Venerdi, 10 novembre 2017

Il vento sta cambiando. Anzi è già cambiato


2017/10/08 17:040 comments

Sulmona, 8 Ottobre-  Non ci voleva molto ad intuire che il clima politico amministrativo è cambiato in città nelle ultime settimane e non bisogna essere fenomeni della politica per rendersi conto che sono solamente  i risultati, le buone pratiche e il prestigio della propria città in Abruzzo a fare la buona immagine.

 Da  quasi due anni, ma anche da prima, la città ed il territorio sono stati relegati ai margini della politica  abruzzese; da oltre un anno invece Sulmona è allo sbando. Non c’è provvedimento della programmazione regionale che  ha premiato questo territorio e i giovanotti che scaldano i banchi a Palazzo San Francesco  fingono di non accorgersi di nulla.

 Anzi se vogliamo dircela tutta quando si è trattato di approvare le linee guida della Giunta regionale sulla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera molti di loro in Consiglio comunale invece di opporsi e ribellarsi al declassamento del nostro Ospedale votarono a favore (luglio 2016).  Tutto quello che ne è derivato è sotto gli occhi di tutti. Ma c’è di più.

 Sulmona secondo l’ultimo rapporto Istat ha perso, tra il 2015 e il 2016, 500 abitanti e quasi tutti i comuni del Centro Abruzzo hanno subito un decremento demografico  da non sottovalutare. La città è più povera perché   come riferiscono gli ultimi dati  il numero delle persone che giornalmente si rivolgono alla mensa diocesana sono aumentate del 12% circa nell’ultimo anno.

 La città non ha una politica per la crescita e lo sviluppo e nessuno se ne fa carico. Non c’è uno straccio di strategia. Non hanno idee al Comune  anche perché oltre alle idee non hanno forza politica né alla Regione, né in Parlamento.

 L’aver imboccato la strada del civismo che ha prodotto all’epoca un ottimo risultato  elettorale non significa aver fatto la fortuna della città e del territorio. D’altra parte come raccontava un nostro affezionato lettore esperto di politiche regionali mai nella storia del regionalismo abruzzese la città di Sulmona ha avuto un grado di disattenzione così elevato da parte dell’Assemblea regionale. E nessuno, per carità faccia riferimento  alla storia del Masterplan (che finora non ha creato  un posto di lavoro) o di Casa Italia il cui merito, quando arriverà, andrà ascritto al Governo Gentiloni, a Renzi, a D’Alfonso In altre parole al Pd.

 A proposito del Pd  quello sulmonese sembra essersi svegliato dalla condizione di ambiguità e di appiattimento (nella confusione). L’aver scelto una linea politica precisa ponendo fine alle ambiguità di questi sedici mesi dopo il suicidio politico con la cacciata dell’Amministrazione  Ranalli sembra aver restituito smalto e vivacità al partito. In occasione di una nuova riunione che si è tenuta  sere addietro non solo ha confermato la scelta di stare all’opposizione dell’Amministrazione Casini  ma ha deciso di alzare il tiro   sia Consiglio comunale e soprattutto in Regione. Dicono i soliti bene informati  che, nel corso di una partecipata riunione, è stata svolta una critica severa nei confronti della Giunta regionale e per l’isolamento a cui è stato destinato questo territorio

 L’occasione è stata offerta dalla storia della bretella ferroviaria che vede il Pd locale a fianco delle Associazioni e Movimenti per dire no al progetto ma anche  perché il  Circolo di Sulmona punta a portare avanti una diversa strategia di programmazione territoriale che  punta al riconoscimento  delle sette aree funzionali che consentirebbe alla città di poter tornare  protagonista e di  sperare su un Ospedale di primo livello.

  Anche per questa ragione il Pd di Sulmona mobiliterà consiglieri regionali e parlamentari per un confronto  pubblico da tenersi in città il prossimo mese di Novembre. E quella sicuramente sarà anche un’occasione per capire le prime mosse in vista di nuove candidature per Camera, Senato e Regione dove il Circolo locale vuole essere rappresentato con propri uomini e donne perché, ci è stato confidato, il vento è davvero cambiato e la città non intende  delegare la propria rappresentanza più a nessuno. Speriamo bene. Buona domenica a tutti.

Asterix

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