Mercoledi, 17 ottobre 2018

Sulmona: il tema del caporalato al centro del dibattito del VII seminario nazionale di criminologia


2018/08/08 12:480 comments

Sulmona, 8 agosto – E’ storia di questi giorni dei moltissimi morti tra i braccianti impegnati nella raccolta dei pomodori nelle campagne foggiane. Non poteva che essere la terribile piaga del caporalato uno degli argomenti da trattare (si parlerà anche dei veleni di Bussi, della terra dei fuochi e degli incendi boschivi dolosi) nel VII appuntamento con la criminologia nazionale che si terrà al teatro “Maria Caniglia” di Sulmona voluto e progettato da Mauro Nardella segretario confederale UIL CST Adriatica-Gran Sasso ed Emanuela Piantadosi Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime del Dovere.

Il seminario avrà il titolo “Ecomafia ed agromafia: analisi, riflessioni e proposte” e si terrà in occasione della due giorni dedicata alla commemorazione delle vittime del dovere e all’assegnazione del premio nazionale vittime del dovere “Stefano Piantadosi” vale a dire l’8 e il 9 di novembre 2018;

Come è dato sapere il caporalato è spesso collegato, a giusta ragione, ad organizzazioni mafiose poiché trova nelle fasce più deboli come i lavoratori immigrati e non solo (si pensi ai raccoglitori di pomodori e uva italiani, spesso donne, che per necessità e per le dure condizioni alle quali sono stati sottoposti ci hanno rimesso anche la vita) il suo grande riscontro . Di essi sfruttano la loro delicata condizione riducendoli spesso in condizioni se non di totale  schiavitù sicuramente di dipendenza.

Le terribili condizioni nelle quali si ritrovano a lavorare i braccianti italiani (e non solo centromeridionali)  saranno sviscerate grazie anche al prezioso contributo di due professionisti che di tale terribile condizione ne hanno approfondito i contenuti: il giornalista-sindacalista foggiano  Enzo Pizzolo e l’avvocato Luigi Di Cesare.

Il seminario per gli interessanti spunti di riflessione e approfondimenti che offrirà ha visto già il patrocinio di tutte e 3 le università abruzzesi oltre a quella di Urbino.

Il seminario vorremo traslasse nelle alte sfere della politica italiana il bisogno che si ha di rendere umana una condizione che neanche le peggiori bestie del mondo sono costrette a vivere. Il tutto affinché non si abbassino, come spesso accade, i riflettori su un argomento molto attuale e che non può più appartenere ad un Paese civile come l’Italia ivi compreso il tema sul 41 bis, che come già risaputo, ha permesso a Nicola Schiavone, figlio di Francesco (detto Sandokan) di seguire la strada della collaborazione con lo Stato. (h. 12,45)

 

 

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