Lunedi, 18 marzo 2019

Sulmona, ma che politica è questa?


2019/03/09 08:500 comments

Sulmona,9 marzo- E’ nata la nuova Giunta Casini al Comune di Sulmona, l’ennesima a Palazzo San Francesco dopo aver utilizzato e poi cacciato con grande disinvoltura decine di persone  perbene coinvolte nei vari Esecutivi  e  dopo  che  nella tarda primavera del 2016 era partita con grandi ambizioni sulla spinta di  un vasto consenso  elettorale che poggiava su un progetto  di civismo  esasperato, poi rivelatosi dannoso per la città  e, di riflesso, per il territorio.

Lo si è capito strada facendo toccando con mano errori, ritardi, inadeguatezze, e perfino l’isolamento politico della città  all’interno del territorio del Centro Abruzzo  ma anche  nei rapporti con la Regione e con il Governo Centrale. Mai si  era toccato in passato forme di isolamento così vistose. Una città, diciamolo con chiarezza, affidata a mani inesperte, incapaci di tutelare, troppo spesso,  gli interessi della municipalità.

E così passata la parentesi elettorale che ha lasciato  in giro veleni  esasperati anche per i comportamenti del sindaco schierata da una parte  politica precisa (che errore per chi ha ruoli istituzionali di rilievo!!) a sostegno di candidature non sulmonesi nonostante in campo fossero impegnati diversi consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, la città si è ritrovata di fatto senza un’amministrazione comunale che ha scelto di “tirare a campare” invece di ritornare al più presto alle urne.

Al centro delle polemiche  sopratutto la scelta “innaturale” di un Pd che ha deciso di trasferirsi dall’altra parte per sostenere l’Amministrazione Casini ed evitare il ritorno aniticipato alle urne. Ma lo ha fatto nel modo peggiore, con tanta fretta (ma il disegno  forse era già stato confezionato da tempo) e senza la copertura del partito a livello provinciale e regionale. Il pasticcio di giustificare un apporto tecnico alla giunta e l’elencazione di una decina di punti che impongono tutti scelte politiche precise  hanno finito per alimentare confusione e tensioni.      

La Giunta di salute pubblica ieri

Era la soluzione lanciata all’inizio dell’estate 2017 dal Capogruppo del Pd in Consiglio comunale Antonio Di Rienzo. Un’idea interessante che  fece molto rumore all’epoca e che prevedeva l’avvio di un’esperienza ‘rivoluzionaria’ che avrebbe concorso sicuramente, nell’immediato, a costruire forme di solidarietà in una città in ginocchio. L’idea Di Rienzo era semplice e già collaudata in altre realtà. Per fronteggiare le difficoltà del momento, sosteneva Di Rienzo, il Consiglio Comunale deve trovare intesa su due o tre obiettivi (come sanità, sicurezza simica, gasdotto ecc.) che sono le emergenze per la città chiamando a collaborare le migliori energie e professinalità di cui Sulmona dispone. Prima delle festività natalizie, si diceva, in occasione della preparazione del bilancio di previsione per l’esercizio successivo il Consiglio comunale avrebbe verificato la validità dell’esperienza, gli obiettivi conseguiti  per poi decidere se interrompere l’esperienza e andare al voto qualche mese dopo o se valeva la pena andare ancora avanti. Idea semplice, suggestiva, utile a ricostruire un clima diverso  da quello attuale. Lo credereste? Quella del Pd che era stata la sola proposta politica  di quei mesi venne spernacchiata dalla maggioranza  civica di allora e tutto venne vanificato, probabilmente, per adattare le istituzioni cittadine al servizio di interessi  diversi  per la campagna elettorale che già si intravedeva.

La Giunta di salute pubblica oggi

Il problema è stato riproposto in queste ultime settimane in un quadro politico profondamente diverso ma con modalità e interessi molto discutibili che ha infiammato il dibattito politico tanto che nelle ultime ore è stato affisso sui muri della città un manifesto durissimo a firma di molti schieramenti e movimenti politici  che definiscono la soluzione adottata una “giunta truffa”  anche perché a collaborare a questa ipotesi di lavoro concorrono solamente  i resti della vecchia maggioranza di liste civiche ed il Pd cittadino. E gli altri partiti e movimenti?

Ma per fare cosa? Il Pd locale in documento politico portato sul tavolo delle trattative (da chi?) elencava una serie di punti come la riorganizzazione della macchina amministrativa, salvaguardia presidi e servizi (contrasto al progetto SNAM, salvaguardia tribunale, ripristino Ospedale di primo livello, sicurezza delle scuole); lavori pubblici; decoro della città e sisma commercio e industria;  urbanistica; trasporti , sicurezza  servizi sociali e politiche della casa ;sport cultura ;turismo e politiche giovanili” (quanta  fantasia!!).   Insomma tutto ed il contrario di tutto senza  spiegare poi come farlo, con quali tempi e con quali risorse e senza tener conto che  alcune scelte meritano il consenso e l’orietamento della cittadinanza come, ad esempio, quelle in materia di urbanistica. Diversamente è solo aria fritta.

Cosa accadrà ora? Vedremo strada facendo  anche perché la città sta vivendo una delle  stagioni più buie della sua storia. La città è spaccata, i problemi  sono sempre lì ad aspettare soluzioni che non arrivano. Il clima è pesante e poco utile a costruire qualcosa di nuovo e di buono in una comunità che vanta una storia politica prestigiosa e utile. E si sa che  solamente   una politica forte riesce a tenere a bada fenomeni sociali inquietanti di cui da qualche tempo si parla con insistenza a Sulmona. Ma gli inquilini di Palazzo San Francesco fanno finta di non accorgersi di nulla. E allora oltre ad essere pessimi amministratori sono anche cattivi sulmonesi. (h.8,00)

 

 

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