Attualità

Università Telematica, arresti e perquisizioni

Chieti, 20 giugno – Cinque misure cautelari personali e il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e denaro per un valore di circa 800mila euro. E’ il bilancio di una vasta operazione di carabinieri e finanzieri di Chieti in collaborazione con i colleghi svizzeri, romeni, slovacchi e maltesi. In corso 22 perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Abruzzo. Le indagini riguardano 18 persone, accusate a vario titolo di peculato, riciclaggio, auto-riciclaggio e abuso d’ufficio, che hanno prestato la propria opera nella gestione dell’Università Telematica ‘Leonardo Da Vinci’ (Unidav) con sede a Torrevecchia Teatina (in provincia di Chieti). Alle 11,30 il Procuratore Capo della Repubblica di Chieti illustrerà i dettagli dell’operazione in conferenza stampa.(h.8,00) (segue)

 

 

Università telematica, cinque gli arrestati  (2)

Chieti, 20 giugno– Le indagini sono scattate dopo alcune segnalazioni, sulla base di analisi dei documenti di governance dell’università e dei flussi finanziari: grande collaborazione dell’attività giudiziaria coordinata dal colonnello dei CC Florimondo Forleo e del colonnello della GDF Serafino Fiore. Cinque le persone arrestate, delle quali tre sono in carcere. Si tratta di Lorenzina Zampedri, 65 anni, originaria di Racconigi (Cuneo); Antonio Trifone, 46 anni, originario di Avellino, residente a Caltanissetta, domiciliato in Svizzera; Ciro Barbato, 69 anni, di Napoli, residente in Romania. Due ai domiciliari: Antonio Cilli, 55 anni di Città Sant’Angelo, e Luigi Salesi, 66, di Rom. Nell’ambito della vasta indagine  risultano indagate 18 persone italiane: 16 residenti in Abruzzo, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Campania e due residenti in Svizzera e Romania. Secondo il Procuratore Capo di Chieti Francesco Testa  “Abbiamo neutralizzato una banda di affaristi che per oltre due anni hanno depredato senza ritegno, al loro uso e consumo, i fondi dell’università  allo scopo di creare nuovi enti e nove società in Italia e all’estero: vere proprie scatole cinesi nate per accaparrarsi risorse pubbliche e fondi comunitari che avrebbero dovuto essere invece destinate alle attività di istruzione e formazione” ( h. 13,00)

 

 

 

 

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