Mercoledi, 24 aprile 2019

Un Presidente Amico della città e del territorio


2018/12/23 21:070 comments
  • Proseguiamo il nostro viaggio per conoscere più da vicino i protagonisti della vita politica, sociale ed economica della nostra città e dell’Abruzzo. Questa volta abbiamo voluto parlare con Giuseppe Di Pangrazio, Presidente del Consiglio regionale e uomo forte del Pd abruzzese. Lo abbiamo incontrato a Sulmona, dove conta molti amici, e dove arriva assai  spesso. La ragione? Siamo alla fine della legislatura 2014-2019 e la nostra Regione il prossimo 10 febbraio 2019 dovrà rinnovare l’Assemblea regionale. Il Presidente del Consiglio  crede nelle capacità del candidato a governatore d’Abruzzo, Giovanni Legnini. Dice che alcuni uomini non appartengono alla logica di competizione tra forze politiche, piuttosto ci sono uomini che appartengono al bene della comunità, di tutto l’Abruzzo.

 

Presidente, partiamo dalle ultime vicende che riguardano anche Sulmona: la cerimonia di inaugurazione avvenuta pochi giorni fa  della Biblioteca regionale Giuseppe Bolino. In quella occasione lei  ha aperto un dibattito interessante  quando  ha sostenuto che L’Aquila e Sulmona debbano considerarsi come due città gemelle in nome della cultura. Che intendeva dire?

 

A Giuseppe Bolino abbiamo intitolato una biblioteca, la biblioteca regionale. Un luogo simbolo della nostra Istituzione per quello che vale e che rappresenta. Mi auguro che sia frequentata da  studenti, studiosi e consiglieri regionali. A loro soprattutto per  metterli nelle condizioni di migliorare la qualità legislativa della nostra Regione. La biblioteca Bolino, intitolata in memoria di un uomo straordinario, nato a Sulmona, che con il suo impegno politico e culturale ha onorato sempre la sua città e l’Abruzzo intero. L’Aquila e Sulmona sono “gemelle nel nome della cultura”: entrambe queste città hanno una storia importante, tante belle bellezze artistiche e architettoniche, uno splendido centro storico, e sono caratterizzate dalla ricchezza delle proprie attività culturali. Da un lato Sulmona,  una città ricca e vivace dal punto di vista artistico-pittorico, dall’altro L’Aquila che è riconosciuta per la sua cultura musicale e per la sua architettura laica e religiosa.

Lei ha scritto lo stesso giorno un articolo sul nostro giornale su come la lezione di Giuseppe Bolino, un uomo delle istituzioni e della cultura, sia da considerarsi ancora attuale e debba essere presa da modello dai politici di oggi. Che idea si è fatto di questo uomo?

 Emilio Mattucci e Giuseppe Bolino, sono stati due presidenti straordinari che a distanza di tanti anni continuano a restare riferimenti precisi  per quanti hanno avuto, ed hanno, la fortuna di vivere questa esperienza all’interno dell’Assemblea regionale. Per loro parla la storia e il percorso sviluppato a cominciare  dall’elevata qualità delle proposte di legge in Abruzzo in una fase assai delicata come l’avvio dell’esperienza regionalista, la fase costituente e sopratutto la preparazione dello Statuto regionale. Erano riconosciuti non solo per voto di maggioranza ma riconosciuti dall’intera assemblea, per la loro capacità di approfondire, di studiare, di ascoltare

Lei è coordinatore della Commissione regionale per la salvaguardia dei Tribunali minori d’Abruzzo e il 10 gennaio incontrerà il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede per parlare della questione dei tribunali minori. Che idea si è fatto, Sulmona ce la può fare a mantenere il suo?

Ho chiesto l’appuntamento al Ministro e lui me lo ha fissato telefonicamente il 10 gennaio ma aspetto ancora l’appuntamento ufficiale. L’invito è rivolto all’intera commissione, formata dal presidente della giunta, dal presidente del consiglio che la coordina e dai quattro presidenti degli ordini degli avvocati, per quanto riguarda Sulmona, dall’avv. Piercalo Cirilli. I membri della Commissione hanno lavorato a titolo gratuito nonostante ci fosse una legge proposta da me e approvata nel 2017,  che prevedeva un finanziamento per il lavoro della commissione. Abbiamo lavorato, ispirandoci al metodo delle audizioni. Sono stati ascoltati i portatori di interessi generali e quindi i sindici delle quattro città di riferimento, tra cui quella di Sulmona. Nel documento finale sono state indicate una serie di ipotesi, sulle quali il governo potrebbe soffermarsi per giungere ad una soluzione che abbia come risultato la salvaguardia di tutti i nostri tribunali minori. Quello di Sulmona  dovrebbe essere salvato per motivi di ordine orografico, perché rappresenta una frontiera per quanto riguarda la parte sud dell’Abruzzo, perché c’è un carcere importante nell’area e si è sempre svolto un lavoro di qualità, riconosciuto dagli organismi competenti. Dal documento emerge che c’è la collettività dell’area  che non è limitata solo numericamente alla città di Sulmona ma ha un comprensorio geograficamente molto vasto. Quindi tutti e quattro i tribunali meritano di essere salvaguardati,  e va bene la proroga al 2021 se è un modo per prendere tempo per riflettere insieme alla commissione riguardo una soluzione definiva. Noi speriamo che nell’incontro del 10 gennaio, se confermato, possa esserci qualcosa di nuovo veramente.

Cosa sarebbero questi uffici di prossimità giudiziaria?

Non sono uffici di giustizia, rappresentano un’altra cosa. Giustizia è tutto quello che porta l’istituzione vicino al cittadino. Gli uffici di prossimità portano le istituzioni vicino al cittadino ma sono degli sportelli informativi che non svolgono funzioni di uffici giudiziari, sono uffici di informazione pubblica come lo sono gli uffici per le relazioni con il pubblico degli enti locali.

Tra meno di due mesi, ci saranno le elezioni regionali, lei è stato presidente dell’assemblea per l’intera legislatura, qual è il suo giudizio sul lavoro svolto?

Il lavoro svolto non posso che considerarlo positivo. Certo, c’è bisogno di migliorare l’atteggiamento del consiglio regionale, c’è bisogno di rispondere in una maniera più celere e diretta alle esigenze dei cittadini, insomma c’è bisogno che anche l’istituzione regionale scenda di più soprattutto vicino ai sindaci dei comuni, sindaci che spesso si sentono abbandonati ed isolati. Io credo che il sindaco di un comune piccole o medio della nostra regione non vuole sentirsi sempre dei si, ma preferirebbe un rapporto di lealtà: anche dei “no”, quando questi sono motivati, dei “si” quando questi servono a risolvere dei problemi alla comunità che loro amministrano.

Dall’esperienza della passata legislatura alla futura. Giovanni Legnini sarà candidato governatore del centro sinistra. E’ una scelta giusta?

Io credo che Legnini non è il candidato del centro sinistra, è il candidato della regione Abruzzo Io l’ho sempre visto, non come un uomo appartenente ad una parte politica concorrente, ma un rappresentante istituzionale che ha sempre svolto in una maniera leale, concreta e corretta il ruolo al quale è stato chiamato. Ci sono delle persone in Abruzzo che non appartengono ad una parte in competizione, ma appartengono a tutti e credo che Giovanni Legnini faccia parte di queste persone. Lui è stato chiamato dai sindaci dell’Abruzzo, dalla gente dell’Abruzzo, per svolgere un ruolo importante quello del governatore di questa nostra regione. Se a decidere fosse la riflessione, la valutazione della persona, la considerazione e il merito,  credo che quest’uomo sarebbe accolto dal 90% dall’intera popolazione come uomo guida per il futuro di questa regione. E’ un bene comune che appartiene a tutti i cittadini, nessuno se ne può appropriare…

Che risultati si prospettano per il Pd in Abruzzo e in provincia dell’Aquila?

Lo sapremo solo l’11 febbraio. Certo, c’è una crisi nella politica dei partiti, che riguarda il nostro tempo. Io immagino che le idee fondatrici del Pd siano di grande utilità per il popolo italiano, per la democrazia in Europa. E l’allontanamento del partito dalle popolazioni è stato un errore che deve essere riconosciuto a pieno e fino in fondo. Credo che il non aver compreso che il disagio aveva superato il limite, abbia fatto allontanare il partito dalle esigenze dei cittadini. Anche se ci fosse una sola persona in disagio, anche se un solo territorio dovesse rimanere indietro rispetto agli altri, il nostro partito dovrebbe correre ad aiutare, per rimanere coerenti con le sue idee fondanti. Dobbiamo, come partito democratico, recuperare l’idea fondante, quella di rimuovere le disuguaglianze.

Ci sono dei partiti che si avvicinano più alla gente?

Gli altri partiti non hanno questa sensibilità che può avere il Pd. Sono partiti che parlano alla pancia dell’elettorato e dicono qualsiasi cosa pur di strappare una manciata di consensi. Non hanno un respiro lungo e profondo per la collettività. Io iscritto al Pd non farò mai nulla per strappare una manciata di consensi.

Nonostante i suoi impegni istituzionali, lei è stato molto attivo su questo territorio. Ha contribuito a mantenere il Premio Sulmona e sono in tanti che a Sulmona lo considerano un “presidente amico” perché?

 Sono sempre corso dove ce era l’esigenza e ce n’era bisogno. L’ho fatto con la città di Sulmona molto volentieri, non solo perché a me piace particolarmente Sulmona. È una di quelle città in cui mi piacerebbe vivere. Se tu esci a Sulmona trovi il centro storico, la piazzetta dove sederti e socializzare. Quando si fa la giostra cavalleresca trovi i sestieri che organizzano le cene in piazza. Se a Sulmona si creassero opportunità di lavoro, io penso che sarebbe una delle città dove molti Italiani sceglierebbero di andare a vivere. Perché la cosa più importante per il futuro è la qualità della vita che è data, si, dal lavoro, che ti permette  di “campare” ma anche dall’ambiente in cui svolgi la tua quotidianità. Qui a Sulmona esci e ti trovi in una bella città, c’è ancora quella socialità che è importante. Bisognerebbe trovare un meccanismo tale che valorizzi le peculiarità del territorio, per sviluppare lavoro e far diventare questa una città ideale.

E lei in che modo ha contribuito ha rendere questa città ideale per i suoi abitanti?

Io ho sostenuto il Premio Sulmona per mantenere alta l’attenzione sull’offerta culturale. Quando il maestro Gaetano Pallozzi mi chiese un sostegno, io ho sostenuto l’evento fornendo le medaglie d’oro per i premiati,  ma il fatto più importate per queste manifestazione è quella di mostrare che la regione c’è. La Giostra cavalleresca è un altro esempio di manifestazione culturale, che stava morendo e che io ho sostenuto. Quando arrivò Domenico Taglieri e divenne presidente della giostra, questo evento stava morendo, abbiamo poi deciso di risollevare l’evento. Io ho fatto una proposta di legge che poi è stata approvata per trovare i finanziamenti a favore di questa manifestazione. E poi ancora tante altre iniziative, piccole e grandi della città e del territorio.

 Suo fratello Gianni, si candiderà con Fabrizio Di Stefano (FI) alle regionali. Lei  come giudica questa scelta?

A me non risulta,  risulta invece che lui è un tecnico e sono solo dicerie di qualcuno che tenta di fare confusione nei rapporti. Noi siamo una famiglia molto molto unita, quello che fa la mano destra lo sa la mano sinistra e viceversa. Lui è un dirigente molto esperto della pubblica amministrazione, è stato prestato alla politica per dare una mano ad  Avezzano ed è riuscito  ha rilanciare la città a livelli molto importanti. Ha fatto attività  decisive per avere delle scuole sicure. Una guida forte, sicura e per bene. Penso che chiusa questa parantesi si stia occupando delle sue attività principali che è quella di docente universitario e dirigente della pubblica amministrazione. Penso che su quel versante possa rimettersi a disposizione per il futuro del paese o per le regioni che hanno bisogno di esperti del suo calibro.

 Giovanni Lolli ha inviato in questi giorni una lettera al sindaco di Roma, Virginia Raggi, rendendosi disponibile a collaborare sulla questione del trattamento dei rifiuti, ma indisponibile sulla possibilità di smaltire i rifiuti romani nelle nostre discariche. Nella stessa lettera chiede un gesto di attenzione sulla questione del trasferimento del terminal degli autobus da Tiburtina ad Anagnina. Il Consiglio regionale si è battuto molto su quest’ultima questione e il problema sembra risolto, perché si è diffusa la notizia che il terminal non verrà spostato. Ce lo può confermare?

In realtà, io sono molto preoccupato perché non c’è una delibera della giunta Raggi che dice “il terminal rimane a Tiburtina”, mi pare ci sia una dichiarazione che rinvia lo spostamento da Tiburtina ad Anagnina. Noi abbiamo chiesto una riflessione accurata, abbiamo motivato la logica del mantenere il “sistema Tiburtina” per tutti quelli che arrivano  a Roma dall’Italia e anche da fuori Italia. Tiburtina è uno snodo perché collega l’Italia intera e l’Europa. Spostare il terminal ad Anagnina sarebbe un grande disagio per tutti, non solo a causa dei tempi di percorrenza, della periferica dislocazione e della  mancanza di infrastrutturazione. Il consiglio regionale ha approvato un documento proposto da me che è stato inviato alla giunta Raggi e alla giunta regionale del Lazio, spiegando che questa scelta sarebbe sbagliata per tutto il sistema Italia, non solo per l’Abruzzo.

 Chi è Giuseppe Di Pangrazio per gli amici e nella vita di tutti i giorni?

Sveglia alle 7, piccole cure familiari, uscita di casa alle 8. E poi incontri nel centro con i cittadini che ti chiedono se puoi aiutarli a risolvere qualche problema burocratico. Una vita normale, solo che sei un po’ più conosciuto, perché sei il presidente del consiglio regionale, ma ho capito che la stima che provano per me è per la persona che sono, per il mio modo da fare. Intorno alle 8:30 prendo il treno per raggiungere gli amministratori dei comuni del territorio. Passo almeno 4- 5 ore all’interno dei miei uffici per svolgere tutti gli adempimenti istituzionali,  leggere la carte e organizzare il lavoro delle commissioni e dei consigli regionali. C’è anche la partecipazione istituzionale agli incontri, ai dibattiti, uno degli scopi è quello di tenere sempre alto il livello di attenzione sulla regione, perciò si partecipa agli incontri in Italia e in Europa. A Bruxelles facciamo sentire la nostra voce, attraverso emendamenti o relazioni importanti. Lo facciamo, governando e coordinando gruppi di lavoro a livello europeo. Ad esempio siamo riusciti a far inserire dal comitato della regione nel documento finale, tutti i cinque punti che avevamo deliberato nel gruppo di lavoro sui cambiamenti climatici e i disastri naturali. Siamo sempre molto vicini anche alle associazioni perché  sono loro che sono vicini alle esigenze della gente offrendo loro delle attività, non solo culturali, anche sociali, di grande aiuto per la comunità.

 Auguri   Presidente !!!

 

Manuela Susi

 

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