Martedi, 18 settembre 2018

 Sulmona, in Consiglio comunale si continua a litigare  mentre la città affonda


2018/09/12 18:290 comments

 

 

Sulmona,13 settembre–  Tutto secondo copione. Il Consiglio comunale di Sulmona è tornato a riunirsi oggi per discutere la situazione politica in città dopo le dimissioni, presentate e poi ritirate, dal sindaco Anna Maria Casini. Un dibattito lungo, vivace, a tratti fin troppo, com’era d’altra parte prevedibile, che alla fine ha sortito due risultati di fondo. La coalizione di maggioranza che sostiene il sindaco ha retto l’urto  forte dell’opposizione che oggi, forse per la prima volta, ha dimostrato che può rappresentare la vera alternativa al governo della città. La maggioranza però naviga a vista e non ha grandi prospettive davanti anche se l’appello lanciato dal sindaco nella  passata riunione sul  fallimento dell’esperienza nata nel 2016  e sulle emergenze che la città si trova davanti avrebbe consigliato una tregua “di solidarietà” per svelenire il clima che regna nella politica cittadina e avviare una fase nuova, diversa, condivisa.  La minoranza esce in parte rafforzata dal punto di vista della coesione ma più debole per l’assenza di una proposta politica e programmatica di breve e medio periodo da presentare alla città. Peccato perché i giorni che verranno non si preannunciano migliori di quelli che ci lasciamo alle spalle mentre la città aspetta risposte che tardano ad arrivare  e nel disastro generale della città le responsabilità cominciano a delinearsi in tutte le direzioni.

Ma il significato di questa giornata è stato rovinato da un Video, diffuso sulla rete, con il quale si lanciano accuse pesanti nei confronti della Consigliera Roberta Salvati che si è poi difesa a ragione in Aula ma che ha lasciato un segnale di  bassissimo  profilo all’intero di una Istituzione prestigiosa che mai aveva posto registrare un attacco ingeneroso nei confronti di un  consigliere. E’ il segnale di un clima velenoso che avvolge l’Amministrazione comunale e che avrà  sicuramente uno strascico giudiziario. E quando la politica finisce al Palazzo di Giustizia significa che gli attori principali hanno fallito a qualsiasi parte  appartengano.

 

 

 

 

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