Cultura

Torna il progetto “il Jazz italiano per le terre del sisma”

Sulmona, agosto- Interrotto nel 2015, quest’anno ripartirà più forte di prima il progetto “il Jazz italiano per le terre del sisma”. Si tratta di un vero e proprio viaggio metafisico nelle terre interessate dal terremoto. L’impegno delle regioni coinvolte- Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria- ha permesso il decollo dell’iniziativa grazie al coinvolgimento della Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” – con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibact, il Comune dell’Aquila-Progetto Restart il Main Sponsor SIAE-Società Italiana degli Autori e Editori, NuovoIMAIE e ai molti partner tecnici implicati.

In un periodo storico come quello che l’intera popolazione sta vivendo- tra le nuove norme da seguire anti-contagio, la mancanza di abbracci, il distanziamento fisico che rischia di diventare anche emotivo- ecco che ci si riunisce (anche se metaforicamente e per quanto possibile dal distanziamento sociale) per ricordarsi che gli ostacoli si superano insieme, prendendosi per mano e camminando a testa alta all’insegna di nuove albe e nuovi tramonti.

Camerino il 29 agosto ospiterà l’inizio del progetto per poi proseguire anche nella marcia solidale. Quest’ultima comprende una settimana di trekking e musica nei luoghi succitati coinvolti dal sisma.

La conclusione, come da tradizione, avrà luogo a L’Aquila i giorni 5 e 6 settembre, due giornate intense a ritmo di grandi concerti.  La direzione artistica di Paolo Fresu lascia il testimone a tre nuovi personaggi di spessore della musica italiana. Al timone della serata ci saranno infatti Ada Montellanico (cantante, musicista e presidente dell’Associazione Il Jazz va a Scuola), Simone Graziano (musicista e presidente dell’Associazione Musicisti Italiani di Jazz) e Luciano Linzi (direttore artistico della Casa del Jazz e del Festival JAZZMI, consigliere Associazione I-Jazz). Perché è stato scelto proprio il Jazz come rappresentante di una tale condizione? Il Jazz da sempre interpreta l’idea di un ponte comunicativo tra le generazioni passate e future. La scelta di questo stile di musica ha come scopo quello di unire i punti di vista degli abitanti di tutte le età per poter avviare un percorso di ripresa a tutto tondo.

A causa delle norme anti-contagio da coronavirus gli spettacoli saranno cadenzati nel corso di più ore nell’arco della giornata, infatti, le prime note dal palco del Capoluogo cominceranno ad allietare il pubblico dalle ore 17.

Più di 200 i musicisti coinvolti, ponendo sotto una nuova luce gli artisti emergenti e il progetto femminile. Alcuni nomi tra quelli interessati: Enrico Intra, Antonello Salis, Simone Zanchini, Stefano Cocco Cantini, Silvia Bolognesi, Ares Tavolazzi, Roberto Ottaviano, Pietro Tonolo, Mauro Ottolini, Fabrizio Bosso, Giovanni Guidi, Marco Colonna, Marcella Carboni, Dario Cecchini, Susanna Stivali, Naomi Berril e molti altri.

Nel primo appuntamento salirà sul palco la formazione d’eccezione “Abruzzesi per le terre d’Abruzzo. Noi suoniamo per la nostra gente” composta dal batterista Lorenzo Tucci, dal contrabbassista Renato Gattone, dal pianista Claudio Filippini e dal sassofonista Francesco Cipollone; nel secondo, il Jazz incontra la cultura “Urban” con la jazz-band italiana Bardamù sullo stesso palco insieme ai due musicisti abruzzesi, il trombonista Davide di Pasquale e la cantante ed Elaisa Mancini alla voce, e con uno special guest d’eccezione, l’Mc e producer  Esa aka “El presidente”.I concerti serali si terranno in Piazza Duomo mentre le altre location saranno: ll Parco del Castello, Piazza Palazzo, Piazza Chiarino, Piazza Santa Maria Paganica, Piazza dei Gesuiti, Fronte Casa dello Studente, Fontana delle 99 Cannelle.

Un’iniziativa che celebra la rinascita, la voglia di spiegare le ali e planare sul mondo con la consapevolezza di essere più forti ad ogni caduta. Molte le iniziative e i laboratori rivolti al progetto di costruzione continua con il comune dell’Aquila. La musica permetterà alla città di coinvolgere anche le scuole con laboratori diretti verso una visione del Jazz a 360°.

Le grandi novità di quest’anno: una direzione artistica a tre voci, dopo il passaggio simbolico di testimone da Paolo Fresu a Ada Montellanico (musicista, cantante e presidente dell’Associazione Il Jazz Va a Scuola), Simone Graziano (musicista e presidente dell’Associazione Musicisti Italiani di Jazz) e Luciano Linzi (direttore artistico della Casa del Jazz e del festival JAZZMI, membro del consiglio direttivo dell’Associazione I-Jazz; una produzione originale dell’Orchestra del Conservatorio dell’Aquila insieme al Maestro Enrico Intra; tre importanti omaggi a tre musicisti che ci hanno prematuramente lasciato nei mesi scorsi come Gianni Lenoci, Aldo Bassi e Carlo Conti. Tre insegne della musica italiana che meritano un omaggio esemplare e, anche grazie al periodo di isolamento sociale che ha portato alla riflessione profonda di ognuno, sarà possibile, d’ora in poi, dare maggiore spazio ad iniziative di questo genere.

Chiara Del Signore

 

 

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