Migrante racconta:

  • Un ‘Italia  che, forma talenti, ma non li trattiene: Oltre 155mila partiti nel 2024;
  • Le cause: “Mancanza di lavoro stabile, servizi insufficienti, scarsa valorizzazione del merito;

“L’Italia fuori dell’Italia” è oramai la 21^ regione, con oltre 6 milioni/400mila unità. 

*Si stima che dall’allora Regione Abruzzo &Molise, (solo tra il 1876 ed il 1920) arrivarono in Brasile oltre 93mila emigranti, tra cui i nonni dell’attuale Ambasciatore in Italia. S.E. Renato Mosca de Souza.

*Giornalista- Rivista “Tempo Presente” – Abruzzo

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