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Sulmona, Il cimitero di notte

Sulmona, 30 ottobre– Sulmona si prepara a rinnovare un’antica tradizione cittadina, con la suggestiva processione del primo novembre in onore dei defunti, cerimonia religiosa allestita dall’Arciconfraternita della Santissima Trinità, sodalizio cittadino dal saio e cordone rossi e pettorina bianca.

Da anni alla manifestazione partecipa anche la Confraternita di Santa Maria Di Loreto, l’altro sodalizio  sulmonese dal saio e cordone verdi, con mozzetta bianca. Le cerimonie religiose sulmonesi sono molto famose e vedono tornare in città i numerosi sulmonesi i quali vivono fuori.

La cerimonia del primo novembre è di particolare commozione e raccoglimento con la processione, la quale ha inizio dalla chiesa della santissima trinità: percorre Corso Ovidio, viale Mazzini, via Montesanto, per giungere dinnanzi il piazzale del cimitero per gli onori civili ai defunti, militari ai caduti di guerra, morti per la libertà e la democrazia. Momenti particolari con la banda che esegue le due marce funebri di Alberto Vella dal titolo una lacrima sulla tomba di mia madre e di Chopin dal titolo Pio IX, ed il Piave con il silenzio militare. Il cimitero è luogo di sepoltura, ricordo dei nostri cari defunti, luogo di preghiera, della corrispondenza degli amorosi sensi fra noi ed  nostri cari che purtroppo non ci sono più. L’editto di Saint Cloud, anche conosciuto come Décret Impérial sur les Sépultures, è emanato da Napoleone Bonaparte il dodici giugno del 1804; contiene tutte le norme sui cimiteri. Si dispone che le tombe siano collocate fuori la città nei cimiteri, al fine di eludere le discriminazioni fra i defunti. Anche poeti immortali hanno composto sui cimiteri, sull’importanza dei sepolcri e, fra essi, Ugo Foscolo con l’opera i Sepolcri. Il sepolcreto è luogo di pace: di notte ha un mistero ancor più coinvolgente. Nel silenzio delle tenebre, rischiarate dalla luce della luna, con l’argento stellare, il fascino lunare, il luogo è ancora più foriero di reminiscenze dei nostri defunti dai quali noi discendiamo. La luce delle lampade dei sepolcri rappresenta credo la luce della vita eterna. Ogni elemento, ogni realtà del cimitero, di notte rappresenta un mosaico del mistero della morte che tutto annulla per la vita eterna. Innumerevoli i ricordi, gli enigmi, nel trapasso fra la vita e la morte quale legge di natura imperitura. Il cimitero esprime la misteriosa eternità nell’umana caducità.

Andrea Pantaleo

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