Attualità

Sulmona: Docente di religione risarcita dal Miur

 

Sulmona, 18 novembre- Per la prima volta, Il Tribunale di Sulmona, nella persona del Giudice del lavoro, dr.ssa Alessandra De Marco, condanna il Ministero dell’Istruzione a risarcire i danni nella misura di 8 mensilità in favore di una docente di religione di scuola secondaria di II grado, assistita dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, a causa dell’abusiva reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi, censurata dall’accordo quadro, sui contratti a termine, allegato alla direttiva 1999/70 CE.

La sentenza acquista un particolare rilievo in quanto il primo e unico concorso per docenti di religione si è svolto nel 2005 e, dopo 15, si aspetta ancora il secondo. Nell’attesa che si esplichi la nuova procedura concorsuale si è proceduto a scorrere la graduatoria del primo ricorso, ma  i posti disponibili per le immissioni in ruolo  a livello nazionale sono state soltanto 472, a fronte di oltre 10 mila posti liberi. Nella diocesi di Sulmona, nel settore Infanzia-Primaria sono stati assegnati solo due posti, e 3 in quello secondaria di I e II grado, costringendo il Ministero a ricorrere ad abusive reiterazioni di contratti a tempo determinato  per docenti di religione che insegnano da ormai molti anni.

I legali, che avevano ottenuto dei precedenti nel Tribunale di Avezzano, hanno prospettato al giudice che la particolarità del sistema di reclutamento dei docenti di religione, introdotto dalla legge 186/03, istitutiva di due distinti ruoli regionali (per la primaria e la secondaria), non giustifica che detto reclutamento avvenga in modo da lasciare scoperti un numero rilevante di posti per un tempo potenzialmente indefinito, posti cioè destinati a rimanere vacanti e disponibili per l’intero anno scolastico in quanto privi di titolare, e, quindi, posti che costituiscono organico di diritto.

Infatti, la peculiarità del reclutamento dei docenti di religione non incide sulla regolamentazione del rapporto, lasciato allo Stato italiano, riservandosi la Chiesa esclusivamente un intervento di controllo non sul tipo di rapporto, bensì sulla persona dell’insegnante di religione cattolica, attraverso i meccanismi del rilascio dell’idoneità e della partecipazione alla fase della nomina, onde sia garantita la conformità del docente a determinati standard di natura sia culturale che etica. Tale elemento di specialità, che il Ministero riteneva decisivo per escludere la configurazione dell’abusiva reiterazione dei contratti, invece, per i legali non incide affatto sul divieto di abusivo ricorso ai contratti a termine anche per questa categoria di insegnanti.

L’avvocato Salvatore Braghini esprime piena soddisfazione per tale risultato in quanto – afferma –  “anche il Tribunale di Sulmona riconosce per i docenti di religione la perdita di chance per la mancata indizione dei concorsi ogni tre anni come previsto dalla legge, ma ora, per ottenere piena giustizia, bisognerà regolarizzare tutti docenti di religione precari iscritti nella graduatoria del primo e unico concorso”.

2 Comments

  1. Grazie avvocato per questo intervento, io mi trovo nella stessa situazione. Idoneo all’unico concorso del 2004, insegno da 23 anni, e sempre con contratto a tempo determinato. Insegno in una scuola secondaria di II grado su posto vacante, nella mia diocesi, l’organico è al di sotto del 70%. Voglio giustizia.

  2. Antonella Marcuccio

    Forza avvocato, il MeF deve autorizzare l’immissione in ruolo di tutti gli altri idR inseriti nelle graduatorie di merito, poiché vincitori del concorso del 2004! Non sta scritto da nessuna parte che la legge 159/19 prevedeva l’immissione solo di una percentuale di docenti!

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