Cultura

Toryn Sashan, la misteriosa artista sirentina che comunica attraverso l’arte

 

Molina Aterno, 1 Settembre- Non ama farsi notare, non vuole far conoscere il suo nome, si firma Tory Sashan e raccoglie le sue opere sotto il nome di Vic_tory_Art. Di lei si sa che adora la musica di Aurora Aksnes e il suo rifermento è Tim Burton; le piace parlare correttamente inglese e sta cercando d’imparare il norvegese. Vive in un piccolo Comune della Valle Subequana e si diletta nel fantastico mondo dei colori da quando aveva 5 anni. E’ nata e cresciuta in mezzo alla natura dalla quale trae ispirazione.

E’ questo l’identikit di una stella nascente dell’arte abruzzese. Di lei il noto artista pratolano Elio Lucente ne ha già tracciato un profilo non esitando a rappresentarla come figlia della sua stessa arte. E’ stato proprio il maestro peligno a dire sempre bene della sua vocazione artistica tanto da arrivare ad affermare che nelle sue vene non scorre sangue bensì una miscela di colori. Un complimento quello del poliedrico artista poliziotto che non è passato inosservato alle orecchie della misteriosa artista tanto da portarla, da quel giorno, di voler comunicare con il mondo esclusivamente attraverso la magia dell’arte.

Ecco come descrive uno dei suoi ultimi lavori e che ha voluto chiamare A simply memory : “Pensiamo che per costruire dei ricordi ricchi ed indelebili si debba, necessariamente, prendere parte a grandi eventi. Non ci accorgiamo, tuttavia, quanto siano molto più importanti i semplici momenti. Questo è un istante che ho catturato nella mia mente tempo fa. È come se potessi rivivere tutto: l’aria calda, ma non troppo; i bambini che giocavano sulla riva, la bambina che ha perso la sua ciabatta, trasportata lontano dalla corrente; quelle due persone che, dopo una lunga camminata, morivano dalla voglia di immergere i propri piedi nell’acqua fredda. Era davvero gelida, l’acqua. Ricordo i miei passi sulla sabbia, l’idea di togliermi le scarpe e buttarmi anch’io, balenatami in testa per un’istante, ma naufragata subito. Ho deciso di restare a terra, con la mia macchinetta fotografica. Di foto, però, non ne ho fatte molte. Ho preferito immortalare quel momento nella mia mente, ed è per questo che ora ricordo tutto così nitidamente; ed è per questo che sento ancora l’acqua gelida e limpida sfiorare la mia mano. È per questo che ricordo come l’aria fosse avvolta da quella calma strana, chiara, leggera. Un semplice attimo, impresso in un semplice ricordo, immortalato in un semplice dipinto. Ogni istante è magico”.

Come dicevo T.S. ha come punto di riferimento musicale Aurora Asknes. Voleva ordinare la stampa originale dell’album “All my demons greeting me as a friend”, ma era arrivata troppo tardi in quanto sold out. Ma Tory Sashan non si è persa d’animo decidendo così di dipingerla ricavandone enorme favore in termini di apprezzamento.
Ecco cosa invece dice a proposito di alcuni suoi più anzianotti lavori:

“Unknown places of the unconscious” L’impressionismo mi ha sempre colpito in particolar modo rispetto a qualunque altro movimento artistico, principalmente per il suo tentativo di catturare l’essenza del momento. Alle medie vidi per la prima volta “Ballo al moulin de la Galette” di Renoir sul libro di storia dell’arte e rimasi colpita dall’atmosfera festosa, dai giochi di luce, dall’assenza di contorni netti che da più leggerezza al tutto. Quando lo guardo sento la musica, le risate della gente ed il vento caldo.
I colori e le sfumature sembrano prendere vita nella mia stramba mente.

Questo è il motivo per cui potrei stare ore a fissare un solo quadro.  Le opere impressioniste sembrano essere coperte da un assonnato velo, come nei sogni. I sogni non hanno contorni, sono sfocati; se ci pensiamo nemmeno i ricordi nella nostra mente sono nitidi. Il titolo è “sconosciuti luoghi dell’inconscio” perché, a differenza degli impressionisti, non dipingo scenari che si trovano davanti a me, all’aria aperta, ma luoghi misteriosi che si formano nella mia mente man mano che uso i colori. Come ho già detto nel post precedente, infatti, non dipingo mai un soggetto prescelto, ma quello che il mio inconscio mi spinge a rappresentare. “Shades of imagination” Questo è uno dei più strani. L’obiettivo era quello di dipingere un cielo che rappresentasse ,in qualche modo, l’immaginazione. Alcuni ci vedono nuvole, altri il mare, altri ancora delle montagne innevate. Direi che l’obiettivo l’ho raggiunto, ognuno usa la propria capacità immaginativa, la propria creatività per cercare di capire cosa sia. Di solito si mantiene l’idea che la prima impressione ci dà. La creatività, facendo parte del nostro inconscio, è un impulso che non può essere manipolato in alcun modo, né dalle opinioni altrui né dalla nostra stessa coscienza. “Sunset on a blurred memory”

Esattamente un anno fa sono partita per l’Irlanda. È stato un viaggio meraviglioso, che rimarrà per sempre nei miei ricordi ( e Si FaCciamO ankE gli sDolcInati: nel mio QuoReH). C’è stato un momento, in particolare, in cui ho capito tante cose. Era la sera prima di partire e il tramonto stava colorando Dublino di arancione. Ogni attimo sembrava essere stato pianificato, come in un film. La giusta canzone al giusto momento, la giusta persona arrivata sulle note del brano perfetto. Una chiacchierata indimenticabile, un sorriso, il mio cuore che batteva. Era tutto incastrato alla perfezione.Questo è il mio ricordo,riportato da un punto di vista esterno. P.s  Dublino ci sono troppi gabbiani Cosa dire….i critici d’arte italiani sono avvisati.

 
Mauro Nardella

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