Lunedi, 18 marzo 2019

Tutti a casa? Si, no.. forse


2019/02/22 15:400 comments

 

Sulmona, 22 febbraio- I giorni che verranno saranno complicati per la nostra città e sicuramente non migliori di quelli che vogliamo lasciarci alle spalle. Già perché lo spettacolo che si è consumato questa mattina a Palazzo San Francesco la dice lunga sulla qualità che esprime oggi la politica in questa città che si riflette inevitabilmente sul territorio. Manca ancora un’idea di buona amministrazione, di solidarietà civica, di impegno generoso convinto e leale da porre al servizio dell’intera comunità. Troppa litigiosità, troppe ingenuità, troppe presunzioni e poca umiltà  da parte di chi trascinato  immeritatamente in un’Aula  che vanta una storia prestigiosa ha finito per svolgere, finora, un ruolo marginale di semplice comparsa.

Eppure questa Amministrazione era nata nel segno di una  profonda spinta per assicurare  un rinnovamento negli uomini (e nelle donne) ma soprattutto per garantire alla città di guidare la costruzione di una politica nuova capace di guidare il governo del cambiamento ed il riascatto di un territorio.

E invece? Niente. Le speranze  sono state  tradite negli ultimi anni atto dopo atto. Per tutti vale ricordare il pastrocchio del  doppio voto, a maggioranza, del Consiglio comunale sulla riorganizzazione della rete ospedaliera; sulla vicenda del polo di attrazione, sulla storia dell’area di crisi complessa, sul  silenzio dei fondi del Masterplan concentrati tutti sull’Abbazia Celestiniana (quanti posti di lavoro ha prodotto quella scelta?), sulla svendita degli enti sovracomunali, sulla mancata riorganizzazione della macchina amministrativa, sul fallimento della politica di coesione territoriale. E il discorso potrebbe proseguire all’infinito. Su queste ed altre cose si sarebbe dovuto parlare questa mattina a Palazzo San Francesco.

Voglio andare controcorrente e dare atto pubblicamente al sindaco Casini di avere, nel momento più delicato della sua gestione, intuito con una mossa abile di aprire un confronto pubblico e mettere tutti, maggioranza e opposizione, dinanzi alle proprie responsabilità. Non si hanno precedenti almeno negli ultimi venti-trentanni.

Perchè sia detto con molta franchezza gli spazi di manovra sono pochi e angusti e la città, al di là  delle scemenze che si sentono ripetere costantemente, non può essere lasciata sola,  paradossalmente, nelle mani di un Commissario Prefettizio per molti mesi  che potrebbe garantire solo  il funzionamento amministrativo ma non può sostituirsi alla politica. Cosa ne verrà fuori dalla consultazione ampia e diffusa delle prossime ore? Spero indicazioni capaci di garantire a questa città la nascita di un governo dignitoso sia pure a termine. E siccome   alcune partite importanti si giocheranno nei prossimi mesi  all’interno del governo regionale e nazionale Sulmona non può restare ai margini. Il Comune resta pur sempre  l’interlocutore istituzionale privilegiato.

Ultima cosa. Un apprezzamento pubblico vogliamo testimoniare a Katia Di Marzio, Presidente del Consiglio comunale, professionista preparata e umanamente simpatica. Ha assolto  in questi anni con grande dignità al suo ruolo istituzionale  di garanzia in un’Assemblea disordinata e complessa. I giudizi ingenerosi che le sono piovuti addosso in queste ore, anche da chi avrebbe fatto meglio a tacere, rafforzano  la convinzione che anche all’interno di questo Consiglio comunale ci sono figure che meritano rispetto  a dimostrazione che nella politica di casa nostra non sempre chi strilla ha ragione. (h. 14,30)

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