di Gianluca Del Vecchio
- Si tratta del Consigliere regionale Gino Milano, leader abruzzese di API. Conta molti amici in città per i suoi trascorsi professionali ma la sua esperienza in Regione ha dimostrato in tante occasioni che sostenere le ragioni di questo territorio è un dovere istituzionale preciso. Gli avversari lo considerano 'persona per bene' e politico atipico. Interpreta il ruolo della politica come servizio. E poi la cultura, il sociale. Il Corriere Peligno lo ha intervistato. Ecco cosa ci ha detto -
Sulmona,11 febbraio.-Consigliere Milano, partiamo da una riflessione di grande attualità: il Tribunale di Sulmona. Fra le tante ipotesi ‘possibili’ che si sono accavallate in questi giorni, Lei ne ha ritirata fuori una ‘robusta’ in occasione del recente incontro con la delegazione del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, soprattutto quando si riferiva allo stralcio della relazione del Presidente della Corte d’Appello in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2012. Quasi due pagine dedicate alla ‘questione’ Sulmona e al ruolo che questo presidio di legalità assolve, tra l’altro, in una zona di frontiera fra l’Abruzzo ed il Molise dove il vento della secessione spira sempre forte. Cosa voleva sostenere?
Sono d’accordo con il passaggio del discorso inaugurale che guarda con favore a una revisione, ormai necessaria, delle circoscrizioni giudiziarie. Vi è l’urgenza di razionalizzare la geografia giudiziaria sulla base di una misurazione della “dimensione ottimale” delle sedi, e ciò va fatto con atteggiamento costruttivo. Quello che va ribadito con forza è che il Governo non può individuare una dimensione che risulti “ottima” movendosi esclusivamente all’interno di un criterio di mero risparmio della spesa. Per evitare ciò la Regione Abruzzo, di concerto con gli uffici giudiziari, gli operatori del settore, il Ministero della Giustizia, le forze produttive e professionali, deve farsi promotrice di un tavolo permanente di confronto al fine di valutare le singole realtà territoriali e le loro rispettive specificità Sappiamo bene che oltre alla morfologia montana e alla dislocazione dei centri abitati, nel circondario del Tribunale di Sulmona, insiste anche una importante struttura penitenziaria della Regione. Questi elementi devono risultare determinanti per il mantenimento del circondario di Sulmona ancor più per la marcata precarietà dell'Aquila post-sisma.
Martedì prossimo arriva in Consiglio regionale il problema del metanodotto Snam. In questi mesi l’abbiamo vista convinto sostenitore degli interessi del territorio e si è speso non poco per costruire una posizione unitaria e trasversale. E’ così?
Ritengo che sull’argomento si debba adottare rapidamente un’azione chiara e univoca da parte del Consiglio regionale, maggioranza e opposizioni, e spero che ciò accada già nella prossima seduta consigliare. Non mancano ad oggi documenti e motivazioni che avrebbero dovuto togliere qualsiasi dubbio sull’inopportunità di compiere un intervento da più parti valutato dannoso per la salute umana e pericoloso dal punto di vista ambientale, giacché progettato nella zona altamente sismica della Valle Peligna.. Va pertanto chiarita la posizione della Regione, a partire dalle iniziative che si intendono prendere nei confronti del Governo nazionale per sollecitarne lo svolgimento degli opportuni accertamenti e se la Giunta intenda o meno attivarsi per concordare con Snam Rete Gas SpA la verifica di un tracciato diverso che escluda la dorsale appenninica, ricca di aree boschive e numerose aree protette.
E poi i problemi dell’Ospedale, dei trasporti del mondo del lavoro. Insomma pare di capire che la città può contare oggi su un Amico in Consiglio regionale che si batte per i problemi del territorio e della sua gente. Perché?
Perché questa città e questo territorio lo meritano. Per la gente che vi abita, per la storia, la tradizione e la cultura che hanno espresso nel corso dei secoli. Oggi Sulmona e la Valle Peligna attraversano un momento di crisi economica, ma sono convinto che hanno tutte le risorse per costruire il proprio futuro, ritrovando una nuova identità e progettualità per tornare protagonisti della storia abruzzese. Personalmente sento il dovere, in qualità di Consigliere regionale, di difendere e promuovere gli interessi del territorio che rappresento, soprattutto di quello che soffre maggiori criticità e che invece resta il manifesto emblematico dell'Abruzzo interno, forza motrice di un nuovo modello di economia fondata sull'ambiente ,il turismo, la storia delle tradizioni, la cultura :sono risorse non temi nostalgici.
Cultura e impegno nel sociale. Spesso si dice che sono questi elementi il valore aggiunto della politica dei nostri tempi anche se tante, troppe cose non vanno proprio. Perché?
Cultura e impegno nel sociale non dovrebbero essere una cosa “altra” rispetto alla politica. Purtroppo oggi soffriamo proprio di un pericoloso scollamento tra cultura e politica, tra mondo sociale e priorità dei partiti, tra cittadini e istituzioni. E’ proprio tale divorzio che causa agli occhi della gente comune il disprezzo o l’indifferenza verso la politica, sempre più autoreferenziale, identificata con una casta inaccessibile. Nella nostra Regione paghiamo lo scotto di una classe politica arroccata su posizioni ormai superate dalla storia, eppure ancora in grado di svolgere il consueto “teatrino” per spartire poltrone e clientele, facendo pagare alla collettività il prezzo di una assoluta mancanza di progettualità e strategia globale, di cui, invece, ci sarebbe urgente bisogno al fine di avviare a soluzione i problemi vecchi e nuovi che tormentano i nostri territori.
Ha fatto’ notizia’ la sua iniziativa nei giorni scorsi di far visita al Supercarcere di Via Lamaccio. Che impressione ne ha ricavato?
Non nascondo che l’esperienza recentemente vissuta mi ha segnato molto dal punto di vista umano. Mi hanno impressionato i volti di quei detenuti in cerca di un contato umano autentico, felici di esibire le loro opere artistiche, tra cui dipinti e manufatti di notevole pregio. Ho scoperto che i cavalli della giostra medievale e i manichini si fabbricano qui. Il direttore Romice mi ha fatto visitare la fabbrica di scarpe, quella tessile e la falegnameria, purtroppo inattive dal 1° gennaio, a causa della carenza di fondi per remunerare i detenuti che vi lavoravano a turno. Mi ha rattristato vedere le ultime confezioni di scarpe da cantiere (con tanto di certificato di qualità) pronte a partire per tutta Italia e la sofferenza di quelle persone desiderose di procurarsi un riscatto sociale attraverso il lavoro. Il carcere è molto grande, sta per aprirsi un altro padiglione, ma il sovraffollamento della popolazione carceraria da una parte e la progressiva erosione dell’organico di personale penitenziario dall’altra, rischiano di rendere esplosiva una realtà che chiede soltanto di essere attenzionata dalle istituzioni e dal territorio che li circonda. 
Ora però la politica, anche quella regionale, deve dare risposte alle attese di quella gente non è vero?
E’ dovere di tutti noi, ciascuno nel proprio ambito, impegnarsi per affermare una nuova mentalità civica che porti a considerare il carcere non già come un luogo fantasma ma una realtà con cui confrontarsi. Le istituzioni e il volontariato (che nel silenzio opera grandi cose tra quelle mura)devono collaborare per tenere viva la speranza di chi ha sbagliato e cerca un’occasione di riscatto. Mi sono impegnato a che quelle fabbriche riaprano e farò tutto il possibile perché ciò avvenga. La Regione, oltre a tutelare la salute dei detenuti, com’è sua specifica competenza, deve impegnarsi per la realizzazione di progetti tesi a creare, all’interno del mondo penitenziario, opportunità lavorative per i detenuti, che possano in tal modo acquisire una preparazione professionale che ne agevoli il reinserimento sociale.
Quando è partita l’esperienza in Abruzzo di Allenaza per l’Italia (Api) pochi scommettevano sul successo del progetto. Molti sono rimasti alla finestra ad aspettare. Eppure si deve proprio ad Api la spinta determinante per costruire il nuovo soggetto politico del ‘Terzo polo’ in Abruzzo che è la vera novità politica del 2011 e che in Consiglio regionale conta già 4 consiglieri. Ora sono tanti a bussare alle vostre porte. Perché?
Ritengo che la grave crisi economica di questi mesi - certamente non solo italiana, ma in cui il nostro Paese é precipitato più drammaticamente degli altri – ha evidenziato i gravi e colpevoli errori di analisi politica del PDL e della Lega, manifestando l’immobilismo inconsistente della destra e la sua incapacità di rinnovarsi in termini di progetto, di leadership e di classe dirigente, ma anche l’inconcludente paralisi della sinistra, perennemente in bilico tra l’anima riformista e quella massimalista. Ciò ha aperto, anche nella nostra Regione, lo spazio politico per un alleanza riformatrice, alternativa e competitiva sul piano politico ed elettorale rispetto ai due poli. Il Terzo Polo, per API, UDC e FLI, oggi, costituisce l’unico approdo, una scelta strategica convinta e irrinunciabile che in Italia, come in Abruzzo - dove già esiste un coordinamento nello stesso Consiglio regionale - cresce sempre più come progetto credibile e prospettiva politica per il futuro del Paese e della Regione.
Intanto alle prossime amministrative si andrà avanti insieme nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, come L’Aquila, Avezzano, Montesilvano, San Salvo ecc. Sarà un vero e proprio banco di prova. E’ vero?
Certamente! Allenaza per l’Italia è pronta e in alcune realtà sta recitando un ruolo da protagonista. Daremo il nostro contributo e sarà decisivo per l’affermazione del Terzo Polo e dei nostri candidati sindaci.
Ma presto si potrebbe votare anche a Sulmona per il rinnovo del Consiglio comunale. Anche qui c’è molta attesa attorno al ‘Terzo Polo’, che si propone come la vera alternativa al governo della città. A che punto si trova il progetto?
Il progetto va avanti da diverso tempo con risultati proficui. La conduzione amministrativa nel comune di Sulmona è stata dir poco disastrosa e se dovessimo andare al voto saremmo già pronti per presentarci come nuovo soggetto politico in grado di proporre anche un nuovo progetto politico. I rappresentanti di Api stanno facendo un ottimo lavoro anche grazie all’esperienza del consigliere Delfio Manasseri e allo spirito di collaborazione con gli esponenti di UDC e FLI, come dimostrano le numerose iniziative in favore del nuovo Ospedale, la difesa del “punto nascite”, in materia di trasporti e per prepararsi tempestivamente a cogliere l’opportunità dei fondi FAS. Nella Valle Peligna Api sta lavorando egregiamente al fine di riaprire un rapporto di fiducia e di chiarezza politico-amministrativa anche e principalmente con i cittadini, ai quali si vuole restituire con piacere l’opportunità di tornare ad essere i primi veri protagonisti della vita pubblica. I risultati elettorali verranno di conseguenza, e molto presto.
Il Centro Abruzzo è un territorio in agonia. Manca da anni una politica di sviluppo, mancano iniziative, una classe dirigente che in questi anni non è stata all’altezza della situazione. Cosa bisognerebbe fare secondo Lei per restituire una speranza a questa area?
Il Centro Abruzzo da qualche tempo ha perso ogni capacità di rinnovamento, è ferma ed avvitata sul confronto con il suo passato e l’incapacità di immaginare il suo futuro. Credo che la classe dirigente del territorio oggi sia inadeguata ad affrontare la sfida, non tanto nelle singole intelligenze, ma per l’incapacità di orgoglio e di reazione. E lo dico senza pietismo e finzioni. Sarebbe comodo autoassolversi. Ma credo che il territorio vada, in tutte le sue articolazioni sociali, messo sotto accusa. Un’accusa critica e costruttiva. Dopo il fallimento del Patto per lo Sviluppo, non dovuto all’idea in sé ma al voltafaccia di tutti gli attori che l’avevano firmato e che improvvisamente non se la sono sentita di difenderlo, siamo precipitati nel nulla della politica. Il “risveglio” del Centro Abruzzo, ma direi dell’intera Regione, però, non passa solo dalle parole: i piani, le proposte, i documenti non servono a niente se non sono seguiti da azioni.
Lei è un Amico della città di Sulmona ma è pur sempre un Consigliere marsicano. Si può costruire una politica di collaborazione fra due città gemelle che la politica di tutti i tempi ha voluto sempre divise su tutto?
Credo che in epoca di “villaggio globale” e di necessaria europeizzazione della politica, oltre che dell’economia, alimentare ancora i localismi o peggio ancora i campanilismi voglia dire muoversi fuori della storia. Questo lasciamolo fare alla Lega. Certo, non bisogna staccarsi dal proprio territorio, ma valorizzarlo e portarne con sé valori e identità, ma ciò non può avvenire che per il tramite di sinergie e continue aperture tese alla ricerca di una reciproca cooperazione. Così a me riesce naturale essere marsicano per nascita,aquilano per lavoro e al tempo stesso “Amico” della città di Sulmona,che non ha consiglieri regionali,:è la precondizione stessa in virtù della quale desidero spendermi, convinto che soltanto un'unità di intenti,tra Marsica, Valle peligna e l'Aquila, può rivitalizzare il territorio tutto e le sue singole componenti.
Insomma un marsicano che predica amicizia e invita i peligni a rinunciare ai preconcetti del passato per lavorare insieme per il bene comune. E’ un sogno o forse in politica sta cambiando qualcosa?
Si la politica può fare molto, può cercare innanzitutto di riformarsi, tanto più se prende consapevolezza del fatto che siamo solo una tessera del mosaico, e che soltanto uniti possiamo contare qualcosa. E’ allora necessario un risveglio generale, è necessario che le forze vive dei marsicani e dei peligni si muovano insieme per affrontare le sfide del presente e del futuro, che le associazioni di categoria si attivino, che i sindacati riallaccino molti di quei nodi che si stanno rompendo con i lavoratori, che le amministrazioni facciano il sacrosanto sforzo di cacciar fuori idee innovative, che i professionisti diventino attori sociali, che il volontariato esca dalla sua silente conflittualità, che gli stranieri vivano insieme a noi. Tutto ciò, è indispensabile che venga portato aventi con spirito di unità e di solidarietà, come sempre è richiesto nei momenti decisivi della storia.
Speriamo bene perchè questa città ha davvero bisogno di un Amico nel parlamento regionale. Auguri Consigliere


