Regione Abruzzo

Vicenda Banca Popolare di Bari: Pepe, Regione completamente assente

 Sulmona, 25 giugno-“Sulla vicenda legata al futuro della Banca Popolare di Bari la Giunta Marsilio è stata completamente assente, inefficace ed inutile ed a dirlo non sono io, ma sono stati i sindacati stessi che, con un’apposita nota, hanno condannato l’operato e l’inerzia del Governatore e dell’Assessore Febbo che, in sei mesi, non sono riusciti a contattare i commissari ed aprire, con loro, un tavolo di confronto costruttivo che potesse tutelare la nostra regione” sottolinea il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe.

“Purtroppo i risultati raggiunti, si fa per dire, sono sotto gli occhi di tutti: con l’accordo siglato sui tavoli nazionali, che ha visto la nostra Regione tagliata fuori da ogni confronto, ci saranno 91 filiali chiuse in tutta Italia, di cui ben 39 in Abruzzo, e ben 650 esuberi tra i dipendenti, pari a circa il 25% degli attualmente occupati” prosegue Pepe. “L’Abruzzo risulta così essere fortemente penalizzato da questo accordo e tanti comuni dell’entroterra, già offesi dal terremoto ed alle prese con una ricostruzione lenta, perderanno il loro servizio bancario con la chiusura delle filiali. Tutto questo anche grazie al Governatore Marsilio e alla sua Giunta che è stata ferma per ben sei mesi tradendo così le promesse di impegno fatte ai sindacati, ai lavoratori, agli imprenditori ed agli amministratori dei tanti comuni abruzzesi che perderanno così un importante punto di riferimento”.

 “Noi, dall’apposizione, abbiamo cercato in ogni maniera di promuovere azioni e di stimolare il governo regionale su questo delicato tema proponendo risoluzioni ed interrogazioni ad hoc, ma non c’è stato verso di ottenere ascolto” chiosa il Vice Capogruppo Regionale del Partito Democratico. “Ora, dopo l’Assemblea del 30 giugno prossimo, a cui non prenderà parte purtroppo nessun socio abruzzese, la Popolare di Bari passerà al medio credito centrale e si scatenerà una “guerra” tra i sindaci abruzzesi per tutelare il proprio territorio e garantire il mantenimento della propria filiale. Ci auguriamo che almeno stavolta, dopo aver fatto “orecchie da mercante” per ben sei mesi, la Giunta Regionale prenda una posizione forte e netta provando, per quanto possibile, a tutelare gli interessi del nostro territorio che non può permettersi l’ennesimo smacco” (h.9,45)

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