Cultura

Sulmona: c’era una volta…..

 

Sulmona, 10 ottobre– Torniamo nel celebre, storico salotto della città, Piazza XX Settembre, per raccontare altro avvenimento entrato di diritto nella storia contemporanea della città. Siamo nel 1925 in epoca dell’avvento del fascismo e, giovedì 30 aprile 1925, è ennesima giornata straordinaria poiché, la città, rende il sommo saluto ed immortalità ad uno dei suoi cittadini fra i più illustri che abbia mai avuto, il poeta latino Publius Ovidius Naso al quale, la città, dedica la statua collocata in Piazza XX Settembre, nell’entusiasmo generale. Presenti cittadini, autorità civili, militari, religiose, tutti desiderosi di non mancare.

In città giunge Sua Maestà il Re d’Italia Vittorio Emanuele III il quale è stato Re d’Italia, Imperatore d’Etiopia, Primo Maresciallo dell’Impero e Re d’Albania. Abdica il 9 maggio 1946 e gli succede il figlio Umberto II. Il suo lungo regno (46 anni) vede, oltre alle due guerre mondiali, l’introduzione del suffragio universale maschile (1912) e femminile (1945), delle prime importanti forme di protezione sociale, il declino ed il crollo dello Stato liberale (1900 1922), la nascita ed il crollo dello Stato fascista (19251943), la soluzione questione romana (1929), il raggiungimento dei massimi confini territoriali dell’Italia unita e le maggiori conquiste in ambito coloniale (Libia ed Etiopia). Vittorio Emanuele III muore poco più di un anno e mezzo dopo la caduta del Regno d’Italia.

Presenti inoltre alla cerimonia sulmonese il sindaco della città Pilade Perrotti, il barone Alessandro Sardi, il vescovo della diocesi Sulmona Valva Nicola Iezzoni. In un tripudio di bandiere tricolori, con la folla esultante, la città si prepara a rendere omaggio ad Ovidio con una statua che, ancora oggi, è presente in Piazza XX Settembre quale presenza perenne ed imperitura di Ovidio il quale ascolta, osserva, ed è sempre immerso nei suoi autorevoli pensieri e riflessioni. Già dal XIX secolo si inizia a pensare alla realizzazione di una statua ad Ovidio; siamo nel 1857 ed a Sulmona già si ha una sottoscrizione pubblica, al fine di ottenere i denari occorrenti per realizzare la statua del poeta, ma l’iniziativa non ha seguito. In data 30 agosto 1887 la città rumena di Costanza procede ad onorare e immortalare la figura di Ovidio con la collocazione di una statua in bronzo, realizzata dall’artista Ettore Ferrari. Nella città rumena di Costanza Ovidio trascorrerà il suo esilio sino alla morte, attendendo un’indulgenza che mai giungerà. Quasi quarant’anni dopo la città di Sulmona vedrà la realizzazione della statua in onore e alla memoria di Ovidio, la quale sarà anch’essa realizzata da Ettore Ferrari, il quale non prenderà parte alla cerimonia inaugurale, poiché fervente repubblicano e tenace oppositore al regime fascista. Alla cerimonia parteciperanno molti cittadini con Piazza XX Settembre gremita di pubblico. Publius Ovidius Naso  nasce da una famiglia ascritta all’ordine equestre nel marzo del quarantatre avanti cristo, ed è per l’appunto autore di opere celebri e famose in tutto il mondo.

La sua produzione è molto ampia: Metamorfosi, Medea, Amores, Heroides, Ars Amatoria, Remedia amoris, Medicamina faciei femineae, Fasti, Tristia, Epistulae ex ponto, Halieutica, Ibis, tutte a costituire un mosaico illustre di Ovidio con la sua genialità. Ovidio rappresenta una storia illustre: può essere considerato uno degli ambasciatori fra i più autorevoli della millenaria città di Sulmona, una delle massime espressioni di cultura. Sulla figura di Publius Ovidius Naso, vi è anche un racconto affascinante, il quale ha come tema la sua carrozza trainata da quattro cavalli, con la quale Ovidio si recava nella villa a Fonte d’Amore. Nella città di Sulmona vi è una realtà che vogliamo ricordare: molti si chiamano Panfilo in onore di San Panfilo, patrono della città, ma pochi hanno il nome Ovidio altro celebre nominativo poiché riconducibile al poeta latino Sulmonese, immortale per la sua vita, cultura, opere scritte. La città di Sulmona vanta un patrimonio culturale, storico, d’arte, fra i più autorevoli e secolari. Ricordiamo che molti nel corso della storia sono stati gli uomini di pensiero, cultura, i quali hanno onorato la città; ne ricordiamo alcuni: Giovanni Quatrario, Innocenzo VII, Gentile Merlini, Marco Francesco Barbato, Probo Mariano, Ercole Ciofano, Emilio De Mattheis, Ignazio Di Pietro, Niccolò Rainaldi, Leopoldo Dorrucci, Panfilo Serafini, Giuseppe Celidonio, Nunzio Federico Faraglia, Pietro Piccirilli, Antonio De Nino, Giovanni Pansa, Giuseppe Capograssi. Ricordiamo anche alcuni poeti sulmonesi vissuti nel XVI secolo i quali sono stati Domizio Rainaldi, Dario Di Cesare, Francesco Rossi, Fabrizio Quatrario, Gasparro Veraldi, Geronimo Tinto, Geronimo Grua, Giambattista Sanità, Giambattista Nicolia, Giambattista Colombino, Luca De Vecchis. Sulmona, circondata da borghi dal fascino medievale, in una valle che conserva l’incanto della civiltà rurale, patria del Poeta dell’amore, preserva il glorioso passato, l’antico splendore.

   

Andrea Pantaleo

 

Fotografie tratte dal libro Sulmona in camicia nera immagini di un’epoca autore Giuseppe di Tommaso edito dalla casa editrice Emmetre Sulmona 2012. 

2 Comments

  1. Marcello Romano

    Pilade Perrotta non era il sindaco , ma il Podestà, così veniva chiamato il primo cittadino con il fascismo al potere

  2. Andrea Pantaleo

    Ora le rispondo io visto e considerato che lei continua a pensare di dare lezioni di giurisprudenza, storia sia contemporanea che arcaica e, chi più ne ha, più ne metta. La figura del podestà viene istituita mediante il Regio Decreto 3 settembre 1926 N° 1910. Prima dell’entrata in vigore del Regio Decreto da me menzionato vi è ancora la figura del Sindaco. Per maggior chiarezza storica, giuridica, istituzionale, politica, menziono tutti i sindaci del periodo prima dell’entrata in vigore del Regio Decreto ut supra menzionato in scritto di commento: Pilade Perrotti è stato Sindaco della città di Sulmona dal 6 luglio 1921 al 16 aprile 1926; in seguito sarà Commissario dal 16 aprile 1926 al 15 agosto 1926. Pilade Perrotti sarà Podestà di Sulmona dal 15 novembre 1943 al 4 dicembre 1943. Quando viene inaugurata la statua di Ovidio la figura del podestà non è ancora stata istituita poiché, la statua di Ovidio, viene inaugurata il giovedì 30 aprile 1925. Prima di lui sarà Sindaco di Sulmona, non Podestà, Alessandro Sardi dal 18 novembre 1920 al 16 aprile 1921; ossequi.

    Andrea Pantaleo

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