
Pescara, 18 settembre— Si dice molto soddisfatto e compiaciuto il segretario del Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria Spp Mauro Nardella dei risultati conseguiti a seguito dell’incontro tenutosi in Regione a Pescara sulla questione afferente la sanità penitenziaria teramana in particolare e abruzzese in generale.
Moltissimi e interessanti sono stati gli spunti offerti dai convenuti e ottimo il coordinamento dato dalla Garante delle persone private della libertà personale Avv.Monia Scalera. Al segretario Nardella è piaciuta l’idea di creare un organismo intellettuale unico che metta insieme, attraverso un idoneo percorso formativo, le esigenze dei medici e paramedici operanti in carcere con quelle degli addetti alla sicurezza.
“Consentire, attraverso un contesto sinergico, di unire le rispettive esigenze coniugandole con le professionalità di ciascuno degli operatori potrebbe rappresentare l’inizio di un percorso che, insieme a politiche di deflazione della popolazione detenuta, sono convinto porterà molto ossigeno a disposizione del personale dei due comparti” “Qualcosa accadrà e presto – spiega Nardella- nell’ ambito della polizia penitenziaria giacché dei 129 agenti assegnati per l’Abruzzo e il Molise non pochi sembra siano quelli che varcheranno i cancelli del carcere di Castrogno il che, unito a un recupero di posti detentivi altrove attraverso l’implementazione di complessive 400 postazioni in tutto il Provveditorato e che permetterà di snellire, o almeno lo speriamo, il sovraffollamento dell’istituto teramano, farà respirare e non poco l’esausto personale sanitario e penitenziario ivi operante”

Una delle note più liete Nardella la vede nella risposta affermativa data a quello che da sempre rappresenta un suo cavallo di battaglia vale a dire la realizzazione del centro unico dei ricoveri dei detenuti.
I dirigenti Asl hanno individuato la sede dove verrà realizzato. Ovviamente l’iter prevederà, prima che venga varata la nuova struttura, una serie ulteriore di passaggi e che culmineranno con l’attivazione di un reparto speciale di polizia penitenziaria in grado di occuparsi solo ed esclusivamente dei piantonamenti ospedalieri dei detenuti di tutta la regione. “Quello del centro unico ricoveri per detenuti, seppur rappresenti da sempre un mio cavallo da battaglia, altro non è che il frutto di una generale esigenza di razionalizzazione del personale e delle risorse visto che con l’implementazione di questo servizio si otterrà il massimo dei risultati con il minimo sforzo”