Il cammino dei diritti si senta sorvegliato, accudito e presenziato

Sulmona,12 novembre- È capitato e, capiterà nuovamente, di vedere file lunghissime di giovani, dinnanzi a centri commerciali o negozi dai marchi globali, ad attenderne l’apertura, per accaparrassi l’ultima versione di un telefono o di una borsetta, promossa da una nota influencer.
Gli adolescenti, invece, che ieri compostamente e con predisposizione all’ascolto sono entrati nel Cinema Pacifico di Sulmona lo hanno fatto, non per essere alla moda, bensì per essere i primi costruttori e i primi protettori del cammino dei loro diritti.
Ad attenderli, per un forte volere di Marianna Scoccia, Vicepresidente del Consiglio Regionale, vi erano persone, prima che professionisti e addetti ai lavori. La carta d’identità europea e mondiale di ogni relatore coinvolto, recitava e reciterà: Repubblica Italiana, Ufficio della non Violenza emesso dalla Municipalità dei Diritti. DIRITTI IN CAMMINO: Da Saman al Progetto ON THE ROAD il titolo scelto, che è divenuto un vivere collettivo, di una mattinata di novembre che è riuscita a diradare le caratterizzanti nebbie e ha invitato il sole a dare il meglio di sé. A dirigere questa orchestra di strumenti a cuore più che a fiato, l’attenta giornalista Celeste Acquafredda.
Il primo plauso e il primo saluto all’iniziativa sono giunti dal sindaco di Sulmona Luca Tirabassi. Ogni intervento, ha portato a beneficio dei tanti alunni degli istituti superiori presenti, esperienze, nozioni legali, informazioni su comportamenti da adottare, indicazioni sulla prevenzione, invito a contattare il 1522 a qualsiasi ora del giorno e della notte, se ci si sentisse in pericolo. Si è fatto più di ciò che si voleva e ci si è lasciati con l’intento di non perdersi di vista. Tutto questo è arrivato ai giovani che hanno ascoltato, hanno lasciato i telefoni e seppur timidamente hanno recepito l’invito all’abbraccio e al contatto della dottoressa di Rienzo.
È stato un messaggio molto forte quello che, il presidente di Medea, Francesco Longobardi ha lanciato. – L’uccisione di Saman o di qualsiasi altra donna implica la responsabilità di tutti. La mancanza di una buona e vera integrazione sociale e culturale resta una delle cause trainanti di alcuni omicidi. La libertà è un diritto di tutti, il delitto di cui Giammarco Menga ha scelto di raccontare nel suo libro dal titolo Saman Abbas, fa scoprire, tra le altre cose, una famiglia che non ha voluto integrarsi, che non ha voluto accettare le regole occidentali. Decidere di andare a vivere in un altro Stato implica l’accettazione delle leggi di quella Nazione. Bisogna comprendere che i figli che nasceranno e vivranno sul nuovo territorio, dovranno rispettarne le normative in vigore.

La libertà non ha proprietà, non appartiene a determinati colori politici, a determinate religioni, appartiene all’individuo singolo. Chi oggi siede in questo teatro sarà il domani della nazione. Frequentando le carceri si matura la consapevolezza che la cultura educativa si è impoverita, ai ragazzi, è stato consegnato un mondo di antivalori. Vi è una distrazione della famiglia, che si trova a fare i conti con una tecnologia che va normata, non sono stati trasmessi empatia e rispetto. –
Il funzionario del Ministero di Grazia e Giustizia, Antonino Salvia, quando prende la parola, non dimentica l’anniversario della morte di Giulia Cechettin e in maniera spedita e concreta, rivolgendosi ai ragazzi, esorta loro a comprendere che in ogni contesto sociale, la tutela dei diritti, parte essenzialmente dalle nuove generazioni. Quando intervengono le sentenze, le pene e il carcere, è già troppo tardi. La tutela dei diritti costituzionalmente garantiti dev’essere anticipata. Diritti che tutte le donne vittime di femminicidio si sono viste negare, con convinzione e orgoglio, ha ricordato che il 25 novembre prossimo, al voto della Camera vi sarà il DDL, cosiddetto del femminicidio che, prevederà l’introduzione nel Codice penale dell’art. 577-bis per l’istituzione del reato autonomo di femminicidio, con pena prevista dell’ergastolo. Si evince come il legislatore, abbia recepito una volontà collettiva, un’esigenza sociale. Anticipare è indispensabile, è giusto che la giustizia faccia il suo corso quando si verifica un evento drammatico, ma è parimenti importante entrare nelle scuole prima che sia tardi, fare rete, creare spunti di riflessione che allontanino dal commettere il reato, ma indirizzino alla legalità, alla libertà.
Marianna Scoccia, vicepresidente del Consiglio Regionale, ha voluto l’incontro con le scuole soprattutto dopo gli ultimi e sconcertanti accadimenti che hanno sconvolto Sulmona. L’auspicare collaborazione fra scuola, famiglie, istituzioni ed associazioni, non basta, si deve concretizzare con dibattiti e dialogo. Non teorizzare, ma incontrare ed ascoltare chi tutti i giorni si occupa di difendere dignità, diritti e libertà. I ragazzi spesso usano le parole libertà e diritti, aiutiamoli a rendersi conto di quanto queste parole sono grandi e quali sono le differenze. La libertà non coincide con il poter fare tutto quello che si vuole, consiste nell’essere sé stessi nei diversi contesti. Essere giovani, oggi, è complicato, gli esempi sbagliati abbondano, per questo dobbiamo essere fra i giovani con la parola. Istituzioni vicine, con semplicità e lì dove è più complicato.
Rosa Pestilli, presidente della laboriosa Commissione Pari Opportunità in Abruzzo riconosce alla giornata il prestigio di un tassello importante per tutta la regione. Oltre a presentare il considerevole lavoro saggistico di Giammarco Menga, si portano gli intervenuti a conoscenza di una programmazione virtuosa, On The Road rappresenta una responsabilità collettiva. Da ormai un anno è alla presidenza della commissione. Per la prima volta, il mondo pubblico, il mondo privato, le associazioni, sono in sinergia, senza sovrapporsi o contrastarsi. Essenziale l’ascolto dei centri antiviolenza, per analizzare i fenomeni della violenza di genere, da un punto di vista prevenzionistico, non solo, come metodo repressivo. Si deve entrare nelle scuole, con una squadra multidisciplinare, per sensibilizzare e promuove, analizzando il fenomeno della scienza della violenza, per abbattere i bias di genere. Il fenomeno, così facendo, viene valutato ed esaminato, non solo da un punto di vista pedagogico-psicologico, ma anche sotto il profilo sociologico, tutto congiuntamente con l’arma dei carabinieri. Agire insieme per evitare, per costruire la cultura del rispetto collettiva, che non può prescindere dalla responsabilità genitoriale. Non si dimentichi che la scuola non può sostituirsi alla famiglia e che la famiglia non può sostituire la comunità educanda. La vera innovazione risiede nel parlare ai ragazzi insieme, nel farsi scoprire coesi per lo stesso obiettivo.

Rileva, anche, una povertà educativa marcata Carlo di BerardinoDirettore del centro di psicologia Clinica di Pescara, Presidente FederMindfulness Abruzzo e un mancato rapporto con le emozioni. Con la mentalizzazione della rivoluzione digitale si è perso il contato con la corporeità, non va dimenticato che il sentimento parte dal corpo non dal cervello. Si deve lavorare per ritornare al corpo, attraverso una meditazione e una consapevolezza piena.
Il progetto On The Road dimostra di essere coraggioso e completo, entra ogni giorno di più nelle scuole e cerca di comprendere vari campi tematici, al suo interno l’ingegnere Antonella Pallotta ricopre la presidenza della sottocommissione alle professioni. Fra le aree di interesse vi è il ruolo delle donne nelle stem, spiega, che annoverano discipline come matematica, scienze e tecnologie. Ci si orienta verso queste branche perché la presenza delle donne in tal segmento è ancora ridotta. Il discorso pari opportunità viene portato nelle scuole e declinato sotto più punti di vista, partendo dall’educazione al consenso, passa per la capacità di coesistenza e condivisione, arriva a quello delle professioni al femminile. Mattine come quella che abbiamo vissuto restano ben impresse, per le domande lucide dei giovani, che lasciano emergere i bisogni sottesi e accendono riflettori sull’importanza dell’ascolto. Il disagio spesso si esprime attraverso indizi piccoli, in apparenza insignificanti, seppur spesso, radicati trasversalmente negli adolescenti.
Non è mancato proprio nessuno all’incontro, la professoressa Zaino per l’ufficio scolastico regionale e Nardocci come direttore, la professoressa Ruscitti per l’istituto Fermi, la professoressa Fantauzzi per l’istituto l’Ovidio, il maggiore dei carabinieri di Sulmona Toni di Gioia, Federico Merli viceispettore Polizia di Stato. Per il CPO Palombizio e per la presidenza del CPO del tribunale di Sulmona l’avvocatessa Fusco.Tante le voci che i ragazzi hanno potuto conoscere, nella prima parte della mattinata. Attenti e partecipi, anche, al dopo con il giornalista Giammarco Menga, autore di Il Delitto di Saman Abbas e la collega Celeste Acquafredda a cui si darà dettagliata attenzione a seguire.
Quando al termine di una mattinata, ci si saluta con voci più sicure, quando il domani lo si percepisce meno freddo e più d’insieme, significa che si è stati nel posto giusto e con le persone giuste, solo così i diritti avranno sempre diritto al loro cammino libero e non violento.
Cesira Donatelli