Venerdi, 22 giugno 2018

Sulmona e la politica del tirare a.. campare


2018/04/15 10:350 comments

Sulmona, 15 aprile-  Sono tornati a soffiare forte i venti di  un’ennesima crisi  sull’Amministrazione comunale di Sulmona. Anzi i  bene informati ritengono che l’esperienza della Giunta Casini/1 sia ormai esaurita e che bisogna aprire al più presto una nuova fase con un esecutivo di salute pubblica, guidato dallo stesso sindaco. Oppure, la seconda ipotesi, la corsa verso le elezioni di Ottobre.  A determinare la forte accelerazione è stata sicuramente la vicenda del Comandante dei Vigili urbani che si è rivolto all’Autorità Giudiziaria perché accerti se il comportamento del Consiglio comunale nella vicenda del problema riguardante il suo pensionamento sia stato corretto o meno.

La  storia  non è semplice e si presta a diverse interpretazioni. La prima quella di ordine giuridico -amministrativo ed è chiaro  che spetterà a chi di dovere accertare  se ci siano state violazioni comportamentali nelle decisioni dell’Aula. La seconda, più grave, è quella di natura politica, che espone ora la maggioranza a Palazzo san Francesco rimasta silenziosa da questo attacco al Consiglio comunale, nella sua forma istituzionale, da parte di un dipendente della stessa amministrazione.  Un silenzio irritante, senza una parola di chiarezza e di solidarietà da parte del sindaco e Assessore al personale  che ora non godono più della fiducia di buona parte dell’Assemblea. 

 Diversi consiglieri comunali sono stati denunciati per aver esercitato il proprio dovere  e le proprie prerogative di componenti eletti nell’Assemblea civica che talvolta determinano anche responsabilità contabili in presenza di scelte sbagliate.  Un problema quindi assai delicato che pesa come un macigno sul cammino dell’Amministrazione comunale  che ora  va affrontato con l’urgenza del caso e che rischia di condizionare di molto l’attività a Palazzo San Francesco tant’è che ieri sera finito a tarda ora ci sono state due riunioni per definire tempi e strategie da portare.  Ma la settimana che ci siamo lasciati alle spalle ha dimostrato ancora una volta la condizione in cui versa la città che resta isolata politicamente (come gli è capitata negli ultimi anni) dallo scacchiere  regionale. Gli osservatori più attenti avranno notato oltre alla storia del Centro nazionale di Protezione Civile finito ad Avezzano anche  la polemica assai vivace  fra l’Aquila e Pescara sulle risorse assegnate dalla programmazione regionale alle due città. Qualcuno dei nostri amministratori si è forse preoccupato di chiedere alla Regione e a chi ha rappresentato questo  territorio cosa è toccato a Sulmona e al Centro Abruzzo? Anche sulla storia del Masterplan questo territorio  cosa ha raccolto oltre  ai pochi spiccioli per l’Abbazia Celestiniana?

Basta analizzare le convenzioni che il D’Alfonso sta firmando in questi giorni con i tanti comuni abruzzesi. Sulmona non compare mai. Qualcuno si è forse preoccupato chi chiederne ragione di questo trattamento e soprattutto quanta occupazione  ha prodotto l’attenzione verso il Centro Abruzzo? E chi ha difeso questo territorio? Dove stavano, ad esempio, anche   i Consiglieri regionali e parlamentari  di opposizione  e che iniziative hanno assunto  per tutelare la città?

E questa classe politica e amministrativa, non va dimenticato, è quella  che  con due voti a maggioranza del Consiglio comunale di Sulmona con il codazzo di quattro sindaci-compari  del territorio hanno condiviso, a suo tempo, il  piano di declassamento dell’Ospedale civile. E che dire della storia del  dell’esclusione della città dai poli di attrazione, dalle aree di crisi, dalle politiche della mobilità?

Ecco perché i giorni che verranno saranno molto delicati per Sulmona. Dovranno dirci se la città ha la forza e la voglia di rifiutare la rassegnazione e guardare avanti con un pizzico di speranza, lavorando attorno ad un patto di solidarietà politica con gente e partiti affidabili attorno a pochi, pochissimi, problemi. Potrebbe essere un vero banco di prova importante soprattutto se si capirà che questa città nei momenti difficili ha saputo sempre reagire e rimettersi  in moto.  Ma bisogna farlo subito cominciando proprio da Palazzo san Francesco. Se si vuole, perché per la politica del tirare … a campare non c’è più spazio. Buona domenica a tutti.

Asterix

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