Sabato, 19 gennaio 2019

Sociale: povertà energetica, condizione di forte disagio per popolazione anziana


2019/01/05 15:500 comments

 Sulmona, 5 gennaio- “Il freddo intenso di questi giorni, accompagnato da abbondanti nevicate, sopratutto nelle nostre zone di montagna, aggiunge un particolare valore e interesse alla Ricerca effettuata dallo SPI-CGIL e Fondazione Di Vittorio su “La povertà energetica e gli anziani”,  i cui risultati sono stati illustrati nei mesi scorsiIn Italia, come in altre economie avanzate, cresce il numero di persone in “povertà energetica” (PE), espressione con la quale si intende la difficoltà ad assicurare alla propria abitazione un minimo di servizi energetici (elettricità, riscaldamento o raffrescamento, acqua calda sanitaria, etc) adeguati e capaci di garantire uno standard di vita dignitoso e a tutela della salute. Secondo la Ricerca, condotta in diverse Regioni italiane mediante interviste, a vivere in questa condizione è il 47 per cento degli anziani. Lo scrive oggi Enio Mastrangioli della  Lega dei Pensionati SPI-CGIL Valle Peligna

Secondo l’analisi, il 14 per cento degli anziani è da considerarsi indigente perché non può far fronte ai bisogni primari e non è nelle condizioni di poter mantenere una temperatura adeguata nella propria abitazione, anche in ragione della totale assenza di misure di efficientamento energetico e in molti casi della mancanza dell’impianto di riscaldamento. Ad uno stato di povertà energetica si accompagnano generalmente condizioni di salute precarie se non compromesse. Gli anziani a rischio povertà energetica sono invece oltre il 33 per cento. Non hanno condizioni economiche familiari né agiate né di indigenza, ma non riescono comunque a garantirsi una temperatura confortevole nell’ambiente domestico.

“Solo il 53 per cento degli anziani, a fronte di una maggiore disponibilità finanziaria, è in grado di mantenere una temperatura adeguata sia nella stagione estiva che in quella invernale, senza ripercussioni negative sulle condizioni di salute.
Particolare attenzione- spiega Mastrangioli- va prestata ai bonus energetici, strumenti che sulla carta avrebbero dovuto limitare e contrastare questi fenomeni. Solo il 30 per cento delle famiglie che ne avevano diritto ne ha effettivamente fatto uso. Una percentuale che dimostra come la misura, seppur importante, non ha sortito gli effetti sperati e non ha coinvolto tutte le persone che ne avevano bisogno. Dalla indagine è emerso che molti degli aventi diritto non ne hanno effettivamente fatto richiesta e che una parte rilevante delle famiglie che sono in condizione di povertà energetica ne resterebbe comunque fuori, a causa del complicato iter amministrativo per attivarla.

Secondo quanto emerso dalla ricerca, si rende pertanto necessario rafforzare questo strumento allargando la platea dei beneficiari, aumentando l’importo dei bonus e semplificando le procedure burocratiche che li regolano. I nostri Servizi di Patronato (INCA-CGIL) e fiscali (CAAF-CGIL), sono a disposizione delle persone e famiglie che possono beneficiare dei Bonus Energetici (elettricità, gas e acqua), invitando i Comuni a delegare alle nostre strutture, tramite apposite Convenzioni, le proprie competenze per meglio promuovere le provvidenze previste e aumentare così il  numero dei beneficiari.
Come SPI-CGIL della valle Peligna, riteniamo che una particolare rilevanza assuma lo stato di maggior disagio che vivono le famiglie, in particolare la popolazione anziana, residente nei nostri Comuni montani, costretti a ricorre al riscaldamento domestico per diversi mesi dell’anno. Condizione che richiederebbe lo studio e l’applicazione di agevolazioni fiscali appropriate e ridotte rispetto a quelle applicate alla generalità delle utenze non di montagna”. (h. 16,00)

Leave a Reply


Trackbacks