Attualità

Trasporti:  corsa urbana  per il carcere tagliata. Ipovedente rimane a piedi

 

Sulmona, 29 agosto – “Non va assolutamente giù alla Uil  l’idea avuta di sopprimere la corsa dell’autobus da e per il carcere di Sulmona e partorita da chi ha evidentemente  omesso di considerare alcuni delicati quanto vitali aspetti riguardanti detenuti (alcuni di essi devono necessariamente fare uso del pubblico trasporto per recarsi nei vari posti di lavoro ai quali sono assoggettati per via del loro status di semiliberi), famigliari, operatori penitenziari e loro discendenti (alcuni figli di dipendenti che abitano negli alloggi demaniali non potranno recarsi a scuola quest’anno). Fu proprio la Uil, ai tempi della Giunta Federico a chiedere e ottenere la fermata urbana in piazzale vittime del Dovere salvo poi vederla cancellare lo scorso Luglio. Lo scrive oggi il vice segretario generale Uil PA Polizia Penitenziaria Abruzzo  Mauro Nardella

“Già di per sé il gesto fatto – spiega ancora Nardella-  non ha  raccolto consensi tra gli addetti ai lavori per via della ennesima mal considerazione che si é dimostrata di avere nei confronti del carcere cittadino (anche se va evidenziato l’intervento fatto sulle buche non ancora viene sfalciata la pericolosa vegetazione). Tuttavia quello che rincresce in maniera particolare  è che, eliminando la corsa urbana, un pendolare ipovedente dell’Aquila,  D.B. di anni 34 e dipendente presso la struttura carceraria, da luglio  non può più autodeterminarsi nel venire a lavorare in carcere proprio perché dalla stazione ferroviaria non vi è più quel collegamento che gli permetteva di farlo autonomamente. Ora Dimitri, urbanisticamente parlando, è stato lasciato solo nel suo dramma.
Seppur si sia aperta una gara di solidarietà da parte dei colleghi (a turno si prestano ad accompagnarlo) per lui la scelta fatta di eliminare il collegamento rappresenta una vera sconfitta. La Uil invita chi si è preso la libertà di interrompere  un servizio pubblico così importante a ripristinarlo con estrema urgenza. Ne vale per il rispetto non solo di Dimitri ma di tutti coloro si aspettano maggiore attenzione nei confronti di quello che vorremmo non venga mai più  considerato come una discarica sociale”.(h. 14,30)

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