Economia

Sulmona, andiamo a ricominciare

Sulmona, 1 ottobre-  In città  si continua a parlare del significato del Convegno di venerdì scorso che si è tenuto a Sulmona sulla vicenda dell’alta velocità e del nuovo ruolo che potrebbe assolvere una infrastruttura strategica come la ferrovia Pescara-Sulmona-Roma divenuta fra le priorità della  politica di programmazione regionale e  ovviamente del  ruolo che la nostra città ed il nostro territorio potrebbero assolvere in futuro.

 Franco Iezzi che è stato il promotore e l’organizzatore dell’iniziativa ha avuto sicuramente una grande intuizione nel saper cogliere questo passaggio storico che potrebbe aprire prospettive interessanti da non sottovalutare.

D’altra parte le riflessioni  di De Rita sulla ricetta prescritta per il centro Abruzzo una trentina di anni fa ( anche quello studio era stato commissionato da Iezzi Presidente della Comunità montana di quel tempo) sono la riprova che forse qualcosa , troppe cose, non hanno funzionato in questi anni valutando i risultati ( scarsi), il lavoro svolto dalla classe politica delle diverse coalizioni ( nulla),le speranze affievolite del centro Abruzzo

E allora che fare ? Come ha rilevato questo giornale piangersi addosso ora  non serve piu’, polemizzare in maniera sterile e insignificante secondo vecchie pratiche nostrane anche. Anzi questo metodo ha sempre favorito i mediocri, incapaci, uomini, formazioni e partiti che svolgevano altre pratiche  La sfida dei prossimi mesi e dei prossimi anni passa inevitabilmente attraverso la qualità delle proposte che ciascuno sapra’ avanzare per far bella  questa città e per restituire speranze a questo territorio. Da qui allora l’esigenza di non disperdere le indicazioni emerse dal convegno sull’alta velocità.

Il tema sollevato da De Rita sul ruolo delle grandi aree nella programmazione  dei nostri tempi impone una presa di coscienza prima di ogni cosa dei sindaci di tutto il vasto territorio interessato a questo grande progetto. A loro sono demandati compiti e responsabilità nuove.Occorre un dialogo costruttivo e di prospettiva fra l’Abruzzo e Roma capitale e ma anche fra le  Regioni Lazio e Abruzzo.La vicenda dei rifiuti traferiti dalle nostre parti sono anche il risultato di un dialogo interistituzionale attivato da tempo che oggi potrebbero favorire anche nuove relazioni-. E che dire della storia dei trasporti su gomma ( a proposito anche su questo settore  andrà svolta una riflessione a parte) quando si voleva smantellare e spostare l’arrivo dei pulman a Tirburtina ?

Ma per  guidare questi processi ci vogliono idee forti, innovative ma anche uomini giusti che sappiano garantire equilibrio alle decisioni e soprattutto spegnere focolai di polemiche. Insomma un Comitato di Coordimamento prestigioso che sia anche un comitato di saggi e di garanzia capace di accompagnare i primi passi di questa nuova stagione che potrebbe iniziare assai presto

 Infine il ruolo della Regione non puo’ essere piu’ marginale o occasionale. Sulmona ed il Centro Abruzzo debbono tornare protagonisti nelle politiche e sulle scelte che la Regione dovrà portare avanti nei prossimi mesi o anni.Come? Facendosi ascoltare prima di ogni cosa e poi  esaltando la coesione territoriale.Anni addietro il Comune di Sulmona ( Giunta Ranalli) aveva formalmente costituito un apposito  gruppo di lavoro formato da studiosi ed esperti locali per affiancare l’Amministrazione comunale a costruire una  forte sinergia con i comuni del Centro Abruzzo. C’erano stati anche alcuni incontri in Regione e con la conferenza dei Capigruppo a Palazzo dell’Emiciclo. Quel lavoro che era solamente l’inizio di un percorso poteva approdare a buoni risultati.Poi tutto fu accantonato per miopia politica e micro interessi di bottega di qualche fenomeno della politica locale. Anche questo aspetto è un segnale per ripartire

 Non c’è piu’ tempo per inseguire i problemi: da quelli delle aree interne, a quelli dei trasporti,da quelli della sanità( ospedale declassato,servizi,punto nascite ecc.) a quelli del lavoro.

Secondo noi una  via obbligata( al momento forse la sola) resta quella delle sette aree funzionali,il progetto dell’Università D’Annunzio e del prof. Mascarucci presentato  tre anni fa. Non sarebbe sbagliato se qualche consigliere regionale del territorio, o qualche partito  decidessero di adottare quel progetto e di farne un disegno di legge regionale per spingere l’Assemblea abruzzese ad uscire dall’immobilismo nella quale è venuta a trovarsi

Il recepimento, ad esempio,della proposta di suddivisione ottimale del territorio regionale in 7 Aree Urbane Funzionali da parte della Regione permette alla Regione stessa di attuare su scala locale politiche di sviluppo  e rende i territori  protagonisti nella  progettazione strategica del loro futuro, li mette in grado di  intercettare fondi comunitari e nazionali da destinare alla crescita e di interfacciare con la programmazione regionale.

  Per  il territorio Peligno e l’intero Centro Abruzzo, come ha rilevato spesso il prof. Aldo Ronci, possono tornare a sperare di essere riconsiderati una “Area Urbana Funzionale” e Sulmona tornare ad essere la Città Media di riferimento per la fornitura dei servizi essenziali (Polo di Attrazione).

Queste riconsiderazioni, gioco forza, dovranno tra l’altro comportare un ripensamento sulla riorganizzazione dei servizi ospedalieri regionali che dovrà prevedere anche a Sulmona un Ospedale DEA di I livello a servizio dell’Area Funzionale Urbana prevista dal Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio”

Insomma,proprio per non farla lunga, forse la nuova stagione  per la politica locale, ma anche regionale, potrebbe avviarsi e  trovare nuovi impulsi e forti motivazioni  secondo  un percorso nuovo  per  recuperare il  tempo perduto ma anche per affermare la nuova cultura politica  dove non contano piu’ solamente il numero dei consensi dell’urna ma la capacità e la forza delle idee da mettere al servizio del proprio territorio. O.. no? (h. 9,30)

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