Venerdi, 26 aprile 2019

Sulmona: Cerimonia in onore di Giuseppe Capograssi


2019/03/21 18:270 comments

 

 

Sulmona, 21 marzo– Cerimonia questa mattina a Sulmona, in Viale Papa Giovanni XXIII in onore di Giuseppe Capograssi, filosofo e giurista Sulmonese, considerato una delle massime espressioni del Ventesimo Secolo di cui oggi ricorre il cento trentesimo anniversario della nascita, avvenuta il ventuno marzo 1889. Presenti il Sindaco della città di Sulmona Annamaria Casini, il Presidente del Consiglio Comunale Katia Di Marzio, i Consiglieri Comunali Bruno Di Masci ed Elisabetta Bianchi, Autorità Militari quali Francesca La Chioma Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sulmona, il Capitano dei Carabinieri Maurizio Di Nino Guida, Comandante della Compagnia di Sulmona, il Capitano Luigi Falce Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Sulmona, il Comandante della Polizia Municipale Leonardo Mercurio ed il tenente Maurizio Paolini, Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Sulmona Aura Scarsella, il Vescovo della Diocesi di Sulmona Valva Sua Eccellenza Monsignor Michele Fusco, l’avvocato Lando Sciuba ed il Consigliere Comunale Elisabetta Bianchi i quali, entrambi, hanno ricordato la figura immortale di Giuseppe Capograssi come uomo, Sulmonese, giurista, filosofo.

È stata deposta una corona con il Tricolore Italiano dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio Comunale quale forma di ossequio sia della città, sia dell’Italia intera, alla memoria di Giuseppe Capograssi. Lando Sciuba, nel Suo intervento, ha rimembrato che Giuseppe Capograssi, in qualità di docente universitario non giurò fedeltà al regime fascista, ma sarà ugualmente rispettato ed ossequiato da tutti. Elisabetta Bianchi nel Suo intervento ha ricordato in una delle opere di Capograssi, dal titolo “Incertezze sull’individuo” quanto per Giuseppe Capograssi la persona sia fondamentale ed importante. Giuseppe Capograssi nasce nella città di Sulmona il ventuno marzo del 1889 da Vincenzo Capograssi e Concetta Faraglia. Il lignaggio risulta nell’elenco delle famiglie nobiliari stilato il ventuno dicembre 1572 per ordine Regio con i magnifici Aloisio, Dionisio, Ascanio, Hortentio. Il lignaggio avrà un ruolo fondamentale nella guida della città di Sulmona. Giuseppe Capograssi è stato Docente Universitario nelle Università di Sassari, Roma, Macerata, Padova, Napoli; è stato filosofo, giurista, nonché moralista ed è considerato uno dei più grandi filosofi e giuristi del XX secolo italiano.

Viene nominato giudice della Corte Costituzionale e muore il ventitre aprile del 1956 proprio nel giorno in cui la Consulta iniziava la Sua funzione Costituzionale e giuridica posta alle garanzie Costituzionali, ai sensi degli articoli 134, 135, 136, 137 della Costituzione, insiti nel Titolo VI Garanzie Costituzionali Sezione I La Corte Costituzionale. Giuseppe Capograssi è stato altresì membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Giuseppe Capograssi era molto schivo amava il Suo mondo, la riservatezza, ma osservava il mondo attuale che lo circondava con particolare attenzione, così come dimostrano i Suoi scritti. Fra i Suoi scritti principali rimembriamo Saggio sullo Stato, La nuova Democrazia diretta, Analisi dell’esperienza comune, studi sull’esperienza giuridica, Il problema della scienza del diritto, introduzione alla vita etica, i Pensieri a Giulia consegnati a Giulia Ravaglia Sua futura moglie, Incertezze sull’individuo opera nella quale l’individuo, la persona per Capograssi, rappresenta il problema centrale della filosofia, con la persona vista nel Suo esistere, nel Suo agire. Il Busto della Sua persona, collocato fra Via Papa Giovanni XXIII e Piazza Capograssi, sede del Palazzo di Giustizia cittadino, rappresenta una forma di deferenza, memoria indelebile. Giuseppe Capograssi è una preziosa identità storica della città di Sulmona la quale oggi, con tale cerimonia, ha voluto onorare il centotrentesimo anniversario della Sua nascita quale bagliore imperituro dell’inizio della vita di un grande uomo, di un eminente filosofo e giurista, che l’Italia ed il mondo ossequiano, ricordano, additano.

Andrea Pantaleo

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