Home Politica Se vogliamo essere  fratelli d’Italia non bisogna essere ignoranti. 

Se vogliamo essere  fratelli d’Italia non bisogna essere ignoranti. 

Scritto da redazione

Sulmona,17 novembreAlcuni esponenti della destra che hanno fatto il saltarello a Napoli, potevano aggiungere al “chi non salta è comunista anche: o fascista o nazista” per dare un senso compiuto storico, per alludere ai totalitarismi che hanno martoriato il secolo scorso.

Se è vero che la storia è maestra di vita, il problema lo crea chi persevera ad essere pessimo studente o a non saperla leggere, parafrasando una famosa frase.

Esiste un libro molto chiaro di Hanna Arendt sulla storia dei totalitarismi che dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole della Repubblica e nei corsi formativi per chi vorrebbe rivestire cariche politiche. Il fascismo è stato definito in tale testo  “totalitarismo imperfetto” per la concomitante monarchia con il re. Difatti sebbene anche il re sia stato condannato dalla storia è grazie alla corona che l’Italia si sia salvata da un totalitarismo perfetto come quello nazista tedesco e comunista russo. Non a caso il “Gran Consigio del Fascismo” che era il massimo organo del  totalitarismo nostrano con grande coraggio di quella maggioranza,   in quel fine luglio 1943 ha detto stop a se stesso, mettendo in minoranza il duce Mussolini, facendolo dunque arrestare dal re. Questa era l’Italia in quel fine luglio 1943.

I nazisti che hanno liberato dall’arresto sul Gran Sasso, rendendo loro appendice  Mussolini  con le,⁷ volenti o nolenti, camice nere, a quel punto son diventati nemici d’Italia, difatti riuscirono anche a, oserei dire, martirizzare, a questo punto,  anche alcuni componenti di quella maggioranza del Gran Consiglio fascista . Essere oggi “fratelli d’Italia” deve avere un significato unico ed inequivocabile se veramente vogliamo essere italiani consapevoli della nostra storia, altrimenti siamo semplici e pericolosi ignoranti! (G.P.)

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