Editoriale

Una città tra la realtà e speranze

 Sulmona, 2 giugno– Passate le  recenti divagazioni elettorali ed i primi entusiasmi per la stagione delle Giostre la città si ritrova più sola e con un pugno di .. mosche in mano. Non ci vuole molto a rendersene conto basta muoversi un po’ e guardarsi intorno. Si percepisce un clima fastidioso di litigiosità,  di nervosismo, di tensione perenne, di scarsa collaborazione tra la gente e le istituzioni  di lamentazioni continue.

Non ci pare di ricordare negli ultimi  trent’anni una condizione peggiore per Sulmona ed il territorio sempre più frantumato ed isolato. E non basta predicare fusioni fra piccoli comuni come periodicamente fanno alcuni bontemponi che confondono gli aspetti economici  con quelli amministrativi ma anche politici, culturali, sociali e di programmazione  tanto in Abruzzo non se ne potrà mai realizzare una perché le strategie sono mutate e si punta alla politica delle macro aree e a quella delle aree funzionali.

La condizione in cui muove la nostra città oggi preoccupa tutti e dovrebbe spingere la politica ad impegnarsi seriamente  a fare la sua parte  indipendetemente dai ruoli che ciascuno è chiamato a svolgere, nelle Istituzioni o nei partiti, in maggioranza o in opposizione.

Ed è un obiettivo minimo se vogliamo riaccendere  una fiammella di speranza diversamente non c’è alcuna prospettiva di salvarsi. La città è allo sbando almeno da cinque sei anni. Non esiste un’Amministrazione comunale, luogo di riferimento più alto e più vicino alla gente che dovrebbe guidare e rappresentare i bisogni più urgenti di una comunità complessa.

Esiste un coacervo di forze spente  spesso senza riferimenti politici precisi  nei  Palazzi  delle  istituzioni che contano a livello regionale e a livello romano che non hanno un’idea precisa e strategica sul futuro  di Sulmona e del  centro Abruzzo.

 Il territorio è frantumato perché alcuni mestieranti della politica si sono mossi spesso  con un obiettivo unico: rastrellare voti e niente più.  Intanto in queste ore è  tornato a farsi forte la preoccupazione della chiusura del punto nascita. Finora, dopo aver fronteggiato il Commissariamento alla Sanità e attraverso una linea accorta della Regione, la struttura era stata preservata ed il servizio garantito. E’ poco? Ma almeno il servizio fino ad oggi è stato garantito. In questi anni i governi del passato hanno garantito a Sulmona anche  la realizzazione del nuovo Ospedale  il primo antisismico d’Abruzzo che, prima o poi, entrerà in  funzione. Sicuramente non sarà  abbattuto. Ma da oltre un anno c’è un governo nazionale diverso dal precedente e da oltre cento giorni anche uno regionale.

Quelli che continuano a guardarsi indietro e lamentarsi del passato bene farebbero oggi, con un ministro grillino e un’assessore alla sanità leghista,  a difendere e tutelare Sulmona  e sopratutto a chiedere risposte precise. Ma chi può incalzarli? Prima di tutto il Consiglio comunale e poi i partiti. Ma  la  città che pure ha espresso esperienze  prestigiose in passato oggi è  racchiusa nel silenzio e nell’indifferenza. Eppure i problemi non mancano: dalla sanità ai servizi sociali, alla pulizia e igiene pubblica, alla cultura, alle partecipate, ai rapporti con il territorio, alla protezione civile, alla sicurezza delle scuole.

Già perché a Sulmona non esiste un’Assemblea Civica (quella vera che si rispetti ovviamente) né i partiti. Il Pd è lacerato al proprio interno ed è commissariato ed i suoi uomini in Consiglio sono invisibili, i movimenti civici tradizionali  “non vedono e non sentono”, di Forza Italia si sono perse le tracce, dell’ Udc nemmeno a parlarne, Lega e 5 stelle che pure hanno raccimolato voti ed hanno ruoli importanti nel governo del Paese e della Regione non  aprono bocca o almeno non esprimono un’idea di città per il futuro. Sulla storia del punto nascite ad esempio da che parte stanno?  Come si sono mossi finora al di là delle letterine di circostanza e  dell’apparire al fianco di questo o quel personaggio?

Per gli smemorati va ricordato che quando D’Alfonso fu inseguito per le scale di Palazzo San Francesco per la stessa vicenda fra i contestatori c’erano anche quelli del Pd. Ed allora che fare? Oggi è la Festa della Repubblica ed il messaggio del Presidente Mattarella è un invito alla riflessione per tutti. Di certo nella nostra città questo clima pesante non potrà portarci da nessuna parte né potrà farci approdare a risultati migliori. Forse è il caso di pensare ad  invetarsi qualcosa di nuovo e di diverso magari lavorando per costruire una  solidarietà civica per  un po’ di mesi. Magari ad un “Patto per Sulmona” Chissà se non può  risultare  utile e aiutarci a costruire qualcosa  di nuovo e di buono. Chissà. Ma di questo ne riparlermo presto. Buona domenica a tutti.

Asterix

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