Cultura

Sulmona:in attesa dell’opera il Barbiere di Siviglia

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Sulmona, 18 novembre– Siamo in attesa dell’andata in scena del melodramma il Barbiere di Siviglia, opera che sarà rappresentata ancora una volta domenica 28 novembre al teatro comunale Maria Caniglia di Sulmona. Molta come sempre l’attesa del pubblico del teatro e della musica lirica di eminente qualità. Il Barbiere di Siviglia è opera di gran valore che appassiona tutti. E’ un’opera buffa di Gioachino Rossini in due atti, su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima francese di Pierre Beaumarchais del 1775. La prima dell’opera è datata venti febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma. I personaggi sono il conte di Almaviva, Rosina, Figaro, Basilio, Bartolo, Fiorello, Amrogio, Berta. L’opera in Barbiere di Siviglia oggi è una delle opere liriche maggiormente rappresentate nei teatri del mondo. La città di Sulmona vedrà ancora una volta andare in scena al Caniglia l’immortale melodramma.  La città  vanta la Camerata Musicale Sulmonese, istituzione cittadina sorta nel marzo del 1953. Il teatro Ovidiano è annoverato fra i più belli del centro sud Italia; vanta una tradizione musicale di encomiabile valore. Riportiamo ancora una volta i cenni storici: sorge nel 1931 per iniziativa di alcuni cittadini sulmonesi i quali, con visione lungimirante, ne comprendono l’utilità e la diffusione culturale.

 È progettato dall’ingegnere Conti, edificato dall’imprenditore edile Panfilo Jannamorelli, mentre il Podestà dell’epoca Guido Bellei ne curerà l’arredamento, le attrezzature, le decorazioni. Prima della riforma della capienza dei teatri aveva 1200 posti; possiede settanta palchi, collocati in tre ordini, un anfiteatro, una platea con 400 poltrone, un foyer, ampio salone destinato sia ai concerti musicali, sia agli appuntamenti culturali, guardaroba, camerini per gli artisti, la direzione. La sua inaugurazione risale al magio 1933, con l’andata in scena delle opere Rigoletto di Giuseppe Verdi e l’Andrea Chenier di Umberto Giordano. Gli interpreti sono stati Benvenuto Franci, Maria Caniglia (alla quale in seguito viene intitolato il teatro), Antonio Bagnariol, Barndisio Vannucci con u coro di ottanta voci. Il teatro come sempre è ambasciatore della musica e della cultura della storia. Un teatro il Maria Caniglia che vanta anche un prestigioso itinerario della prosa e della recitazione, con la presenza di artisti di ogni epoca. Soffermandoci alla storia del teatro precisiamo che esso  nasce ad Atene, nell’antica Grecia, intorno alla metà del VI secolo a.C. La sua “invenzione” è attribuita al poeta Tespi, il quale nelle Grandi Dionisie le feste in onore del dio Dioniso del 534 a.C. avrebbe rappresentato il primo dramma. Il teatro è presente in ogni periodo della storia muovendo dai popoli primitivi, per giungere sino ai nostri giorni, transitando nel Medioevo, Rinascimento, Settecento, Ottocento sino ad oggi.

 Non mancano gli aforismi sul teatro, ne ricordiamo alcuni: Il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana”. (Federico Garcia Lorca), e ancora “Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C’è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo” (David Lynch).

Andrea Pantaleo     

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