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Sulmona: il ritrovamento delle sei carcasse di cane non è un fatto nuovo. E’ vecchio di due anni

   Sulmona, 12 luglio– Sui fatti avvenuti all’interno del canile municipale ad oggi gestito dalla Associazione Code Felici onlus che hanno alimentato  una serie di notizie  e  considerazioni  diverse oggi è intervenuto  l’avv. Vittorio Masci, legale dell’Assocazione per fornire alcune precisazioni

 “Il ritrovamento di sei carcasse di cane – spiega l’avv. Vittorio Masci in una nota

  sepolti all’interno della struttura, e confermato da uno scavo effettuato nella parte recintata del canile, non è fatto nuovo, poiché già due anni fa tale accadimento era stato contestato e per esso è già pendente un giudizio dinanzi il Tribunale di Sulmona. Non vi è stato pertanto rinvenimento di ulteriori carcasse. La Associazione Code Felici, allorquando il canile fu colpito da una epidemia di cimurro che portò alla morte di numerosi cani, proprio per le dimensioni del fenomeno ebbe a richiedere, ed ottenere, regolare autorizzazione del Comune di Sulmona e della ASL per procedere alla sepoltura degli animali nell’ampia area del canile, adottando tutti gli accorgimenti e le regole previste dalla legge. In epoca successiva ed ancora oggi, allorquando muore un animale si provvede allo smaltimento della carcassa per il tramite di una ditta specializzata ed autorizzata, che viene chiamata all’uopo, e la documentazione di tali costanti servizi è stata fornita al Tribunale.

Non si comprende pertanto- prosegue la nota- perché mai il responsabile della associazione, oggi imputato solo per la carica che riveste e non certo per avere materialmente eseguito la sepoltura, avrebbe dovuto adottare una iniziativa contro legge, potendo utilizzare, come sempre fatto, percorsi leciti. Si tenga altresì presente che all’epoca dei fatti oggi contestati, la responsabile del canile aveva aperte altre due strutture, di cui una della stessa Associazione Code Felici, e non poteva quindi essere costantemente presente sul posto, sostituita come sempre da volontari della struttura. Del reato, peraltro di natura contravvenzionale, ne dovrà pertanto rispondere chi ha materialmente eseguito il non autorizzato seppellimento, e su tale circostanza si stanno svolgendo approfondite indagini. Nel frattempo la Associazione continua ad operare per la sola cura degli animali ricoverati, cui ha sempre prestato encomiabile attenzione”.

 

( foto seoo007.info generica da archivio)

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