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Vittime del dovere ricorda il Carabiniere Anzini ad un anno dalla morte

Sulmona, 17 giugno- “Il vuoto lasciato da un padre è sempre e comunque incolmabile – la presidente dell’associazione Vittime del dovere, Emanuela Piantadosi, ricorda, ad un anno dalla disgrazia, Emanuele Anzini, il carabiniere travolto e ucciso a un posto di blocco, da un ubriaco, nella notte tra il 16 e 17 giugno 2019.

“Sara Anzini, la figlia di questa ennesima Vittima del Dovere, ogni giorno da un anno esatto fa i conti con quel buongiorno che non arriva, quella voce che non sente più, con gli abbracci calorosi che non riceve, con quei mancati consigli che ogni fanciulla ha bisogno di avere dal papà” scrive Piantadosi anch’essa figlia di un carabiniere, il maresciallo Stefano Piantadosi, ucciso ad Opera (Milano)il 15 giugno 1980 da un ergastolano in permesso premio.

Servitori dello Stato che offrono la propria vita durante l’esercizio delle funzioni istituzionali come rappresentanti dello Stato, sottolinea l’associazione: “Persone che diventano un simbolo per la comunità ed un esempio significativo di sacrificio e valori. Sara è una dei troppi orfani dell’Arma dei Carabinieri che piange il padre, ma ha un grande motivo di orgoglio che le impone di essere forte e di trovare nella sua vita un percorso che permetta anche di tenere vivo il ricordo di un Uomo che ha fatto il suo dovere di Carabiniere senza risparmiarsi al servizio della collettività”.

Maria Trozzi

( foto da ilgiorno.it)

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