Giovedi, 22 novembre 2018

Sulmona: domani la tradizionale processione del primo Novembre


2018/10/31 14:0010 comments

Sulmona,31 ottobre– Il primo Novembre è dedicato alla commemorazioni dei cari defunti, quale pregiato legame con il passato e la preziosa memoria la quale ci lega indissolubilmente ai Nostri Avi dai quali noi discendiamo. Il Primo Novembre a Sulmona, si rinnoverà l’antica e suggestiva processione  allestita dall’ Arciconfraternita della Santissima Trinità dal saio e cordone rossi e pettorina bianca la quale, partendo dalla chiesa della Santissima Trinità, percorrerà Corso Ovidio, Viale Giuseppe Mazzini, via Montesanto, per giungere al cimitero di Sulmona al passo secolare e cadenzato dello struscio, camminata peculiare antichissima dei Trinitari.

Alla cerimonia religiosa partecipa da alcuni anni anche una rappresentanza della Confraternita di Santa Maria di Loreto dal saio Bianco e mozzetta e cordone verdi, l’altro secolare Sodalizio cittadino, quale binomio indissolubile di fascino ed ossequio ai cari Defunti che riposano nel cimitero civico cittadino. Molta come sempre l’attesa e l’emozione, le quali aumentano con il trascorrere dei giorni e delle ore, per il rinnovarsi di questa ulteriore tradizione secolare cittadina. Tale Rito religioso vede tornare nella città Ovidiana molti cittadini Sulmonesi, da ogni parte d’Italia e del mondo, desiderosi di non voler mancare all’appuntamento tradizionale cittadino. Molti i ricordi, tanta l’emozione, con la memoria che inevitabilmente corre lontano, alla rimembranza dei nostri defunti, ai ricordi delle loro vite con la speranza di ricongiungerci per l’eternità quando nulla più ci dividerà. Dinnanzi il cancello cimiteriale vi sarà la deposizione delle corone d’alloro ai caduti di guerra, quale forma di ossequio, deferenza, ricordo indelebile di chi, immolando la propria vita, ha elargito Democrazia, Libertà, Pace alle giovani generazioni, deponendo un costoso sacrificio. Toccante commovente è il momento in cui, all’imbrunire, la processione con la luce dei fanali accesi, luce che rappresenta la resurrezione, al passo cadenzato dello struscio lascia il cimitero per tornare in città. Molti occhi sono velati dalle lacrime per questo istante il quale rappresenta uno dei momenti fra i più toccanti ed emozionanti dell’intera cerimonia religiosa. La città , la sua  popolazione, si preparano a vivere ancora una volta l’affascinante primo novembre, per tutti commemorazione di ricordo, preghiera, connubio con i Nostri cari ed indimenticabili defunti. La morte sarà Istante emozionante, arcano momento del Nostro Ricongiungimento.(h. 14,00)

Andrea Pantaleo

10 Comments

  • Antonio Rosmini

    Scrive Pantaleo: “La morte sarà Istante emozionante, arcano momento del Nostro Ricongiungimento.

    La morte emozionante?!!!! Mai è stato detto e mai è stato sentito

    Ricongiungimento?!!! con chi?

  • Andrea Pantaleo

    Esiste una questione di sensibilità: c’è chi l’ha e chi non la ha; è impossibile dare quello che la natura ha negato. Se lei non ha affetti ai quali ricongiungersi quale vuoto, quale tristezza il suo presente e l’ipotetico eterno futuro. Come può non emozionare il mistero della morte che da sempre affascina e turba la mente umana? Non credo di essere stato il primo ad esprimermi in tal modo; non ho mai pensato di avere il dono dell’esclusività. Le rivolgo la seguente domanda: se l’eternità non esiste perché è nella nostra mente? Lei che ha il cognome del celebre filosofo Rosmini (come si firma) forse potrebbe illuminarmi a proposito della presenza dell’eternità nella caducità, del trascendentale nel transeunte; sono in attesa di apprendere. Concludo con una celebre ed immortale frase di Ugo Foscolo: “Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”. A lei l’ardua sentenza.

    Andrea Pantaleo

  • Antonio Rosmini

    Mi spieghi lei, dov’ è la presenza dell’eternità nella caducità? Una contraddizione in termini.
    L’uomo è mortale. Punto. La scommessa che dopo la morte c’è un’altra vita è solo una speranza del credente.
    Una speranza!
    Ma dice il Foscolo: “La speme, ultima dea, lascia il sepolcro”.
    Io ho una morale laica, foscoliana e kantiana, che non ha bisogno di visioni o aspettative ultraterrene, di premi o di castighi. La mia morale dice dice solo: non fare il male.
    Fa, se è possibile, il bene per il bene.
    E’ la morale più alta: ce l’ha insegnata Kant. Si chiama autonomia della morale.
    Caro Andrea,
    La sua visione della morale in ragione di un premio nell’al di là, Kant la chiama morale eteronoma. E ne dà un giudizio negativo.

  • Andrea Pantaleo

    Egregio Antonio Rosmini continuo a chiamarla in tal modo, come si firma. Lei è giunto dove io volevo che arrivasse e forse non si è reso nemmeno conto di pervenire al traguardo che mi ero prefissato. Non ha risposto alla mia fondamentale domanda: se l’uomo è mortale, vive nella caducità, come spiega il concetto trascendentale dell’eternità che è nella nostra mente? Lei cita Ugo Foscolo: “anche la speme ultima Dea fugge i Sepolcri”, ma non considera: ” Non vive ei forse anche sotterra, quando gli sarà muta l’armonia del giorno, se può destarle con soavi cure nella mente dei Suoi”? Ancora: “Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani e spesso si vive con l’amico estinto e l’estinto con noi”; “sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”. Inoltre il concetto d’eternità è presente nell’ultima parte dei Sepolcri: ” il sacro Vate……finché il sole risplenderà su le sciagure umane”. Non mi sembra di aver parlato di morale. In conclusione: ognuno si tiene le Sue idee, interpreta il pensiero dei Grandi come desidera, senza avere la presunzione di imporle agli altri. Lei ha una morale laica io cattolica; è stato lei ha contraddire per primo il mio modesto pensiero, io intendo rispettare quello altrui né oserei mai imporre il mio. Da questo istante considero per me fondamentale un dignitoso silenzio.

    Andrea Pantaleo

  • Antonio Rosmini

    Lei mi dice: “se l’uomo è mortale, vive nella caducità, come spiega il concetto trascendentale (avrebbe dovuto dire trascendente, trascendentale è un’altra cosa) dell’eternità che è nella nostra mente?
    C’è poco da spiegare: l’uomo nasce, vive , muore. L’immortalità dell’anima è un sogno, un desiderio, una speranza: l’uomo, infatti, non vuole morire.
    Una volta si raccontava persino di morti che tornavano a incontrare i vivi. Ma era il Medioevo.

  • Andrea Pantaleo

    Io non conosco la differenza che intercorre fra trascendente e trascendentale. Egregio filosofo Rosmini può spiegarmela lei? La chiamo così in quanto non firma con le sue reali generalità forse perché non crede in quello che asserisce e dice?

    Andrea Pantaleo

  • Antonio Rosmini

    I ragazzi che studiano filosofia sanno la differenza fra trascendente e trascendentale.
    In estrema sintesi:

    trascendente è ciò oltrepassa ogni possibile esperienza, cioè Dio.

    Trascendenatali sono le categorie del nostro pensiero che rendono possibile il pensiero stesso,organizzandolo.

  • Antonio Rosmini

    Trascendete è Dio.
    Trascendentali sono , per Kant, le “categorie” del nostro pensiero.

  • Andrea Pantaleo

    Lei non ha spiegato la differenza fra trascendente e trascendentale; desidero fare il punto sulla situazione, dopodiché chiudo definitivamente tale dibattito.
    A-) Ha esordito con due interrogativi ironici, forse di superiorità.
    B-) Non ha riposto alla mia domanda: perché l’immortalità è nella nostra mente; lo spiego io: perché è trascendentale.
    C-) Ha sviato il discorso sulla morale, da me non affrontato, perché io penso che sia libera, senza imposizioni.
    D-) Ha dimostrato di conoscere ed interpretare superficialmente il pensiero di Ugo Foscolo nei “Sepolcri” come ho scritto in una delle mie precedenti risposte.
    E-) Ora le dimostro che non ha ben interpretato il pensiero di Kant sul trascendente diverso dal trascendentale.
    F-) Il trascendentale in Kant è trascendente alla realtà sensibile, immanente nel soggetto pensante, per esempio: l’immortalità, il bene, il male, la morale, eccetera; pertanto la sua correzione a proposito dell’immortalità trascendentale è errata.
    G-) Sempre, forse, con intento di superiorità “mi ha chiarito” il concetto che l’uomo è mortale, come se io lo ignorassi.
    H-) Per concludere secondo la terminologia dialettale Sulmonese: ch’emma fa?

    Andrea Pantaleo

  • Antonio Rosmini

    Che pasticcio inestricabile!
    Una sola commiserazione: povera e nuda via filosofia!

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