Giovedi, 13 dicembre 2018

Sulmona-Dachau 8 ottobre 1943: il viaggio da non dimenticare


2018/10/08 08:460 comments

Sulmona,8 ottobre– Non doveva far troppo freddo, quando esattamente settantacinque anni fa, 380 prigionieri furono obbligati a lasciare il carcere della Badia per prendere il treno che li avrebbe portati al campo di concentramento di Dachau, in Germania.

Erano passate poche settimane, da quando, i tedeschi avevano occupato i territori della valle peligna, in seguito all’Armistizio di Cassibile che segnava l’inizio della resistenza italiana contro il nazifascismo.

L’ultima luce di speranza deve essersi spenta proprio allora negli occhi dei prigionieri politici italiani detenuti nel carcere della Badia, ormai occupato dai tedeschi, perché tra il 25 luglio e l’8 settembre, il Ministro Gaetano Azzariti aveva emanato un provvedimento di scarcerazione, seppur con delle riserve, proprio per i politici italiani detenuti nei territori di occupazione.

In pochi minuti di quell’8 ottobre le speranze e il destino di quei prigionieri, italiani e stranieri, furono stravolti perché obbligati, sotto la minaccia delle armi tedesche, a scendere nel cortile dell’abbazia di S. Spirito al Morrone per essere deportati in uno dei campi di concentramento storici della Germania nazista.

Centinaia di uomini, costretti a salire su dei convogli utilizzati per trasportare bestiame e tra di loro c’erano anche alcuni antifascisti Italiani, come il socialista Giovanni Melodia, alcuni detenuti per reati comuni e gli uomini del vicino comune di Roccacasale incarcerati con l’accusa di aver favorito la latitanza dei prigionieri alleati fuggiti dal vicino campo di concentramento di Fonte d’Amore.

Arrivarono a Dachau, dopo un viaggio di cinque giorni e sei notti, e nei giorni successivi furono trasferiti in altri campi nazisti. Dei 380 deportati, ci furono dei sopravvissuti, come quei 4 uomini di Roccacasale, incarcerati per favoreggiamento alla latitanza, ma ci furono anche i non sopravvissuti, tra i quali due ragazzi di 16 anni: Michele Scarpone e Angelo De Simone.

Per non far cadere nell’oblio, questo tragico evento, il  Centro Studi e Ricerche Carlo Tresca ha voluto rendere omaggio alle vittime di quei giorni ricordando i risultati provvisori di una ricerca condotta da Mario Salzano dell’ Università degli Studi di Teramo.

Manuela Susi

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