di Gianluca Del Vecchio
Sulmona,20 febbraio.-La polemica scoppiata in casa del Pd sulmonese dove un gruppo di iscritti e simpatizzati ha deciso di sfiduciare il segretario cittadino Andrea Catena contnua a far discurete negli ambienti politici cittadini.Anzi, paradossalmente, questa vicenda ha riacceso il dibattito politico che sembrava . Sembra d'incanto essere tornati agli inizi degli anni settanta quando le guerre di gruppi e correnti all'interno delle diverse formazioni politiche si sviluppava senza esclusione di colpi.Ma cosa realmente è successo? Lo abbiamo chiesto ad Andrtea Catena(nella foto) che ha rilasciato al Corriere questa intervista.
Catena: perché questo terremoto all’interno del PD di Sulmona ?
Non parlerei di terremoto, al più di una scossa di assestamento. Ciò, sia in considerazione del piccolo numero di persone che effettivamente ha dato vita a questa iniziativa, sia perché quando dei democratici discutono è sempre una buona notizia, anzi mi permetta di dire che, per dei “ democratici” non dovrebbe nemmeno essere una notizia. Purché, ovviamente, discutano di politica…
Se lo aspettava ?
Ero stato informato della riunione ed anzi avevo espresso la mia disponibilità a parteciparvi nel caso fossi stato invitato. Ciò che avrei auspicato, come tutti credo, è che si riflettesse opportunamente sulla tempistica di questa iniziativa che per la singolare coincidenza con la crisi della Giunta Federico è stata ritenuta da più parti come “ bizzarra”. Se la Casa brucia non è molto lungimirante litigarsi l’estintore con il vicino…
Cosa si nasconde dietro questa operazione secondo lei ?
Ogni cambiamento richiede tempo e conosce fasi alterne. Alti e bassi, malumori individuali che sembrano convergere con quelli del vicino, erano in preventivo già dal momento in cui ho accettato questo incarico, cosa che ho fatto – ripeto - solo per spirito di servizio nei confronti del partito di cui sono Coordinatore Regionale. Non c’è un “caso” PD Sulmona. C’è una parte di classe dirigente che deve abbandonare, qui come altrove, una dimensione conservativa e diffidente verso qualsiasi forma di innovazione.
Ma non è stata proprio la sua gestione che ha garantito il superamento della crisi del dopo congresso dell’estate 2010 ed ha rilanciato il PD in questa città?
Rilanciare il PD è l’obiettivo che ci siamo prefissi dal giorno stesso della mia elezione a Segretario cittadino ed è quanto abbiamo continuato a fare in questi mesi. Con la Conferenza programmatica, con il recupero di un dialogo con le altre forze di opposizione in Consiglio comunale, a partire da quelle di centrosinistra, con le quali avvieremo un tavolo di confronto permanente, con l’avvio di un rapporto collaborativo con le forze sociali e le associazioni di categoria presenti sul territorio. Chi ci accusa di far solo comunicati, dovrebbe sapere che dietro ognuno di essi c’è un lavoro quotidiano di ritessitura di un filo tra la città e il PD.
Ma i dissidenti di oggi non sono quelli che criticavano i dissidenti di.. ieri?
Purtroppo si. Dico purtroppo perché quando si diventa dissidenti in servizio permanente effettivo, vuol dire che il problema non è l’allenatore ma i giocatori. Immagina una partita di calcio in cui si ripeta, ad infinito, la scena dei mondiali in Sudafrica 2008. Si esce sconfitti al girono eliminatorio e non basta un Quagliarella a passare il turno…
Anche i giovani del PD hanno criticato questa operazione dello ‘ scansati tu che.. mi ci metto io’. E’ vero?
Da quanto mi risulta i Giovani democratici, tramite il Segretario cittadino, Di Masci hanno precisato di aver sperimentato una proficua e fattiva collaborazione con la mia Segreteria. Se si riferisce a notizie di discussioni con alcuni ragazzi – genericamente indicati come “ giovani del PD”- mi lasci dire che mi trovo a rispondere a questa domanda in un momento alquanto bizzarro. Sono a Roma, per una riunione con Bersani, e sinceramente sorrido all’idea che qualcuno possa pensare che sono in polemica con dei “ giovani del PD”. Diciamo che parlo con chiunque purché si interloquisca con educazione e rispetto dei ruoli.
Però fra i dissidenti ci sono vecchi amministratori cittadini,gente che ha una sufficiente esperienza sulle spalle e che dovrebbero affermare una politica del ‘’.. buon senso’’. Invece ?
Mi augurerei che tra quegli ex amministratori cittadini, con sufficiente esperienza sulle spalle, prevalesse il buon senso e devo dire che non senza qualche sorpresa ho appreso della loro presenza a quella riunione.
Cosa accadrà ora?
Come annunciato, terremo una grande iniziativa in cui chiameremo a raccolta iscritti e simpatizzanti. Sarà l’occasione per incontrare cittadini che vogliono sentir parlare di buona politica e di prospettiva a breve termine di buon governo, e per lanciare la campagna tesseramento. Quanto alla richiesta di congresso, l'organo competente a decidere, per statuto, è il direttivo cittadino, ma mi sento di escluderlo. Noi teniamo in considerazione l’opinione di tutti, ma una classe dirigente è anche quella che prende decisioni. E noi abbiamo deciso che la risposta più utile anche agli amici che ci chiedono di “ scansarci”, è la buona politica.
Ammetterà, però, che questo colpo basso è una brutta caduta di stile. Da oggi il PD a Sulmona sarà piu’ debole e Federico piu’ forte. E’ così?
Non direi che oggi il PD è più debole. Direi anzi che è potenzialmente più forte, perchè ci sarà più chiarezza. Direi che c’è qualcuno che in maniera politicamente irresponsabile non ha preso in considerazione, o ritenuto comunque un prezzo politico accettabile, l’effetto immediato di dare una boccata d’ossigeno a una maggioranza agonizzante. Mi hanno insegnato però che, specie in politica, sono più importanti gli effetti a medio e lungo termine che quelli a breve termine. A noi interessa recuperare un rapporto di fiducia e interscambio con i cittadini. Un partito aperto, non in perpetua riflessione su se stesso. Chi ascolta la società alla fine avrà ragione.
E’ vero che volevate fare un forte rinnovamento nella scelta di uomini e donne per le prossime elezioni mettendo da parte il partito dei candidati,degli amministratori e delle tessere. Potrebbe essere questa una causa?
Non lo escludo. Ma se questa è una concausa direi che il problema non è politico. Ed io sono stato eletto per occuparmi di politica e per valorizzare il contributo di tutti coloro che hanno voglia di partecipare. Ritengo, però, indispensabile mettere alla prova nuove competenze, recuperare energie e risorse disperse in questi anni.
Caso ‘Lusi’: puo’ entrarci in qualche modo in questa vicenda.
Non posso escludere che qualcuno abbia voluto far riferimento anche alla vicenda “ Lusi”. Direi però che è inopportuno e sbagliato limitare l’analisi politica, che comprende un ripensamento del sistema dei rimborsi elettorali e del sistema del finanziamento ai partiti, e la necessità di dare completa attuazione all’art. 49 della Costituzione, a una vicenda personale, sicuramente dolorosa, tanto più che i competenti organi di garanzia hanno deliberato sul punto.
Ha ricevuto solidarietà in queste ore dentro il partito?. E fuori?
Il direttivo cittadino, che con me collabora da mesi, mi ha già rinnovato piena fiducia ed esortato a proseguire il mandato nella riunione del 14 gennaio scorso. Da allora abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare, come sempre. I livelli provinciali e i vertici regionali mi hanno ribadito in queste ore il loro sostegno. I partiti della coalizione di centrosinistra continuano a considerarmi loro interlocutore istituzionale, e negli ambienti cittadini, mi è stata scherzosamente accennata “ una mozione di fiducia nei miei confronti”…
Allora Catena si piega ma non si.. spezza.
Gramsci confutò Pascal sul tema della famosa “ scommessa sull’esistenza di Dio”, in cui all’uomo era riservata la sola scelta tra il credere e non credere”. Com’è noto, la teoria di Pascal è anche alla base di quella matematica “dei giochi”, che si caratterizza per una opzione dominante ( o irrinunciabile): è la preferenza del giocatore a prescindere da ciò che fa l'avversario. Gramsci a tal proposito contraddice Pascal, osservando che al di fuori di ogni schema deterministico – matematico, “ non esistono comportamenti irrinunciabili”. Diciamo che faccio mio questo motto… Auguri,se possibilòe,segretario. (h.19,30)


