Editoriale, Politica

Sulmona e la lezione di De Rita

 

Sulmona, 29 settembre – Comunque la si voglia giudicare l’iniziativa organizzata a Sulmona nel pomeriggio di venerdì sulla cosidetta alta velocità per la la linea ferroviaria Pescara Roma è stata  di estrema utilità per la nostra città ed il territorio. Un’occasione, diciamolo con grande franchezza, che ha insegnato a guardare le grandi sfide che attendono il Centro Abruzzo con un occhio e una predisposzione diversa, una cultura adeguata, una conoscenza dei problemi che non può essere più improntata alla superficialità.

Ma è stata anche una lezione alla politica delle lamentazioni, della diffidenza, del chiacchiericcio  che spesso alimentano il dibattito  di casa nostra. Il convegno ha  confermato che la buona politica e i bravi attori che la interpretano fanno le fortune di un territorio. Non c’è piu tempo per le furbizie da quattro soldi, degli amministratori inesperti e sprovveduti,  del “tirare a campare”. Questo da oggi non è più possibile soprattutto se si vuole restituire a Sulmona ed al centro Abruzzo  un ruolo  strategico nella politica di   programmazione regionale  e si vuole svolgere un ruolo da protagonisti e non  da semplici spettatori.

Giuseppe De Rita con la lucidità di sempre  ha parlato  dello sviluppo del paese  che si è snodato lungo l’asse nord-sud ma essendosi esaurito il ciclo storico di traino dello sviluppo meridionale e si sono saturati gli spazi del sostegno esterno, l’Abruzzo si trova  a dover ridefinire un nuovo ciclo di sviluppo cercando nuove vocazioni e il collegamento a nuovi assi di sviluppo strategici. La necessità  di puntare alla politica delle grandi aree e di guardare il collegamento dell’economia laziale e delle attività terziarie che gravitano sulla capitale al corridoio adriatico, attraverso la valorizzazione dell’asse centrale che pone l’Abruzzo come snodo strategico di raccordo tra asse adriatico e asse tirrenico

Da qui  il ruolo di potenziamento delle vie di comunicazione, primo fra tutte quello ferroviario,  veloce tra le due regioni e l’impulso che potrebbe esercitare sull’Abruzzo puntando  la facilità di accesso al grande bacino laziale. E’ vero anche come ha spiegato  con grande lucidità Maurizio Gentile, sulmonese, uomo chiave  di Rtf, quando ha parlato di fascino di questo progetto  ma con grande realismo  ha dovuto ammettere le  difficoltà tecniche di un progetto soprattutto  in alcune tratte come quella della velocizzazione sulla Avezzano-Sulmona condizionata dalle pendenze marcate.

Ora le indicazioni emerse da questo confronto vanno valutate e riflettute attentamente dalla politica locale e regionale. La presenza del Governatore Marsilio è stata utile perché per la prima volta, forse, in forma ufficiale dal suo insediamento ha potuto toccare con mano uno dei tanti problemi che interessano questo territorio. Le sue conclusioni non sono piaciute alla stragrande maggioranza dei presenti perché sono apparse di circostanza e poco convinte ma hanno dimostrato  che questa fetta di territorio regionale oggi non intende piu’ restare a guardare e aspettare la Regione. E lo deve fare necessariamente abbastanza in fretta. Perché?

 De Rita è legato  alla nostra città. Una trentina di anni fa (febbraio 1992) era stato a Sulmona per presentare lo studio “l’area sulmonese nello sviluppo del Centro Abruzzo: ruoli, vocazioni e prospettive” realizzato dal Censis e commissionato dalla Comunità montana. Un documento guida che avrebbe dovuto accompagnare la politica della città e del Centro Abruzzo che poveva in evidenza la centralità della  questione dello sviluppo, la necessità di ‘ridare linfa’ progettuale allo sviluppo del comprensorio di Sulmona. E poi ancora la necessità di rifare sistema avanzato ed infine un pacchetto di proposte settoriali che avrebbero dovuto caratterizzare la politica in questo territorio negli anni successivi. Di quel documento la politica sulmonese non solo non ha mai fatto tesoro ma non lo ha mai utilizzato per avviare un confronto serrato e indispensabile con la Regione. Quando venerdì sera De Rita  in un passaggio veloce della sua relazione ha fatto riferimento a quel documento ed i consigli non ascoltati dai sulmonesi  in tanti hanno provato imbarazzo. Già perché dopo tanto tempo  il Centro Abruzzo  sta ancora alla ricerca di una propria strategia per lo sviluppo degli anni che verranno ma, si sa, in politica il treno dello sviluppo passa una volta sola. Per  la seconda semmai bisognerà aspettare almeno una… trentina di anni. E questo francamente, come ci ha spiegato De Rita, il nostro territorio non può permetterselo piu. Buona domenica a tutti.

Asterix

 

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