Cultura

Storia del Tricolore Italiano

 

 Sulmona, 7 gennaio- Il Tricolore Italiano, la nostra bandiera nazionale, foriera della storia gloriosa nella nostra nazione, del nostro passato, nasce a Reggio Emilia sabato sette gennaio millesettecentonovantasette, grazie al parlamento della Repubblica Cispadana, a seguito della proposta del deputato Giuseppe Compagnoni. Lo stendardo, la bandiera cispadana, da questo istante è considerato emblema universale con i suoi tre colori verde, bianco, rosso. Siamo nell’Italia nella quale si hanno le vittorie di Napoleone Bonaparte, nella prima campagna d’Italia,momento storico nel quale sorgeranno molte repubbliche fra le quali ricordiamo le repubbliche Ligure, Romana, Partenopea, l’Anconitana. La maggior parte di tali stati non sopravvive all’offensiva attuata dall’Austria e dalla Russia avutasi e iniziatasi nel millesettecentonovantanove. A seguito del Congresso di Vienna, una volta terminato, il nostro vessillo tricolore viene detronizzato dalla cosiddetta Restaurazione ma, nonostante ciò, continua ad essere esposto, innalzato, utilizzato, quale emblema di libertà ed identità italiana. Nelle azioni di prima linea dei moti del milleottocentotrentuno, nelle sollevazioni Mazziniane, nella leggendaria ed imperitura impresa eroica del fratelli Bandiera, nella sollevazioni degli stati della Chiesa. In ogni parte e territorio d’Italia, del suolo Italico, il Tricolore Verde, Bianco, Rosso, esprimono un’anime speranza, una medesima unità ed identità patriottica nazionale. Nel suo canto agli italiani composto nell’anno milleottocentoquarantasette Goffredo Mameli, descrive tali realtà, tali emozioni straordinarie ed immortali. Si giunge ai moti del milleottocentoquarantotto, alle cinque giornate di Milano; Milano città indomita ed altera si solleva contro l’invasione straniera. Seguono scontri e s’innalzano barricate contro l’esercito austriaco.

Da Milano a Venezia, da Roma sino a Palermo, fervono gli ideali di unità, coesione nazionale, popolare; tutti i ceti sociali si uniscono sotto l’egida dei valori dell’unità nazionale, del comune senso di appartenenza all’essere italiani. Giovedì ventitre marzo milleottocentoquarantotto sua Maestà  Carlo Alberto, Re di Sardegna, annuncia il proclama della prima guerra d’indipendenza, il quale è immediatamente recepito ed accolto dalle popolazioni del Lombardo Veneto. La prima guerra d’indipendenza è combattuta dal Regno di Sardegna, dai volontari italiani contro l’Impero austriaco, e le altre nazioni conservatrici, dal ventitre  marzo milleottocentoquarantotto al ventidue agosto milleottocentoquarantanove nella penisola italiana. Il Risorgimento Italiano vedrà combattersi ben centouno battaglie occorse al fine di unire il suolo italiano in un’unica nazione, bandiera, identità nazionale. Molti giovani, motivati dagli ideali di unità nazionale, moriranno in questi conflitti risorgimentali. In questo percorso storico immortale il nostro Tricolore è sempre presente, protagonista. Il diciassette marzo del milleottocentosessantuno si proclama in nuovo Regno d’Italia, con la bandiera la quale è quella adottata nella prima guerra d’indipendenza.

La legge che definirà la bandiera nazionale giungerà solamente nel millenovecentoventicinque; nel Tricolore viene introdotto lo stemma della casa Reale dei Savoia. Dopo la nascita della Repubblica, evento avutosi nel millenovecentoquarantasei, a seguito del referendum svoltosi il due giugno dello stesso anno il quale, fra luci ed ombre, vede la vittoria della Repubblica a vantaggio della Monarchia, mediante un decreto presidenziale del diciannove giugno millenovecentoquarantasei si procede a stabilire come sarà la nuova bandiera, confermata dall’assemblea Costituente, ed in seguito inserita nell’articolo dodici della Costituzione, norma costituzionale insita nei principi fondamentali sui quali si fonda la Repubblica Italiana. Il Tricolore Italiano vede anche la presenza nella sua bandiera dell’Aquila Romana; tale vessillo sarà adottato dalla Repubblica Sociale Italiana (RSI) fondata a Salò da Benito Mussolini, dai gerarchi e seguaci fascisti. Ricordiamo anche il Tricolore italiano con la sigla del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) menzionata nel Tricolore. Il nostro Tricolore Italiano oggi festeggia e compie duecentoventiquattro anni di vita, ma non li dimostra fatto: è sempre giovane, affascinante, foriero d’una storia nazionale gloriosa, immortale. Il nostro Tricolore ha il dono dell’eterna immortalità, dell’imperitura italiana identità. Auguri all’Italia, agli Italiani, al nostro Tricolore.

Andrea Pantaleo

8 Comments

  1. Mario Setta

    Un bell’excursus storico di due secoli sotto il simbolo della bandiera. Complimenti.

  2. In realtà non sono d’accordo. È un simbolo troppo recente per essere degnamente identitario in relazione alla lunghissima;se non unica nel pianeta terra; profondità storica che caratterizza complessivamente l’Italia nei suoi singolari aspetti culturali e sociali. Di più è una “prescrizione” francese adottata in un periodo minore delle vicende italiane e ciò insieme ad una condotta statalista ancora presente e che è stata, come tutt’ora, poiché non indigena, molto maldigerita da larghe fasce di abitanti della Penisola ,e specialmente nella totalità della popolazione meridionale di radicate abitudini esistenziali godute nella superiore e più moderna visione di umanità degli Stati Napoletani che beneficiarono di 800 anni di complessiva pace non aggredendo militarmente mai nessun altra nazione. Rappresenta poi una monarchia di un regno precedente che è assolutamente ed irremeabilmente finita con la istituzione della Repubblica del 1946. Per i miei ideali di cittadino italiano è inopportuno se non indecente che nel 2021 ancora per mancanza di coraggio nelle opportune riforme un Presidente della Repubblica risieda ancora in Quirinale come il Re e si circondi ancora di una guardia reale come i corazzieri.

    • Andrea Pantaleo

      La sede istituzionale del Presidente della Repubblica non è l’unica esistente al mondo quale residenza ufficiale. Quanto ai Corazzieri l’Arma dei Carabinieri che, in epoca monarchica, sarà dei Reali Carabinieri giunge al Quirinale perché sia fondata dai Savoia, sia perché erano le guardie del Re. Inoltre con il passaggio all’Italia Repubblicana le normative non sono state modificate anche perché, il Presidente della Repubblica, è posto al di fuori dei tre poteri Legislativo, Esecutivo, Giudiziario e, l’Arma dei Carabinieri, ha mantenuto la presenza al Quirinale anche come continuità storica perché il passato ed il presente sono collegati. Se per lei il Tricolore è un simbolo troppo recente significa azzerare il Risorgimento Italiano, le centouno battaglie occorse per unire il suolo italiano, l’articolo 5 della costituzione che pone l’unità e l’indivisibilità della Repubblica, quale proseguo ed in ossequio all’unità d’Italia istituita nel 1861, mediante la legge 17 marzo 1861 numero 4661, l’articolo 12 della costituzione il quale sancisce che la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. Ricordo inoltre che sia i principi fondamentali, sia la prima parte della Costituzione, non possono essere revisionati nemmeno con la procedura aggravata prevista dall’articolo numero 138 della costituzione. La Corte Costituzionale con la sentenza numero 1146 del 1988 ha stabilito che, la Costituzione Italiana, ha principi supremi che non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale. Infine se per lei il Tricolore italiano è apparso solamente ieri mattina, se lei lo ha visto per la prima volta ieri mattina, credo sia una sua questione strettamente personale.

      Andrea Pantaleo

      • Gentile Pantaleo, fermo restando le norme ed i documenti ufficiali che lei legittimamente richiama, io permango nel credere che, se già 1000 anni prima di Napoleone o di Garibaldi, da Alcamo a Montecassino e sino a Verona parlavano e scrivevano una lingua non più classica ma lo stesso comprensibile reciprocamente tra di loro, allora significa ; anche al suo opposto ricordando una tra le più famose deduzioni critiche di Benedetto Croce, e cioè che , in Italia “non si può non essere cristiani” ; che i carbonari od i garibaldini hanno soltanto sinceramente creduto di fare l’Italia, perché culturalmente era stata fatta almeno 1000 anni prima dalla volontà delle bigotte nei luoghi sacri e nelle chiese che per stessa convinzione praticavano gli stessi riti cristiani contribuendo con la devozione a quella immensa ed ancora immediata tradizione Cristiana che più di ogni altra cosa in assoluto caratterizza poderosamente l’eredità d’ ltalia, nei suoi millenni. Per mia opinione, e per ciò che ritengo l’Italia sia , il colore che più nel tempo ne rappresenterebbe l’ essenza è il colore della Madonna.Quindi un monocolore azzurro che invece della valenza sportiva come la maglia della Nazionale significherebbe una Nazione madre di tutti gli italiani come lo è per i cristiani la Madonna che tutti conosciamo e veneriamo con lo stesso uguale tenore delle generazioni prima di noi. Da abruzzese poi, ed assolutamente fiero, al centro ci porrei un cerchio bianco, senza alcun significato olimpico , ma che ricordi le tombe a cerchio di pietra calcarea del nostri primi padri italici che ci hanno tramandato posizionate indenni nelle sommità dei colli , e che già un migliaio di anni prima di Cristo mostravano tale vigoroso sentimento civile nella cura dei defunti.
        Gentile Pantaleo, non deve concordare perché è un fatto storico che il tricolore è stato usato per tutte le salse, Repubbliche Cisalpina Cispadana e Transpadana di orbita francese ( poi nella ultima Repubblica Padana di Bossi è stato accantonato a favore di altri simboli) poi il Regno d’Italia,poi le colonie, poi il Fascismo poi la R.S.I. di orbita germanica ,poi è confluito in questa Republica ma con il successore di Bossi che adesso la onora e la bacia come (e forse con un occhio alle pie donne attuali) il crocifisso.Potra’ invece condividere la perplessità, visti gli eventi politici italiani degli ultimi due secoli ,che il verde della bandiera forse e’ inteso del colore del prezzemolo, che va bene con tutte le minestre.Saluti.

  3. Pasquale

    Mamma me’ che pensiero profondo di antialiano !!

  4. I suoi ideali di cittadino italiano di stile Trampiano per fortuna che in questo Paese coincidono con una minima parte della nostra popolazione.Se poi Lei si pone anche il problema della residenza del Presidente della Repubblica in luogo simbolo di questo Paese quasi che altrove i Presidenti vivessero in un Condominio allora dicono a Roma ” Annamo bene”

  5. Andrea Pantaleo

    Gentile gds, lei, come afferma, preferisce il bicolore e associa il verde della bandiera al prezzemolo. Complimenti per la sua analisi squisitamente gastronomica, per la sua esposizione storica di encomiabile valore culturale. L’alimentazione, ha ragione, da sempre è l’elemento fondamentale della vita; “basta che se magna”.

    Andrea Pantaleo

    • Gentile Pantaleo, nella introduzione alla “Critica della ragion pratica” curata dal grande Prof. Vittorio Mathieu recentemente scomparso,( e per Kant le può dare una mano il Prof. Setta) contrariamente agli occhi abituati all’evolversi degli indirizzi filosofici (ed anche politici aggiungo io) sul continente Europeo, rimarca ,invece ,la capacità di inversione conservativa tipica proprio dei britannici. Ora quindi il recente scisma del gambero rappresentato dalla brexit non è stato in alcuni ambienti un fulmine al ciel sereno , anche per conoscenza delle loro diverse usanze della mentalità ed esistenziali, sportive dei riti pomeridiani,le tradizioni , la casa reale, l’abbigliamento la guida etc. . Il pensiero democratico ed europeista italiano concede certamente molto minore importanza ai simboli della conservazione e della tradizione seppur li rispetta, non vedo quindi alcun dramma anche per l’evento della Brexit, in un futuro di migliore funzionamento e coesione della UE, anche , e non solo i Corazzieri, ma come per i Forestali anche la cancellazione con un tratto di penna dei Carabinieri come di tutte quelle altre polizie tipicamente nazionali o locali, a favore di una unica polizia Europea riconoscibile in ogni Nazione da una stessa uniforme e simbolo, lo stesso dicasi delle distinte bandiere nazionali se assumeranno un valore e un significato minore se non una somiglianza alla unica bandiera europea, se ,si arriverà in futuro anche ad un esercito comune.
      Mi conforta nella Brexit che la uscita è stata decisa nelle zone arretrate e di campagna dell’UK , perché un risultato analogo che ricordo si ebbe per il referendum sulla adozione dell’euro in Svezia , dove la SEK (corona svedese) ha vinto nelle irraggiungibili campagne arretrate ed abitate da esseri tipici , contadini spaventosamente terrigeni con camicie a quadri oppure donne bionde mastodontiche che con una sberla mettono Tyson k.o., e che vivono in arretratezza campagnola se anche molte volte, facendo testamento, lasciano i loro averi al principe ed alle principesse ( come qui per la Chiesa), mentre l’euro vinse nelle grandi città abitate da giovani di grandissimo livello culturale, da managers, universitari, e comunque persone dinamiche di statura internazionale abituati a confrontarsi con il mondo. Ritengo quindi un bene ,una Italia, equilibrata che cammina verso il futuro senza vincoli troppo stretti del passato, e con italiani che anzi discutano liberamente di questi argomenti secondo le loro opinioni, come noi stiamo facendo.

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