Il sindaco eserciti tutti i poteri per condividere e superare la crisi

Sulmona,14 novembre– La Giunta Tirabassi ha pochi mesi e già si trovaa navigare nelle acque agitate e “gelide”, come le definiva il grande Ovidius, per un concorso di fattori e di una controversa congiuntura politica generale, che non va certo favorendola.
La sua azione amministrativa in questa prima fase è apparsa, ad un osservatore esterno, fin troppo incerta ed “ingessata” da troppi vincoli, più esterni che interni al suo esecutivo.
Certamente assistere a quella che è stata definita la” destituzione” di un suo assessore non è stato proprio un segnale edificante, non tanto nella valutazione dei temi, quanto nei tempi di definizione, perché troppo brevi per il merito del suo rendimento amministrativo.
Ed allora non è sufficiente dire che si fosse già incrinato il rapporto fiduciario con il Sindaco, quanto che le motivazioni risultano assai più articolate, con pressioni esterne fin troppo evidenti per condizionare la guida della Città.
Per carità da secoli la politica è stata concepita come un’arte nobile per perseguire il ” Bene Comune”, ma poi troppo spesso è stata il teatro di scontri di potere, per tutelare interessi e rendite consolidate,specie in un Paese come il nostro in perenne campagna elettorale,dove spesso si antepone il “Particulare” al Generale.
Un “gioco al massacro” per il territorio peligno particolarmente nefasto, perché logorato da decenni di declino economico, sociale ed ambientale, che ora rischia il collasso con la “desertificazione” della sua area industriale, non solo per la gravissima crisi della Magneti Marelli, vista l’esplosione della cassa integrazione straordinaria in tutta la Regione (+265% tra 2024-2025), come denunciato da Michele Lombardo, Segretario Generale Uil-Abruzzo, attento dirigente sindacale sulmonese.
Nell’ultimo rapporto del Censis, per il Sud del Paese, (dove l’Abruzzo va rientrando in pieno), si lancia l’allarme: “L’ Esodo dei giovani svuota il Mezzogiorno di talenti e ricchezza”:La Voce d’italia, (diretto a Caracas, dall’aquilano Mauro Bafile).
“La Fuga dei cervelli dal Sud: costa oltre 4 miliardi – Ogni anno fanno le valigie 134mila studenti e 36mila laureati (Sole 24 Ore). Pertanto in condizioni generali cosi complesse e difficili si imporrebbe non solo di serrare le fila dell’azione politica di una maggioranza di governo, omogenea a tutti i livelli, evitando personalismi e logiche di conflittualità permanente per ricercare invece un confronto costruttivo e responsabile con tutte le forze politiche, sociali ed economiche del territorio.
Questo per evitare il “cupio dissolvi”, quasi come gia’ lo concepiva Paolo di Tarso (nella sua lettera ai Filippesi, nelI secolo d.c.), come destino per immolarsi per la fede, riconducendo l’azione di governo alla sua dimensione “terrena”, piu’ responsabile verso i cittadini che l’hanno scelta per risolvere i problemi, non per alimentare i conflitti, che già di per sé sono esorbitanti, a livello globale.
Ed allora non restano più tante opzioni sul tavolo, per ricondurre sulla giusta strada l’attività amministrativa dell’Esecutivo cittadino, qualificandone gli obiettivi strategici ed elevandone il rendimento della sua squadra, anche burocratica, con una decisa azione del Sindaco L.Tirabassi, capace di mettere in Consiglio Comunale tutti davanti alle proprie responsabilità, evitando di restare solo, con il cerino acceso, prima che la luce si spenga, per la nobile “Sulmo”, che è vissuta di gloria passata e di presente turbolento,che pero’ adesso non si potra’ addebitare ad un “destino cinico e baro”, ma alla responsabilità degli uomini e delle donne, al potere “pro-tempore”.
“Non il piacere,non la gloria,non il potere: La liberta’, unicamente la libertà “. Fernando Pessoa
Solimo