Home Cultura ( primo piano)-MARGHERITA-Un incontro al di là del tempo

( primo piano)-MARGHERITA-Un incontro al di là del tempo

Scritto da redazione

Sulmona, 17 novembre- I petali di una margherita che si è prestata al m’ami, non m’ami di grandi e piccini, restano nelle vicinanze fino al momento esatto in cui, fratello vento, non avverte il desiderio di farli conoscere ad un nuovo campo o ad una nuova dimensione. Il vento e la nuova assegnazione, dal canto loro, non curanti del tempo che scorre, avvertiranno la costante necessità di non tagliare il cordone ombelicale fra i petali e chi ha inteso scoprire se vi fosse corrispondenza affettiva.  

Con qualcosa di molto affine ci si trova, piacevolmente a convivere, leggendo Margherita, l’ultimo romanzo di Annalisa Terranova.

La perdita di equilibri è la costante predominante dell’oggi e, la Margherita contemporanea, (perché leggendo il libro si ha l’onore di conoscerne, pure, una vissuta nel milleduecento), inizia con il restituirli al tavolino che traballa. Da qualche parte si deve, d’altronde, pur iniziare…

…per una ragazza che proveniva da un piccolo borgo, dove tutti si conoscevano, lo scenario romano rappresentava due facce: una scintillante e piena di possibilità, l’altra oscura e costellata di insidie…

L’insicurezza, gli errori e le inside non hanno un tempo di appartenenza, possono essere figlie del milleduecento o dell’odierno. Con un’abilità che, sprigiona solo la penna di chi la storia la conosce e la ama e, la modernità la sviscera quotidianamente con sentimento di vera appartenenza, Annalisa Terranova permette al lettore di avere sottomano due epoche distanti e dalle condotte diametralmente opposte. Eppure, i sensi di colpa della Margherita da Cortona con quelli della giovane Margherita romana, hanno linee d’intesa. La prima si auto castigherà per una condotta inziale non proprio da timorata di Dio, come l’avrebbe voluta la madre che, le aveva insegnato a stare lontana dalle insidie del diavolo e inginocchiata a pregare l’angelo custode, la seconda a fare i conti con un aborto non scientemente scelto. 

La vita, ad ogni buon conto, resta la maestra del tutto e ha la facoltà di scegliere in quale aula impartire le sue lezioni sull’esistenza. Annalisa Terranova sceglie, per così dire, due sensibili cattedre, una la colloca all’interno di un condomino romano, dove il “collegio docenti” è composto da maestrane artistiche, dai vezzi e dalle passioni piuttosto atipiche, dove la cura dell’oggetto, del sogno, degli spazi comuni, della condivisione dell’ogni, sono alla base di un’esistenza armoniosa ed elegante. L’altra scrivania è a presidio di luoghi di fede, di sacrificio, di preghiera, di penitenze, di confessioni, di sofferenze e di miracoli. Ogni pagina è l’espressione di un vivere che, non lesina coinvolgimento e trepidazione. Lì dove gli affetti hanno lasciate vuote le cornici, si troverà rimedio, si imparerà a dare contezza alle pietre non perché preziose, ma perché …

…non sono altro – precisò – che briciole di Dio…

Dinnanzi all’amore irrorato e messo a disposizione di chi ne abbisogna, l’alfabeto umano, può non restare un buon paroliere, ma poco importa, conta ciò che si può toccare e sentire. 

Si vive tra sogno e realtà quando si giunge al capitolo in cui si comprende che allo scorrere del tempo gli si può dar buca, lo si può evitare, ad uno che nell’oggi ci crea solo patemi e ansie, perché bisogna riconoscergli un ruolo? 

L’attualità dell’autolesionismo è risaputa, a pagina cinquantaquattro dell’ultima espressione di Annalisa Terranova, si apprende che la tentazione di sfregiarsi attraversò, anche, la mente della Margherita di Cortona nata nel 1247. La bellezza di questa donna che, si riteneva lei stessa oltremodo peccatrice, era incontenibile, per fortuna fu altrettanto poderoso il rispetto della religiosa per il  suo padre confessore che, ne osservò l’ammonimento a desistere dall’intento di sfregiarsi il volto.

Annalisa Terranova

 In Margherita vi è un costante cammino nel mondo del creato, ad ogni elemento della natura viene riconosciuto ruolo, significato ed unicità…

… Ognuno di noi è irripetibile…

Teresa, oltre ad essere una donna piacevole, è tanto ben introdotta e condotta nella narrazione da sembrare la vicina di casa di ogni lettore. Lei ha il delicato ruolo di congiungere le vite e le storie delle due Margherite e, soprattutto ha la “fede” di chi conosce la vita e ne comprende le attenzioni per tutti, riconoscendo ai santi tratti di umanità supportati da poteri speciali. Chi sceglie la strada del pentimento, in un’ottica di fervida fede, può non trovare pace su questa terra e non argina preghiere e privazioni, eleggendo sé stessa a capo espiatorio, persino dei peccati altrui…

…Non era sazio il corpo per il mancato nutrimento, ma soprattutto non era sazia la sua anima che aveva sete di penitenze sempre più ardue, di umiliazioni sempre più avvilenti… 

La responsabilità intellettuale e la coscienza culturale della scrittrice, scevra da condizionamenti di sorta, la porta ad accudire, a non tralasciare nessuna forma di arte o di espressione che sia umana, sociale o naturale; durante l’intera narrazione, la poesia, il silenzio, le favole, le carte, le torte, i numeri e le fotografie, divengono palcoscenico di vita. Vanno in scena in maniera armoniosa,  riconoscendo ad ognuno elemento di centralità nell’esistenza umana. Attraverso le tribolazioni della Margherita di Cortona, affiora il tema della carità, dell’umiltà e dell’urgenza di farsi carico della sofferenza degli altri, corsi e ricorsi storici. Basta spostare lo sguardo dal protetto che pochi vivono, per rilevare il disumano che molti altri, troppi, subiscono nell’oggi. Mai lasciare il mondo nelle mani o, anche solo un palazzo, dell’insensibilità di chi è indisposto alla bellezza e alla gentilezza, ne seguirebbe la disarmonia, la lesione del ciclo di vita naturale ed umano. Il creato inteso come patrimonio naturalistico o come costruzione di relazioni si nutrono con l’amore, non con il denaro o il sopruso. 

Decidere di sposare qualcosa o qualcuno conduce a dimensioni alte ed altre, a questo, primariamnte,, conduce la condotta e il pensiero di entrambe le Margherite. Prodigarsi per una causa, per una passione, per un insieme, aiuta a guardare il mondo da angolature diverse e si finisce per comprenderne sfumature e dimensioni vergini.

Il 22 febbraio del 1297, dopo una lunga agonia, Margherita ricevette la grazia di salire al cielo. Nel contemporaneo del romanzo, Giacomo, dal canto suo, torna ad avere linfa vitale, grazie all’amore, alla considerazione, al coinvolgimento. Cielo e terra tenuti insieme, non importa da quale disegno, purché produttori di serenità. 

In tutto il romanzo le emozioni non trovano argini, sono sempre differenti e non sempre leggere o soavi, sempre autentiche e, sempre foriere di cambiamenti, di nuove implementazioni, collettive o singole, prevalentemente rivolte al fondersi, al conoscersi, gli si riconosca il merito di aver condotto ad una preghiera spontanea e capace.

Margherita – Un incontro al di là del temposi presenta con una copertina delicata, femminile e florealealtresì è capace di assumere ruoli di attualità, di richiamo e di riflessione non comuni e, lo fa camminando con disinvoltura fra i secoli e fra le mutazioni delle società che, seppur diverse, multiformi, evolute, arcaiche, statiche  o dinamiche, non potranno mai permettersi il lusso di scacciare il rispetto, l’insieme,  il credo religioso o non religioso, purché mai violento, pena la penuria della vita stessa, della libertà e della crescita. Annalisa Terranova penna dell’attualità, dei valori e del civile.

Cesira Donatelli

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Margherita-Un incontro al di là del tempo

Edito: Ianieri Edizioni

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