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Giornalista sulmonese minacciato stamani in Tribunale

Scritto da redazione

Episodio gravissimo che ha già fatto molto rumore  a dimostrazione che il clima pesante che si respira in città per i tanti episodi di cronaca degli ultimi tempi impongono alla politica di agire e subito

Andrea D’Aurelio dinanzi alla porta d’ingresso del Tribunale di Sulmona

Sulmona, 30 settembre–  Un episodio gravissimo si è verificato stamani in Tribunale a Sulmona ,dov’era in programma l’udienza di convalida dell’arresto di un 36 enne,ai idanni di un giovane collega,Andrea D’Aurelio, che pochi minuti prima aveva varcato la porta del Palazzo di Giustizia

“ Dopo aver varcato la porta d’ingresso del Tribunale- ha raccontato D’Aurelio-una donna che si qualificava come la madre dell’arrestato mi ha invitato ad uscire all’esterno. “Io sono la mamma, stai attento a quello che scrivi” ha detto. Io le ho ricordato che il giornalista si attiene agli atti e ai fatti e che la notizia, seppur lanciata con tempestività, era stata trattata con essenzialità”. 

Poi, con altrettanto fare minaccioso, interviene la moglie del predetto. “Vuoi vedere che ti scanniamo qua. Tu fai una brutta fine. Non esci vivo”- ha ripreso la stessa. Sul posto erano presenti anche altri familiari. A quel punto, dopo aver ricordato di aver svolto esclusivamente il mio lavoro, ho chiamato il numero di emergenza del 112 e ho richiesto l’intervento di una pattuglia”.

“ Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno identificato i presenti e mi hanno sentito a sommarie informazioni. Mi riservo di presentare una denuncia-querela, entro novanta giorni, non tanto per il timore della mia incolumità quanto per cristallizzare e difendere il sacrosanto diritto di cronaca dal momento che, nel caso di specie, lo stesso si è sempre attenuto agli atti ma anche al codice etico e deontologico.

Spero, anzi sono convinto, che tutto si risolverà per il meglio, con il confronto reciproco e non con la cultura della violenza che non mi appartiene”

Esiste un modo civile per confrontarsi con le persone, senza ricorrere a metodi che devono essere stigmatizzati con fermezza e senza indugio alcuno”. 

Intanto ad Andrea D’Aurelio tutta la solidarietà del nostro giornale

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