Regione Abruzzo

Sottoscritta anche in Abruzzo la Carta diritti della bambina

 

Un progetto che finora ha visto l’adesione di oltre 600 Comuni, 10 Regioni (Valle D’Aosta, Piemonte, Veneto, Molise, Puglia, Basilicata, Lazio, Liguria, Emilia Romagna, Sicilia e ora Abruzzo), di 2 università e di moltissime scuole. Fra i diversi obiettivi quelli di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole 

 

 

Sulmona, 13 luglio-  Il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, e l’assessore alle Pari Opportunità, Nicoletta Verì, hanno sottoscritto l’adesione alla Nuova Carta dei Diritti della Bambina. L’iniziativa è stata promossa e curata da Gemma Andreini, presidente della sezione di Pescara della Fidapa Bpw (la Federazione internazionale Donne, Arti, Professioni e Affari). Alla firma ha partecipato anche Iolanda Palazzo, delegata del distretto sud-est del sodalizio. La Carta dei Diritti della Bambina si compone di nove articoli ed è stato stilato da Bpw Europa dopo la Conferenza mondiale delle donne del 1995 a Pechino, nel corso della quale emerse la drammatica condizione in cui vivono donne e bambine in molte parti del mondo. Un progetto, dunque, tutto italiano e che finora ha visto l’adesione di oltre 600 Comuni, 10 Regioni (Valle D’Aosta, Piemonte, Veneto, Molise, Puglia, Basilicata, Lazio, Liguria, Emilia Romagna, Sicilia e ora Abruzzo), di 2 università e di moltissime scuole, che hanno avviato progetti di formazione rivolti ai bambini, anche quelli più piccoli, per sensibilizzarli all’educazione al rispetto e all’affettività.

In dettaglio, la Carta stabilisce che ogni bambina ha il diritto di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità ; di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico; di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste; di essere trattata con i pieni diritti della persona dalla legge e dagli organismi sociali; di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole; di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile; di beneficiare nella pubertà del sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo; di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età; di non essere bersaglio, né tantomeno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità

 

(ph

 

One Comment

  1. Solito discorso prettamente femminista altro che Pari opportunità

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