E’ tornato a farsi forte in queste settimane la preoccupazione sul futuro della Marelli che investe non solo centinaia di famiglie di Sulmona ma le speranze di un vasto territorio. E la politica che fa? Cosa ha fatto in questi anni? E’ possibile che governo regionale e nazionale possano riservare scarsa attenzione a questa vicenda mentre la politica locale non si accorge di nulla ed è incapace di balbettare qualcosa? Eppure in tanti ricordano quella pagina storica nel 1971 quando a Palazzo San Francesco arrivò il Presidente della Fiat Agnelli per firmare la convenzione con il sindaco DC Paolo Di Bartolomeo per la nascita dello stabilimento di Sulmona. E poi…?
di Franco Iezzi *

Sulmona, 31 Ottobre- Il cinquanta per cento degli elettori non va più a votare: la gente è stanca, delusa, disillusa dei politici e pensa tutto il male possibile della politica.
Non si riconosce più in chi parla senza dire nulla, in chi promette senza mantenere, in chi recita a soggetto invece di agire.
Immaginate l’effetto che fanno, sugli operai della Marelli, le affermazioni della Senatrice Di Girolamo(detta “la Senatrice Interrogazione Parlamentare”) quando dichiara di essere “delusa per il risultato del tavolo ministeriale”.
Evidentemente la signora non ha la più pallida idea di quanto siano delusi i suoi elettori, che le hanno permesso di lasciare la sua brillante carriera di “imprenditrice”, sperando che facesse qualcosa in Parlamento per la sua città.
Certo le va riconosciuto che è riuscita a far ripristinare la fontanella presso la stazione ferroviaria di Sulmona e va anche riconosciuto il numero crescente di interrogazioni parlamentari che ha presentato — guarda caso però, tutte senza risposta.
Tra queste, quella sull’hackeraggio della ASL 1, risultata una delle più ridicole di tutti i tempi.
Nel 2019 ( v. post a margine)il governo Conte avrebbe potuto — e dovuto — impedire che Fiat Chrysler Automobiles (FCA) vendesse Magneti Marelli al gruppo giapponese Calsonic Kansei, appartenente al fondo americano KKR, ma non lo ha fatto.
Per questo, la senatrice Di Girolamo ci faccia il piacere di tacere e di chiedere scusa.

Anzi, presenti un’interrogazione parlamentare seria per conoscere le ragioni di quella grave inadempienza del suo Presidente Conte.
Non da meno la vicepresidente del Consiglio Regionale Scoccia che ha dichiarato :”La Regione Abruzzo continuerà a chiedere con forza a Marelli un impegno serio e a Stellantis di assumersi le proprie responsabilità verso il sito di Sulmona e il suo indotto”
Anche a lei é lecito chiedere di fare lo sforzo , sempre se cela fa, di comprendere l’effetto depressivo che generano, sulle maestranze della Marelli le sue vuote e banali riflessioni (sic !).
Gli operai sanno bene che la Regione non può fare nulla, perché non ha armi contro il colosso Stellantis né contro la procedura in corso negli Stati Uniti.
Nei mesi scorsi, la Marelli ha presentato istanza volontaria di protezione fallimentare negli Stati Uniti, ai sensi del Chapter 11 presso il Tribunale del Delaware, che sta seguendo il suo iter e non può essere influenzato in alcun modo, né da Stellantis, né tantomeno dalla Regione Abruzzo.
Le dichiarazioni d’intenti vuote e le promesse di facciata sono, chiaramente, atti di cinica propaganda sulla pelle di chi rischia il posto di lavoro.
Il dramma degli operai, delle loro famiglie e della nostra comunità non è un palcoscenico per avere visibilità elettorale.
Si abbia la coscienza di non usare il loro dramma per bassi fini propagandistici, di agire con fatti concreti e soluzioni reali e di occuparsi seriamente della crisi quando si sarà capaci- absit iniuria verbis – di presentare un piano credibile.
Ma sia chiaro, il tempo della ipocrita solidarietà apparente è finito. La dignità dei lavoratori merita rispetto e soluzioni, non la vostra indecorosa passerella.
- Già Direttore del Consorzio Industriale,Ammnistratore Comunale,Presidente del parco Majella