Politica

Sulmona: Italia Viva su emergenza coronavirus

 Sulmona, 28 marzo-La gestione dell’emergenza coronavirus da parte della Regione Abruzzo, del suo assessore Nicoletta Verì, è ormai sotto gli occhi di tutti. L’impreparazione e il ritardo nel prendere decisioni ha portato, oggi, la nostra regione ad uno stato di confusione e di incertezza. Sicuramente questo non è il momento della polemica ma, senza dubbio, alcune scelte fatte dovrebbero portare, chi di dovere, ad una più cauta riflessione.

Il diritto alla salute, sancito dalla Carta Costituzionale, è principio fondante del nostro ordinamento e il dovere di assistenza è un postulato imprescindibile dei codici deontologici dei professionisti che operano in campo sanitario. ” Tuttavia- si legge in ua nota di IV di Sulmona-  di fronte a soluzioni così radicali, come quella che ha riguardato l’Ospedale di Sulmona, peraltro adottate unilateralmente dagli organi decisionali della Regione e della ASL, vien fatto di chiedersi se la scelta operata sia quella giusta, in un momento in cui, drammaticamente e paradossalmente, le strutture sanitarie rischiano di palesarsi come quelle in cui  più elevato è il livello di rischio per i pazienti e, conseguentemente, per le intere comunità che gravitano intorno ad esse.

Non stiamo dicendo che Sulmona non debba assistere i malati di coronavirus, tutti siamo coinvolti in questa guerra e nessuno si salverà da solo. Stiamo dicendo che non si possono mandare le persone in guerra senza armi ed armature perché il danno non lo si fa solo alle comunità di quel territorio ma lo si fa, soprattutto, alle persone malate che hanno quell’ospedale come punto di riferimento. Prima di arrivare a collocare i pazienti nelle diverse strutture sanitarie, chi di dovere avrebbe dovuto verificare le condizioni di queste strutture sanitarie, eventualmente potenziarle dal punto di vista della dotazione degli strumenti di protezione per gli operatori al suo interno o dal punto di vista dei posti letto e macchinari a disposizione, avrebbe dovuto predisporre un piano di integrazione per ulteriori figure professionali. Il fattore tempo, in questo momento, è tutto, abbiamo bisogno di rapidità e chiarezza, non di improvvisazione.

Se questo è il momento dell’unità e della compattezza, Italia Viva farà la sua parte e comincia con il richiedere la definizione di percorsi e protocolli sanitari chiari e uguali per tutte le Asl regionali; la veloce messa in sicurezza di tutti gli operatori sanitari; la verifica della possibilità di creare aree isolate destinate ai malati di coronavirus, in modo da mantenere funzionali tutti i reparti per la popolazione non contagiata, che per altre ragioni ha necessità di ricorrere alle cure mediche ospedaliere e richiede l’istituzione di un Commissario unico regionale che gestisca questa emergenza e che vada ad affiancare la guida sanitaria regionale in palese difficoltà dato che il direttore del dipartimento Sanità della Regione è anche direttore del dipartimento prevenzione del Ministero della Salute”.  (h. 13,15)

 

 

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