Home Attualità Luigi Leonardi, seppur deluso ripone nei giovani la possibilità del cambiamento ( 2^ parte)

Luigi Leonardi, seppur deluso ripone nei giovani la possibilità del cambiamento ( 2^ parte)

Scritto da redazione

 Premio nazionale Paolo Borsellino nel 2019, ha fondato l’associazione Wide che si prodiga nell’assistenza ai bambini orfani di mafia, che tende la mano a chi vive nei quartieri disagiati. Era stato a L’Aquila per la giornata della legalità( maggio 2025)



Luigi Leonardi mentre rcconta le sue esperienze vissute

Sulmona,30 ottobre Un cognome identifica la famiglia di appartenenza, in realtà territoriali dalle dimensioni ridotte, lascia intendere, persino, il quartiere di origine. Lo si potrebbe paragonare ad un cammeo lavorato a rilievo, a cui ogni interessato, nella qualifica di “portatore sano”, dona una propria cromatura, incidendone lo strato di competenza in maniera soggettiva e qualificante. Insomma, un gioiello alla cui realizzazione, ognuno, nel corso della propria esistenza apporta valore aggiunto.  Le aspettative di Luigi Leonardi, imprenditore campano, angariato dai clan per l’ottenimento del pizzo, quasi sicuramente non confidavano in un cognome dal cammeo realizzato con corallo raro, ma neppure erano propense a credere che, il conto di un cognome abusato da altri, lo avrebbe dovuto saldare lui stesso. 

In molti pensano che la nostra Costituzione sia bella, io sono una di queste. Lei ci ha detto che la legge, purtroppo, manca nei tempi, nella qualità e nella verità, dove le è mancata l’applicazione della nostra Costituzione a livello umano nella sua esperienza’?

  • Il primo articolo recita che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. A me il lavoro è stato tolto, perché non sono stato tutelato sul lavoro? Io faccio l’imprenditore non faccio il super eroe, non faccio Superman, non faccio l’anticamorra, io ero un semplice cittadino italiano che pagava le tasse, che dava da vivere a sessanta famiglie. Non dovevo essere lasciato solo quando è arrivata la delinquenza ad impedirmi di continuare a lavorare. Io ho denunciato!  Questa gente andava presa e andava messa dove doveva stare. A livello umano costituzionalmente non mi è stato garantito nulla. Le dico che, se non avessi avuto una grande visibilità mediatica, ad oggi io non sarei qui, questo glielo posso garantire.

Ha stupito molto l’apprendere che, anche, solo per colpa del Suo cognome si è visto togliere la scorta e da testimone è divenuto collaboratore di giustizia. Un cambiamento dalle conseguenze forti. 

  • La contraddizione sta nel fatto che la legge dice che la responsabilità è personale ed individuale, nessuno può o deve pagare le colpe di altri. Nel momento in cui mi si dice che potrei essere un collaboratore di giustizia, grazie al cognome che porto, tutte queste garanzie e tutti questi sani principi vengono meno. Stupisce che da nove anni, in tal senso io non ho mai avuto un avviso di garanzia, qualcosa non quadra. Quindi ci sono figli e figliastri? Io alla politica dico che si può organizzare la Flottiglia, si possono fare miliardi e miliardi di fiaccolate, ma sulle questioni serie si deve fare qualcosa di serio. Con questo non voglio intendere che il resto non sia serio, però le posso assicurare che tutte le mattine vi è un imprenditore o un’imprenditrice che vengono vessati. In un modo o nell’altro, ma succede! 
  •  

Lei è spesso fra i ragazzi, qual è la domanda o la riflessione che le hanno posto i giovani che più le ha fatto capire che loro possono essere la speranza.

  • Sì, incontro, anzi incontravo molti ragazzi, anche se forse non ne incontrerò più. Ho bisogno anch’io di un po’ di pace da questo punto di vista. Quello che mi lascia speranzoso e la loro speranza. La loro pulizia, il loro modo di guardare a tutto questo. Loro, ancora, non lo inquadrano come sistema, per i ragazzi è una lotta in corso, una lotta ad armi dispari, loro pensano che lo Stato sia più forte della delinquenza.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Lei non lo pensa più che lo Stato sia più forte della delinquenza?

  • No, io non lo penso più, ne ho passate troppe. Per radere al suolo tutto quello che noi subiamo ogni giorno ci vorrebbero leggi fatte bene e non occorrerebbe un tempo infinito.

Quello che Lei dice è bellissimo perché contempla la possibilità, al contempo è atroce perché lascia intendere che qualcosa non è stato fatto

Assolutamente sì.

Quando si parla di giovani, con facilità si finisce a parlare di sport e, nelle battute finali, quando la valenza, la spontaneità e la praticità del dichiarato, di quel dichiarato che ha scorticato un’esistenza che poteva e doveva essere comune, tranquilla e giusta, portano a immedesimarsi in ciò che l’intervistato ha patito e sta affrontando con coraggio si scopre che, nonostante tutto è disposto ad esserci sempre, a partecipare a contribuire. Incontra, anche, mille ragazzi per volta Luigi Leonardi, di questi, venti gli scrivono in privato nei giorni successivi e questo convince l’imprenditore campano che sono loro i detentori del bello e del sano, loro saranno i promotori del cambiamento, saranno loro il limpido, per questo li incontra.  Per il bene dei figli di tutti gli si è chiesto di continuare ad incontrargli, a specifica richiesta ha detto:

– “sì quando posso lo farò!” non si dimentichi che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano uomini, io in cinquantuno anni ho imparato che sono gli uomini e le donne che cambiano il corso della storia. 

Proprio quei venti, di ogni mille incontrati, fanno dire a Luigi Leonardi che loro potranno essere la semente del cambiamento. Loro potranno accendere la fiammella che porterà luce e tepore dove le tenebre persistono. 

In nome di questi venti, nella convinzione che diventino sempre più, chi deve e chi può, impieghi tutti i mesi che servono, se due dovessero essere pochi, ma ponga fine all’agonia degli imprenditori. Ogni partita iva strozzata è sangue che, anziché, finire nelle sacche ematiche e divenire strumento e mezzo di trasfusione di ricchezza, di vita e di indipendenza, si disperde nei tombini, nel sottosuolo e diviene infetto.

Luigi Leonardi è Premio nazionale Paolo Borsellino nel 2019, ha fondato l’associazione Wide, associazione che si prodiga nell’assistenza ai bambini orfani di mafia, che tende la mano a chi vive nei quartieri disagiati. Lui non smette di fare, la sua vita, le sue paure, i suoi tormenti, le sue lotte le ha messe nero su bianco, anche, scrivendo libri, lo si imiti e lo si faccia presto!

Cesira Donatelli

(ph da Internet)

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