Politica

Sulmona: l’ironia e la rabbia di Italica sul significato della sistemazione del piazzale della stazione

Sulmona, 8 Ottobre– “A Sulmona per implementare i tanti servizi di trasporto ferroviario presto potremmo contare nientepopodimeno che su un nuovo piazzale antiallagamento e tutto arredato. Parliamo dell’area antistante la stazione ferroviaria, abbellita magari con una fontanella, ma sicuramente piena zeppa di auto parcheggiate dalla mattina presto. Un piazzale nuovo di zecca che si affollerà, com’è noto, solo a tarda sera quando le centinaia di pendolari rientreranno a casa da altre località, sempre che resti una fermata dei treni nella città dei confetti. Non si sa mai, di questi tempi ormai ci aspettiamo di tutto! Almeno il piazzale dello scalo ferroviario sta per tornare agli antichi splendori anche se senza presidio di Polizia ferroviaria, senza più la linea ordinaria Sulmona-Carpinone e con diverse corse ridotte, senza più nemmeno la Sala operativa regionale (Sor) che, con i suoi 16 dipendenti, è stata traslocataa  Pescara.  Così il movimento d’identità e territorio Italica commenta l’ennesimo annuncio di ristrutturazione del piazzale dello scalo ferroviario sulmonese –

 “Sembra piuttosto un premio di consolazione questa annunciata ristrutturazione attesa da oltre un decennio, con ritardi e spoliazioni che invece sono sempre puntuali e a detrimento delle popolazioni delle aree interne- spiega Alberto Di Giandomenico-  in una stazione ferroviaria sguarnita, svuotata, priva di contenuti, popolata soprattutto da tossici e spacciatori. In breve, una stazione in coma profondo che si tenta di rianimare con una nuova intesa tra Rete ferroviaria italiana e amministrazione comunale che punta a recuperare un vecchio piazzale che cade a pezzi per rilanciare un intero comprensorio e una stazione che è la seconda in Abruzzo per traffico passeggeri.

Ardua impresa visto come siamo ridotti per il trasporto pubblico anche in città: autobus elettrici fantasma o che non arrivano in cima, in centro, altri sgangherati che si fermano con le linee ridotte al lumicino e cancellate il fine settimana, le colonnine per la ricarica elettrica inesistenti e piste ciclo pedonali visibili solo grazie ad una fervida fantasia. Esultare per il recupero di un piazzale e continuare a giocare in difesa senza un’aspettativa di crescita è assurdo, stiamo perdendo tutto, non solo una stazione e non siamo in grado di programmare un intervento che spiani la strada al futuro  rimettendoci in linea almeno con i tempi del resto d’Italia, per i collegamenti e i trasporti, linfa vitale per attrarre investimenti con nuovi binari e bracci ferroviari d’affiancare alla vecchia struttura”.

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