Editoriale, Politica

Sulmona e la politica che non c’è

Sulmona, 25 ottobre– Ma che politica è quella che da qualche anno si pratica in città dove tutti sono contro tutti, dove si confonde  comodamente  ruoli politici e istituzionali, dove l’odio sembra  essersi  impadronito  di tutto perfino del dibattito franco e costruttivo che resta pur sempre il nettare della nostra democrazia? Perché da diversi anni , ormai una ventina, si sono susseguiti troppi errori, scelte sbagliate ,ritardi inadempienze  e gli amministratori che si sono alternati non sono apparsi adeguati e troppo distanti dai bisogni reali di una comunità orgogliosa che pure vanta tradizioni robustissime?

  E’ vero che la crisi dei partiti ha indebolito la cultura politica del nostro tempo ma è anche vero che qualcosa si è rotto  se la città sembra ormai impantanata e mal governata a tutti i livelli favorendo in questo modo non solo le mediocrità in circolazione che credono di poter fare carriera o cogliere  qualche vantaggio personale viaggiando con  con l’ascensore della politica oppure scaricare sempre su qualche avversario, sempre lo stesso, le proprie responsabilità o incapacità di amministrare Eppure è regola elemetare che in politica l’avversario non si batte con gli insulti personali o familiari, con l’odio o l’invida, ma con la forza delle proprie idee o progetti. E  naturalmente con i.. voti

 Mi ha colpito molto nei giorni scorsi il ragionamento di Peppino, un calzolaio che abita vicino casa di una vecchia mia zia. Mi fermo spesso a salutarlo quando passo da quelle parti. Uomo semplice, silenzioso, profondo conoscitore della vita e della politica di questa “ nobile e antica città” usa ripetere frequentemente. Oggi è molto amareggiato perché Sulmona  non è piu’ quella di una volta.E’ in mano a gente senza orgoglio e senza passione; una città che non è piu’ capace di alzare la voce per difendere diritti  essenziali e  costruire nuove speranze. La politica , sostiene, negli ultimi venti anni a Sulmona è impazzita, non ha prodotto nulla.

  Anzi non è stata nemmeno capace di difendere l’essenziale. Peppino mi ricorda poi  tante persone protagoniste di stagioni diverse e utili  per Sulmona che si sono allontanate . E giu’ con  un lungo elenco di sindaci  e amministratori comunali, provinciali,  regionali e perfino parlamentari che in modo diverso hanno sempre saputo onorare il proprio impegno. Oggi invece  nulla . Anzi il dibattito  non esiste, manca perfino  quel minimo di  solidarietà fra forze politiche, anche diverse.Figuriamoci se esiste un pizzico di strategia per costruire insieme qualcosa In troppi, senza coerenza, cambiano padrone e bandiera , e anche piu’ volte, passando con grande disinvoltura da una formazione politica all’altra. In diversi non fanno due competizioni elettorali  di fila con la stessa formazione. Una volta, dice Peppino, faceva scandalo passare all’interno dello stesso partito da una corrente all’altra

 Cinquant’anni fa, nel 1970, nasceva il Consorzio per il Nucleo Industriale di Sulmona attorno al quale  la città  ha costruito tanti sogni e speranze Nessuno ne ha parlato, nessuno ha avvertito la sensibilità di ricordare cosa ha rappresentato quella stagione  e magari   promuovere una riflessione attenta sulla storia del Centro Abruzzo Già perchè  da lì è iniziata la storia contemporanea di Sulmona  che segno’ la profonda trasformazione economica e sociale di questo territorio . E come non ricordare che proprio dopo la nascita del Consorzio Industriale,    nei mesi successivi quella  cerimonia ” storica” che si svolse   a  Palazzo San Francesco  con la firma dell’0ccordo di programma tra il sindaco della città Paolo Di Bartolomeo ed il Presidente della Fiat Umberto Agnelli ? Un passaggio storico che sanciva di fatto non solo l’avvio dello stabilimento di Sulmona che garantì occupazione per oltre mille lavoratori ma anche il rafforzamento dell’area industriale della nostra zona con l’arrivo di altre piccole e medie iniziative che comunque assicuravano ulteriori posti di lavoro.

 Quelli erano comunque gli anni in cui la politica si faceva con altri uomini e altre regole. Si faceva soprattutto con coalizioni  ben coese e partiti assai impegnati  sul piano elettorale ma anche amministrativo. In quegli anni l’Abruzzo  contava al Governo due autorevoli rappresentanti ,Gaspari e Natali, uomini forti di un partito  fortissimo, la Democrazia Cristiana, all’interno di una coalizione di centro sinistra dove il Partito socialista,  un alleato affidabile, svolgeva un ruolo di primo in Abruzzo e anche a Sulmona. Il Partito comunista all’opposizione è sempre stato attento e rigoroso ma mai, in nessuna occasione, contro gli interessi del territorio.

Erano gli anni in cui l’Abruzzo con tutta una serie di realizzazioni ( strade, autostrade, ospedali, Università, Traforo del Gran Sasso,Istituto di Fisica Nucleare ecc)  da ultima regione del mezzogiorno divennne prima regione del centrosud tanto da non poter godere piu’ degli aiuti comunitari 

 E come non ricordare, dalle nostre parti, la battaglia per alcune infrastrutture come il casello autostradale , quella della strada a scorrimento veloce, quella della costruzione della nuova ala dell’Ospedale civile ( dieci miliardi in tre annualità)? E la battaglia per la Provincia con la mobilitazione unitaria e massiccia su Pescara in occasione della seduta del Consiglio regionale Negli anni successivi quando iniziò una profonda crisi a livello nazionale ed europeo i segnali si avvertirono pesantemente  anche da queste  parti e sempre, tutti insieme, si cercò di far fronte alle emergenze del tempo.

I Partiti di maggioranza e di opposizione, dal Comune di Sulmona, alla Provincia , alla Regione e fino al Governo centrale, pur nella distinzione netta dei ruoli,  non avevano mai intaccato la necessaria solidarietà per assicurare alla città la giusta protezione politica tanto da spingere il Consiglio regionale nel 2006, pur con un’amministrazione comunale cittadina già  sfilacciata e inconcludente, a dedicare una seduta straordinaria   temi della crisi nella Valle Peligna che portò, subito dopo  ’il Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso il Vice Ministro Sergio D’Antoni (grande amico della nostra città) a sottoscrivere un protocollo d’intesa sulle misure urgenti da adottare da parte del Governo per garantire al Centro Abruzzo considerato “ ventre molle dell’economia regionale” gli strumenti necessari per la giusta ripresa

 All’epoca sembrò, giustamente, un risultato straordinario che sicuramente avrebbe fatto bene al Centro Abruzzo. Sono passati una quindicina d’anni   ma la politica sulmonese che predicava rinnovamento  si è ubbriacata di chiacchiere e polemiche non è stata mai piu’ capace di tornare protagonista. Non si è mai piu’ occupata  di seguire questo problema. Poi l’avvento  del civismo e del qualunquismo hanno fatto il resto. Solo questo? Certamente no e si possono ricercare tante altre ragioni. Di sicuro però  non puo’ sottacersi il fatto che i comportamenti dell’elettorato hanno favorito il resto ed hanno pesato molto

  E allora? Fra qualche mese la città tornerà alle urne per rinnovare il Consiglio comunale che resta pur sempre   la Istituzione principale di riferimento  piu’ vicina ai cittadini. E lì che si gioca il futuro dei sulmonesi perché è lì che si costruisce anche la strategia migliore per spingere il Governo regionale , finora troppo distratto e distante sulle priorità del nostro territorio, a  portare  rispetto  e garantire la pari dignità al Centro Abruzzo

  Questo i sulmonesi lo hanno già capito da tempo e si stanno attrezzando perché si vogliono evitare gli errori di questi anni. Ci riusciremo? Chissà. Ma di queste cose riparleremo presto. Buona domenica a tutti

 Asterix

4 Comments

  1. Ma gli amministratori della città’ chi li ha scelto? Oggi non ci possiamo lamentare se viviamo questa condizione

  2. Il futuro di questa città’ purtroppo non sarà’ migliore della condizione di oggi.Molti partiti sono fantasmi altri sono inutili ma tutti sognano di governare la citta’

  3. Che fine ha fatto Forza Italia a Sulmona? Da molti mesi nessuno ne parla più’ E gli altri partiti del centro destra non hanno da dire nulla ai loro compari della Regione su come e’ ridotta Sulmona?

  4. Non condivido il pensiero del sig.Alfredo perché’ i guai di Sulmona non li hanno prodotto solo quelli i Forza Italia Che fine hanno fatto a Sulmona gli amici di Meloni e di Salvini? Non stanno loro al governo della Regione da qualche anno? Cosa hanno fatto per la nostra città’? Ovviamente il centro sinistra ha le sue responsabilità’.E’ vero prima c’erano i democristiani ora non ci sono più’ Il Pd sembra sempre più’ il vecchio partito comunista che abbaiava sempre e non proponeva mai nulla

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