
L’Aquila,23 agosto– Il trasferimento dei corsi di Economia dell’Università dell’Aquila nel centro storico della città era già previsto, destinato a realizzarsi, a regime, e non appena ristrutturati, nei locali dell’ex San Salvatore.
L’attuale collocazione presso il Centro Congressi “Luigi Zordan” a Piazza San Basilio, offre spazi di grande pregio architettonico, ben attrezzati e inseriti nel cuore della città. Una sede che saprà offrire agli studenti un ambiente funzionale allo studio, alla vita universitaria, alla partecipazione e alla vita culturale cittadina.
Le lezioni si terranno nei locali di due plessi dislocati ai lati opposti di piazza San Basilio, a poche decine di metri di distanza:
• Il Centro Congressi “Luigi Zordan” situato nell’Ex Monastero di San Basilio: un edificio storico, recentemente ammodernato e dotato di tutte le infrastrutture necessarie alla didattica.
• L’Edificio “Ernesto Pontieri” sede che sarà condivisa con il Dipartimento di Scienze Umane dove sono disponibili aule attrezzate, spazi studio, una biblioteca, le segreterie e numerose aree di socializzazione, che saranno condivise con gli studenti dei corsi umanistici. La nuova sistemazione permette quindi una piena integrazione con la città grazie alla vicinanza al centro storico e al parco del Castello.
L’obiettivo comune resta quello di offrire alle studentesse e agli studenti un percorso formativo di qualità, in una città che fa dell’alta formazione uno dei pilastri del proprio sviluppo.
I corsi di Economia dell’Università degli Studi dell’Aquila godono di una solida reputazione a livello regionale e nazionale, e i laureati risultano preparati e competitivi sul mercato del lavoro.
L’attenzione sull’organizzazione e sulla qualità dell’offerta formativa è altissima, con l’intento di accompagnare la crescita delle studentesse e degli studenti con serietà, passione e spirito di servizio. Il consolidamento della nuova sede è in corso, le basi sono solide e l’impegno è massimo. Si tratta di un percorso che richiede dialogo e collaborazione, ma che apre prospettive molto positive sia per gli studenti e le studentesse che per l’intera comunità universitari