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Quando i partiti governavano le crisi con piu’ saggezza

Scritto da redazione

Il Sindaco di Sulmona non diventi “il caprio espiatorio” della politica rissosa.

Sulmona,29 ottobre- La politica non è una “scienza esatta” e come nella natura umana ci sono dei fattori che prevalgono su altri, secondo un equilibrio dinamico tra l’IO ed il NOI, nei vari poteri democratici, almeno in quelli che si possano definire tali, (nel mondo sempre piu minoritari), dove vigono regole essenziali come il conflitto di interessi e le incompatibilita’.

 La Legge N^81/1993, che introdusse l’elezione diretta dei sindaci (mutuata poi dal TUEL), in un contesto dettato dall’emergenza di “Tangentopoli”, sembrava la “panacea” ai mali della cd “partitocrazia”, il cui termine fu’ coniato dal grande giornalista e politico abruzzese, Panfilo Gentile, fin dai primi anni ’70. 

In buona sostanza rispetto al “debordante” ruolo dei partiti si pensava di assicurare la stabilità dei governi territoriali, affidandone un grande potere ai sindaci e ai presidenti degli altri enti territoriali, assegnando un ruolo più di controllo  ai consigli elettivi (anche  quello di 2^ livello delle province), facendoli  pero’ divenire di pura rappresentanza, spesso per ratificare per lo piu’ le scelte degli esecutivi. E così specie sul piano locale si e’ fortemente ridotto il filtro di selezione e di ricambio reale delle classi dirigenti proposte ai cittadini: i partiti ridotti cosi’ a meri cartelli elettorali, con le liste spesso composte solo per raccogliere il consenso familiare e con aggregazioni più civiche che politiche, tendenti ineluttabilmente a dissolversi dopo il voto,spinte dai personalismi degli eletti, con”vincoli di mandato” del tutto labili. 

Anche a Sulmona ora si tende a replicare questo modello, con l’aggravante che il suo tessuto socio-politico si è in gran parte gia’ sfilacciato negli anni passati,lasciando spazio all’ instabilita’ piu’ deleteria, davanti ad una crisi epocale, che imporrebbe proprio l’esatto contrario. 

Quando è in corso una “tempesta perfetta”di tale virulenza, non ci si può abbandonare cinicamente ai “giochi di palazzo”, le cui responsabilità vanno però equalmente ripartite, non solo scaricandole sul primo cittadino in carica, che ricordiamolo è stato scelto da un’intera coalizione,ricevendo  poi la fiducia della maggioranza dei cittadini sulmonesi. Per questo l’appello,neutrale, è al richiamo dei rispettivi ruoli, con la necessaria mediazione tra tutti i soggetti politici ed istituzionali, anche delle minoranze, che pure esercitano il legittimo diritto di critica,al fine di evitare che la “Citta’ di Ovidio” diventi un caso nazionale nella classifica poco lusinghiera, di ingovernabilita’ assoluta.

 In tal senso i “partiti”, in primis della coalizione di Cdx, che governa ad ogni livello, riprendano in mano le sorti della”Politica”, evitando personalismi e settarismi nefasti e recuperando il dialogo con tutti i soggetti, anche a livello regionale, spegnendo sul nascere le tensioni e le concorrenze dirette, ricordando a tutti il perseguimento del “Bene Comune”.

 Per questo, senza retorica ed ipocrisia, si dia il meglio come servizio lungimirante alla comunità peligna, con una visione programmatica di legislatura, coniugata con le capacità  manageriali, non solo tecniche, di coloro che hanno responsabilità gestionali, da valutare prima e  non dopo,quando scoppiano tensioni pubbliche con i poteri del primo cittadino, che legittimamente li esercita, perché previsti dalla normativa vigente, con l’autonomia e le professionalita’dovute.

 E qui va ricordato a tutti, che la sana dialettica è comunque il sale della democrazia, la quale però deve svolgersi nelle sedi deputate e non fuori di esse, per il rispetto  ai ruoli esercitati da ognuno e nei confronti di tutta la cittadinanza, non solo della propria parte rappresentata. Per questo in ogni partita, sono previsti, oltre i tempi regolamentari anche quelli supplementari, che però sembrano già iniziati per la Giunta Tirabassi, al fine di rilanciare il suo Esecutivo e per affrontare subito le grandi priorita’ della Città. Queste sono talmente annose, che vanno gestite con strategie chiare e condivise, ai vari livelli di governo, in un confronto costruttivo con tutte le forze culturali, sociali ed economiche dell’intero territorio peligno. Un metodo obbligato più che consigliato,a nche per dare maggiore forza concreta alle soluzioni possibili per i vari scottanti “dossier” aperti, proponendo i percorsi di risanamento e di sviluppo territoriale avanzati ed efficenti: cosi si evitino le “fughe in avanti” demagogiche  di chi vuole solo fomentare le divisioni e l’instabilità cronica, ai fini di parte,che ad oggi li, in verità, non sembrano  pochi.

“Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere” – Sofocle

Solimo

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