Editoriale, Politica

Siamo in buone mani

 

 

Sulmona, 24 maggio- Venerdi scorso il Consiglio regionale ha approvato  un provvedimento legislativo di indubbia importanza come la Legge regionale 118/2020  contenente misure interessanti  per garantire all’Abruzzo, nella Fase 2, quella spinta necessaria per la ripresa in questo delicatissimo momento di emergenza sanitaria ed economica. Abbiamo seguito con attenzione i lavori dell’Assemblea  e ci è parso di cogliere, ad di là di un copione già scontato nei ruoli  fra maggioranza e opposizione, un impegno apprezzabile da parte di tutti. Come al solito il testo contiene  interventi di un certo rilievo, altri meno; alcuni utili, altri non comprensibili al cittadino normale. Poi nei prossimi giorni capiremo  meglio  l’efficacia del provvedimento e la sua reale efficienza anche sotto il profilo della legittima di alcune norme.

Quello che non capiamo invece  sono almeno due aspetti: l’entusiasmo di  alcuni (uomini e partiti) e le disugualianze fra le diverse aree del territorio regionale. Già, perchè anche in questa occasione  si è riproposto lo squilibrio fra l’aquilano e parte della costa ed il Centro Abruzzo.

Così ad esempio balza subito agli occhi  il contributo  al comune dell’Aquila a titolo di ristoro di mancati ricavi del centro turistico del Gran Sasso (sic). E gli altri? Non si capisce perché altri centri turistici abruzzesi che hanno le stesse strutture e svolgono le stesse attività non debbano essere aiutati.  Non si è ben compreso il  contributo di un milione e 500 mila euro ai comuni del litorale abruzzese, titolari di concessioni demaniali marittime quando  ci sono  misure  importanti di sostegno alla stessa categoria  come ad esempio risorse per i titolari di concessioni demaniali marittime, danneggiate dagli eventi meteorologici del novembre 2019 per effettuare interventi urgenti di protezione, opere di consolidamento e ripristino dell’arenile anche attraverso ripascimento; risorse ai titolari di concessioni demaniali marittime per maggiori spese a cui sono tenuti per adeguarsi alle normative emergenziali. 

  E che dire  ad esempio di alcuni emendamenti  come quello  Le Grotte di Stiffe, site nel Comune di San Demetrio ne’ Vestini  che entrano a pieno titolo, con la stessa legge, nel patrimonio di interesse turistico regionale? Oppure la  misura che  consente, alla Società Abruzzo Engineering di procedere all’acquisizione del ramo di azienda di Euroservizi di proprietà della Provincia dell’Aquila?

Ieri molti consiglieri ed esponenti della maggioranza di centro destra hanno espresso giudizi entusiastici sulla natura del provvedimento, quelli del centrosinistra forse lo faranno già domani. Il Presidente Marsilio spiegando il signifiato della deicsione dell’Assemblea regionale è andato addirittura oltre sostenenendo che l’Abruzzo è in “buone mani”. Sarà proprio così? Vedremo.

A noi preme interrogarci ora solamente su un aspetto: il Centro Abruzzo come ne esce  con questa questa iniziativa e soprattutto cosa raccoglie, che tipo di attenzione ha ricevuto? E’ stato trattatato bene “visto che stava in buone mani”? Finora non abbiamo registrato ufficialmente nessun balbettio né dai rappresentanti istituzionali a vari livelli, né da quelli politici. I partiti  a Sulmona oltre al solito “blà,blà” sono soggetti fantasma, silenziosi, poco attenti. Da quelli del centrodestra che non aprono bocca per non disturbare  il Governatore  che certamente non è un Amico di questo territorio, ma anche quelli di centrosinistra. Perfino il Pd  oltre alle solite lamentazioni è molto distante dalla realtà in questo territorio.

Invece  in  questi ultimi tempi è tornato  a sentirsi forte il grido del “partito dei sindaci” che in  provincia dell’Aquila è vivo e combattivo. Lo ha fatto settimane addietro quando  ha raccolto il grido d’allarme del sindaco di Sulmona Casini sulle vicende della sanità peligna e lo ha fatto in questi  ultimi giorni quando una ventina di sindaci dell’aquilano e della Valle subequana ha difeso  con orgoglio una posizione del Consigliere regionale Americo Di Benedetto  per sostenere l’emendamento  a quella legge regionale sulla cosidetta “mafia dei pascoli”.

Due episodi  da valutare attentamente perché potrebbero  caratterizzare la politica dei prossimi mesi anche in questo territorio  scavalcando  il vuoto dei partiti e dei movimenti oggi non più (o non suffientemente adeguata) per dare risposte al centro Abruzzo. Non mi meraviglierei se nei prossimi giorni i sindaci del Centro Abruzzo intenzionati a  rilanciare la politica di coesione territoriale decidessero di marciare uniti in Regione per incontrare, ad esempio, la Conferenza dei Capogruppo e aprire su quel tavolo un confronto serio con la Regione per quello che sta accadendo da  qualche anno dalle  nostre pareti e per rivendicare la pari dignità che finora non hanno percepito.

Altro che “ in buone mani” il rispetto dei territori da parte delle istituzioni di riferimento si ottiene con le idee chiare, la coesione e la solidarietà. Sempre. E se il Centro Abruzzo ripartisse da qui per  aprire una stagione nuova? Staremo a vedere. Buona domenica a tutti

Asterix

 

 

 

 

 

4 Comments

  1. Credo che la risposta sia la più semplice riscontrabile nel mondo politico che sono certo le sia già nota.
    La differenza di trattamento la fa il peso politico e il Centro Abruzzo diviso com’è nel sistema feudale politico ha poco da controbattere, anzi si consola della situazione di fatto che ne mantiene in vita il loro beneficio a danno della cittadinanza.
    Con ciò non posso negare che (e purtroppo) su tale sistema gira l’intero circo della politica regionale, ma in un’area marginale e continuamente umiliata, il politico pensa al suo “governo” ancor prima che ai bisogni del territorio!!!
    Una frasetta qua e la di pubblico disdegno… e oltre non si va!!!

  2. Salvatore

    Bravo Asterix condivido le tue riflessioni. A questa povera città’ non ci pensa più’ nessuno.E’ tempo di svegliarsi e aprire gli occhi come fanno in tutte le parti

  3. I sindaci ? Sicuramente faranno meglio alzando la voce e sapranno farsi rispettare

  4. Volevo porre una domanda: le risorse assegnate per il Gran Sasso sono state forse tagliate al Trasporto pubblico locale? Perché se così fosse c’è veramente da gridare allo scandalo. perché tutti sanno le difficoltà che incontrano giornalmente lavoratori e studenti . Poi in questo periodo di Coronavirus è ancora più’ complicato. Gli amministratori comunali di Sulmona perché non lo chiedono al Presidente della Regione ?

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