Politica

Sulmona, ed ora ?

 

 

 

Sulmona,10 febbraio– Risolta  la lunga crisi al Comune di Sulmona, almeno sul piano formale, con la composizione del nuovo Esecutivo, resta ora da affrontare l’aspetto piu’ delicato e complesso che è di natura politica. Infatti  da piu’ parti ci si chiede perché è avvenuto tutto questo? Chi ha determinato la rottura della maggioranza che sosteneva l’Amministrazione Casini? Per fare cosa? Quali le ragioni che hanno portato alla scelta dei nuovi Assessori? Qual è oggi il confine tra maggioranza e opposizione. I sei consiglieri comunali  Maurizio Balassone,Elisabetta Bianchi,Francesco Perrotta,Fabio Pingue,Roberta Salvati, Mauro Tirabassi non hanno dubbi. Anzi tornano a sollecitare un confronto ampio, magari duro, su quanto è accaduto ma “ alla luce del sole” ovvero nell’Assemblea civica.

“Non c’è da stupirsi – scrivono -che la nostra mozione di sfiducia al Sindaco, presentata come forze di opposizione, stia scatenando la reazione rabbiosa di alcuni personaggi in cerca di autore della politica locale.
A risentirsi sono proprio quei “duri e puri” che, bluffando, ululavano alla luna la loro ferma volontà di andare al voto, mentre, nel sottobosco, si muovevano furtivi e intrecciavano accordicchi per spuntare condizioni migliori nel rimpasto di giunta appena formalizzato e per mantenersi ben stretti la propria poltroncina. Siamo sempre stati chiari e coerenti nelle nostre richieste: una crisi di maggioranza va discussa, con la massima trasparenza, in sede consiliare.
Ritenevamo e riteniamo inaccettabile che questioni di tale delicatezza vengano affrontate nel segreto delle stanze dei bottoni, senza che le forze politiche responsabili della crisi spieghino alla città il senso delle loro irrefrenabili tarantelle.

Ora saranno costretti a venire allo scoperto: dovranno pubblicamente argomentare quali siano state le ragioni di una crisi tanto grave da indurli a spingere il Sindaco sull’orlo di un dirupo ed esigere a gran voce il ritorno alle urne e quali, poi, dopo appena un paio di settimane, siano state le dirimenti soluzioni approntate, capaci di appianare miracolosamente ogni divergenza.
Con la nostra mozione di sfiducia al Sindaco, a questa maggioranza ed i loro “padroni” politici, li costringiamo a confrontarsi in aula e, finalmente, ad assumersi questa responsabilità, dalla quale sono vergognosamente fuggiti ormai da più di un mese, paralizzando di fatto un intero comune.
Le scelte fatte con questo rimpasto di giunta sono, al contrario, l’ennesima riprova dei soliti meccanismi di sudditanza che fanno poco onore ad un sindaco, assoggettata a queste dinamiche politiche utili solo per tirare a campare.
Prendiamo atto che il Sindaco, per ordine di scuderia, ha dovuto importare un assessore dalla limitrofa Pratola (che, in aggiunta ai vertici di Saca e Cogesa, va a comporre il terzetto magico del potere gerosolimiano) e che ha nuovamente attribuito la delega alle società partecipate ad un assessore raggiunto da un avviso di garanzia nell’abito delle sue funzioni (delega incautamente nuovamente attribuitagli).
Ricordiamo – conclude la nota- che questa crisi è stata incredibilmente innescata dalla maggioranza, pertanto non ci aspettiamo alcuno senso di responsabilità, a cui il sindaco fa appello da parte della maggioranza stessa. Senza nutrire grandi aspettative, ascolteremo su quali prospettive si è ricomposta questa maggioranza e verificheremo se, di nuovo, sarà somministrato l’elenco (ormai infinito) dei problemi di questa città irrisolti per incapacità amministrativa e politica.
Che dire la speranza è l’ultima a morire ma la nostra speranza oggi è quella di farla finita con una politica del ricatto che ha messo in ostaggio un intera città, la nostra città di Sulmona

 

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