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Opposizione: Wake up, please…

di Alessia Parlatore *

Sulmona,15 febbraio.-La crisi in atto tra le mura di Palazzo S. Francesco pone questioni politiche che finora non hanno trovato risposta né da parte dell’attuale maggioranza in consiglio comunale, troppo fragile per governare, ma anche per “auto liquidarsi”, né da parte dell’opposizione. Prima della parentesi forzata determinata dall’emergenza neve, il Pd cittadino ha promosso un incontro tra le forze di opposizione, al fine di concertare azioni comuni. All’invito formulato dalla nostra Segreteria hanno risposto i partiti di centrosinistra, mentre da parte dei consiglieri comunali, perlomeno di alcuni, si è preferito declinare ogni forma di eventuale coinvolgimento, sull’errato presupposto che questa fosse una crisi ciclica ed endosistemica di corto respiro, della quale, pertanto, non era nemmeno il caso di occuparsi. A questa modalità di analisi non condivisibile ( le crisi sono ontologicamente endosistemiche, mentre è lo spazio dell’azione politica quello deputato ad esternalizzarle e governarle), si è poi aggiunta una chiosa, tanto più inopportuna quanto più enfatizzava un inutile e pernicioso dualismo tra partiti ed eletti. Inutile, perché non c’era ragionevolmente motivo di temere una “ lesa maestà” delle prerogative dei consiglieri comunali, i quali erano stati invitati a una iniziativa, che rientra a pieno titolo nell’attività di una segreteria di partito. Pernicioso, perché  muovendo dal presupposto infondato di una presunta “riserva esclusiva” di iniziativa politica agli eletti, per quanto concerne le vicissitudini dell’amministrazione comunale indica una concezione pericolosa del rapporto tra eletti e partiti.

I primi tendono a privilegiare un rapporto sempre più diretto con l’elettorato, nell’ambito del quale la funzione  di intermediazione dei secondi – pure necessaria al concorso alla vita democratica di una comunità - viene percepita con fastidio, per essere progressivamente erosa e infine relegata a poche cose. Se quanto finora accennato è insieme causa ed effetto del tatticismo, che spinge qualcuno a pensare di potersi sedere sulla riva del fiume in attesa che si consumi la dissoluzione dello schieramento politico avversario, l’afonia dell’opposizione è invece dovuta ad una mancanza di coordinamento e ad un deficit di proposte alternative condivise. Mancanze dovute a diffidenze reciproche che non possono essere comprese dalla cittadinanza, con cui sarebbe finalmente il caso di mettersi in sintonia. Ritengo che il Partito Democratico debba insistere, come sta facendo, nel tentativo di coinvolgere tutte le opposizioni in una azione comune, che preluda a svilupparsi in una proposta alternativa di governo della città.  Ciò implica intessere un dialogo continuativo più coerente e sistemico con tutte le forze collocate attualmente nel centro-sinistra cittadino. Ma postula soprattutto l’apertura alle forze e risorse politiche che hanno un progetto autonomo ma non incompatibile con il nostro, quelle del Terzo Polo in primis, il recupero di un dialogo forse inizialmente difficile ma necessario con quelli che prima erano nostri compagni e amici di viaggio, e che progressivamente si sono e sono stati allontanati fino a confluire in altri partiti, come Alleanza per l’Italia,  e infine il contatto con i movimenti cittadini.

Sarebbe profondamente errato sostenere che l’opposizione in Consiglio Comunale e fuori dal Consiglio comunale non ci sia e non agisca. Ci sono stati è vero il fattivo e costante contributo di uomini di lunga esperienza politica, come Filadelfio Manasseri, di giovani preparati e motivati come Antonio Iannamorelli, il positivo dialogo con l’IDV cittadino, l’impegno promosso nella campagna referendaria dal PD e dal partito socialista.  Ci sono stati, inoltre, momenti di iniziativa condivisa, come la manifestazione del marzo 2011 a difesa dell’ospedale. L’esperienza dell’ Unione ci ha insegnato, però, che dopo esser saliti sul palco insieme, bisogna impegnarsi a marciare insieme per un obiettivo comune. In quelle occasioni è mancata, infatti, l’esplicitazione di un progetto condiviso e alternativo ( difendere l’ospedale come – a partire dal giorno dopo – e per farne cosa, con quali mezzi, rivolgendosi a quali interlocutori, con quale potere negoziale).  E’ mancata una sinergia strategica. Sotto la città sommersa dalla neve, sfiancata dalla crisi occupazionale e industriale, priva di una rappresentanza a livello sovracomunale,  si muove ancora la ricchezza politica di forze alternative all’attuale maggioranza, in grado di contribuire a una nuova stagione per Sulmona. Non è più tempo di rinchiudersi. E’ il momento di sintonizzarsi con la città, che merita l’occasione di un buon governo e di una migliore politica.


* Responsabile comunicazione e relazioni esterne PD Sulmona.

 

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